Continuano le manifestazioni, i dibattiti e i convegni a favore della scuola
Lezioni all’aperto, incontri
di Letizia Palmisano – 13/11/2008
1- La lezione di matematica a piazza del Popolo della facoltà di Architettura, Ludovico Quaroni. 2- L’incontro al Centro Congressi CMB di via Togliatti del “comitato costituente per l’Associazione a Sinistra”. Dopo le manifestazioni, le autogestioni e le occupazioni delle scorse settimane contro la Riforma Gelmini e contro i tagli alle Università, arrivano dalle scuole e dalla società civile una serie di appuntamenti proposti come “fase costruens”. Molte, infatti le iniziative come la settimana dedicata alla “scuola che vorremmo del liceo Kant” (su cui si rimanda al recente articolo: http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=10395) organizzate dalle scuole elementari alle superiori, in particolar modo nei pomeriggi e nelle serate, senza quindi interrompere la didattica. Molte anche le iniziative in “spazi aperti” come lezioni in centri commerciali (una preannunciata proprio per la settimana prossima da alcuni studenti del liceo Kant) o nelle piazze.
Chi avesse, infatti, percorso piazza del Popolo nella mattina del 12 novembre, avrebbe potuto incontrare gli studenti della facoltà di Architettura, Ludovico Quaroni, mentre assistevano ad una lezione di matematica sui gradini della chiesa accompagnati dallo slogan gramsciano “agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza“, cogliendo anche l’occasione per spiegare i “no” alla riforma della legge 133, chiedendo, invece, una riforma che parta “da chi l’università la vive ogni giorno, da chi ci lavora, da chi ci studia e spera in un futuro”.
Dal sito dell’associazione Quaroni (http://quaronimovimento.altervista.org), si apprende, peraltro, che il moto popolare è andato oltrefrontiera. Un’importante iniziativa si è svolta il 12 novembre pomeriggio a cura del “comitato costituente per l’Associazione a Sinistra” di Roma. L’incontro, tenutosi volutamente nella periferia, all’Centro Congressi CMB di via Togliatti e rientrante in una serie di incontri coi cittadini, è stato un momento di confronto tra gli organizzatori ed i cittadini non solo sugli aspetti ritenuti negativi delle riforme ma anche sul modello di scuola, università e complessivamente di società che la costituenda Associazione a Sinistra (formata in gran parte dagli ex costituenti della Sinistra Arcobaleno) vuol proporre.
Il dibattito è stato intervallato dagli interventi dei vari esponenti – quali Claudio Fava, segretario nazionale della SD, la dirigente del Circolo 126° di Roma Iqbal Masih Simonetta Salacone, l’Ass. alla Cultura regionale Giulia Rodano, l’On. Loredana De Petris, presidente dei Verdi Lazio e Luciano Ventura, presidente del Consiglio dell’Iqbal Masih e membro dell’associazione “non rubateci il futuro Iqbal Masih”.- e dei molti presenti, genitori, studenti, insegnanti, cittadini preoccupati per la crisi culturale dell’Italia.
Importanti le iniziative che la Regione proporrà quale il Diritto allo Studio. La Rodano ha, inoltre, comunicato che la Regione Lazio promuoverà il referendum con altre 5 regioni. L’On. De Petris è partita con l’autocritica alla sinistra nel precedente Governo e ha sottolineato l’importanza della definizione della scuola e dell’università per la determinazione del “tipo di società che si vuole”. Ha anche richiamato le responsabilità del servizio pubblico (Rai, ndr) sulla scorretta informazione, sottolineando, però, come le centinaia di migliaia di persone mobilitate, il 30 ottobre, come negli altri eventi, dimostrino che chi è dentro la scuola, l’università, la ricerca, come moltissimi cittadini che hanno a cuore le sorti della società, si siano informati e mobilitati. Ventura ha spiegato come la mobilitazione del “coordinamento Non Rubateci il Futurosia stato non tanto il decreto 137, il decreto Gelmini, ma la legge finanziaria 133. che “ha rilevato il reale, completo e devastante piano di questo governo: ridurre la scuola pubblica alla povertà, economica e progettuale. Meno insegnanti, meno soldi, meno ore, in poche parole… meno scuola”. Ventura ha così proseguito “Quello che ci siamo visti davanti è stato uno scenario apocalittico. Il maestro unico di fronte ad una classe affollata di bambini ricchi di domande e curiosità destinate a rimanere tali per mancanza di tempo e strumenti. Il maestro unico costretto al confronto e alla programmazione con uno specchio perché per la legge 169 sarà un maestro solo. Privato di quel confronto e di quel sostegno che oggi fanno della scuola primaria italiana la base di lavoro degli insegnanti, garanzia di qualità. Con genitori costretti a rivedere la propria organizzazione familiare per poter riprendere i propri figli alle 12,30 in base alla decisione di portare il tempo scuola a 24 ore settimanali. E non ci vuole un veggente per capire che questo porterà tanti genitori, tante mamme, a dover rinunciare al lavoro o a parte di esso”. Le denunce pressoché unanimi nei vari appuntamenti ritengono che il disegno dell’attuale governo sia “di far cassa”, ma anche che l’obiettivo principale sia quello di riscrivere, dopo averlo cancellato, lo stato sociale italiano: cittadini meno preparati, donne a casa ad accudire i figli, l’educazione e l’istruzione in mano ai privati. E questo è lo stesso disegno tracciato per le scuole superiori, l’università e la ricerca. E intanto gli universitari si preparano per le manifestazioni del 14 novembre, con una serie di mobilitazioni e cortei già dal 13.








