Letizia Palmisano

ri-AMBIENTI-AMO ROMA

29 agosto 2009

Festa per l’unità e Sito internet del VI

manif1

Giusto in tempo per la festa, anche se ancora in costruzione, apre il sito della Sinistra e Libertà

del VI Municipio.

Per avere maggiori informazioni sulla Festa, che si terrà dal 3 al 13 settembre a Largo Agosta, e per aggiornamenti del programma, linkate

il manifestino che vi porterà al nuovo sito

26 agosto 2009

Fiamme allo storico Qube. Le associazioni temono un attacco Omofobo.

eccovi in anteprima l’articolo per ABITAREA

Il giorno prima, riunione tra Arcigay, associazioni e il sindaco Alemanno dopo il pestaggio all’uscita del Gay Village

Di Letizia Palmisano

Nella notte tra il 25 e il 26 si è scatenato un incendio all’ingresso del Qube, locale di via di Portonaccio, a pochi centinaia di metri dalla Prenestina, sede storica – ogni venerdì – del Muccassassina, la più importante festa gay, lesbica e transessuale della capitale..Il locale in questo periodo era chiuso per ristrutturazione, sebbene, fino a poco prima, ci fossero ancora gli operai. L’intervento delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, chiamati da alcuni passanti, ha evitato il peggio.
Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero scaturite da liquido infiammabile gettato all’interno da ignoti, dopo aver infranto i vetri dell’entrata ed il fumo avrebbe raggiunto l’ultimo piano.

Il Circolo Mario Mieli commentando l’episodio denuncia: “Un altro atto intimidatorio contro la comunità omosessuale”. Per molti l’atto di violenza è una risposta all’unanime condanna contro l’omofobia dopo il tragico pestaggio all’uscita del Gay Village, che ha portato, per ora, all’arresto di “Svastichella”. Dure parole di condanna sono giunte anche da Giorgio Ciardi, Leggi tutto il testo »

21 agosto 2009

La Fabbrica dell’Acqua

Ho ricevuto da Leo la richiesta di Catena. Non posso che condividere e sperare che gli anelli siano tanti e tengano duro…

L’acqua è un bene raro… molti di noi non se ne riescono ad accorgere perché ci pare di averne in abbondanza. L’acqua deve essere pubblica. L’acqua pubblica in Italia è buona. Ma va salvaguardata: sia l’acqua ex sé, sia essere Res Publica e di qualità! Perché i controlli che si riescono ad avere per l’acqua corrente sono molti di più dell’acqua imbottigliata… ma qui si apre un altro discorso e vi rimando QUI per approfondimenti

“lascio la spiegazione” al post di Leo:

La Fabbrica dell’Acqua.

comitato-acquaDopo l’interpellanza della scorsa settiman, aderisco, ovviamente, alla catena di blog a sostegno dell’appello a difesa della Fabbrica dell’Acqua di Ferrara. Cosa fare per aderire con il vostro blog alla catena? Molto semplice, ecco le istruzioni:

  1. Scrivete un nuovo post sul vostro blog a sostegno dell’appello
  2. inserite come tag “laboratorio analisi acqua
  3. Linkate la pagina dell’appello: http://www.forum.ferrara.it/acqua/in-difesa-del-laboratorio-analisi-acqua-di-pontelagoscuro/
  4. Linkate questo post con le istruzioni: http://www.forum.ferrara.it/acqua/2009/08/18/la-catena-per-la-fabbrica-dellacqua-di-ferrara/
  5. Copiate e incollate i blog e i siti che hanno aderito alla catena: fioreblog, il blog di Leonardo Fiorentini, Logos – il blog di Giuseppe Fornaro, Federazione dei Verdi di Ferrara, Il blog di Franco Corleone, il blog di fuoriluogo.it. letiziapalmisano.it;
  6. Inserite un commento a questo blog (nel blog di Leo, ndLeti) indicando l’adesione del vostro blog e l’indirizzo web del post.

Dal comunicato stampa di lancio dell’iniziativa Leggi tutto il testo »

12 agosto 2009

Nucleare in Veneto?

Ricevo da Erasmo Venosi la segnalazione di questa sua intervista che spiega bene la questione del nucleare in Veneto e quali siano le alternative. é esemplificativo e potrebbe valere per ogni altra realtà italiana

CORRIERE DEL VENETO- CORRIERE DELLA SERA del 13 luglio 2009

L’intervista Parla Erasmo Venosi, fisico e ricercatore

«Centrale nucleare in Veneto l’unico sito adatto è Mestre»

Centrali nucleari, Galan: «Disposti all’apertura. Non siamo Khomeinisti»

ROMA – Il governo riporta per mano il nucleare in Italia, Galan gli apre la porta in Vene­to. Ora la parola passa ai tecni­ci. In sostanza a chi traduce in «dove e come» un’impiantisti­ca da sempre legata, nell’imma­ginario collettivo, a paurose sce­ne di incendi epocali, fuga di ra­diazioni devastanti e lacrime piante da intere popolazioni. A torto o a ragione. Ad abbozzare «un’ipotesi ve­neta » è Erasmo Venosi, fisico nucleare, ricercatore universita­rio e «braccio destro» di Tho­mas Brown, professore associa­to di Elettronica Organica al­l’Università «La Sapienza» di Roma (conosciuto come «l’uo­mo del fotovoltaico di terza ge­nerazione »). Venosi, pugliese di nascita e vicentino d’adozio­ne, non nasconde la sua espe­rienza politica nei Verdi, su cui però fa prevalere gli studi di una vita, anche a costo di met­tersi in situazioni scomode. Co­me questa.Galan apre al «Veneto nu­cleare». Quali i siti ipotizzabi­li, secondo lei, per una centra­le?
«Una premessa è d’obbligo: nel panorama nazionale, il Ve­neto non spicca per caratteristi­che ideali ad ospitare dei reatto­ri. Caratteristiche che invece hanno tre zone in Italia: la Sar­degna, il Salento e una fascia territoriale individuata fra il Pie­monte e la Lombardia. La sede ipotizzabile, comunque, in que­sta regione potrebbe essere Me­stre, visto che soddisfa le tre va­riabili necessarie per tale opera­zione: disponibilità immediata di acqua di raffreddamento, che serve in quantità altissima e nell’immediato; assenza di eventi sismici particolari, ovve­ro sopra il settimo grado della scala Mercalli ed, infine, una certa stabilità geologica nel sen­so che il terreno lì si è ben sedi­mentato nel corso dei millenni. Mestre, dunque, è un’ipotesi ac­cettabile sulla carta. Con un vin­colo: la concentrazione di indu­strie di Marghera che, a questo punto, si dovrebbe delocalizza­re oppure proteggere con degli impianti, anche se molto costo­si».
In cosa consiste il rischio in questo caso?
«Ogni attività industriale è caratterizzata dal rischio, che di­pende da due fattori: la probabi­lità che un evento si realizzi e le conseguenze che può determi­nare. Ora: l’incidente di un reat­tore è la fusione del nocciolo e altri elementi di vario tipo, co­me emissioni di altre industrie vicine, radiazioni in atmosfera, terremoti o alluvioni. L’inciden­te ha una probabilità di verifi­carsi ogni 10 mila anni e gli ef­fetti che produce variano. Se succede in una zona disabitata sono minimi, ma se è antropiz­zata sono massimi. Basti pensa­re a Chernobyl: ha densità abita­tiva praticamente bassissima e nemmeno comparabile con la pianura padana. Lì evacuarono in un raggio di 30 Km tutte le persone per 15 mesi e per 5 me­si in un raggio di 70 km. Prova­te ad applicarlo in pianura pada­na con un raggio di 30 o 70 km partendo da Mestre! Che si fa? Si evacuano milioni di perso­ne? Quindi, anche se la probabi­lità è bassa, in ambiente densa­mente antropizzato, il rischio diventa alto. Dobbiamo però avere l’onestà di ammettere che bisognerebbe costruire la centrale in un deserto per non averne».
Da esperto, se si dovesse re­alizzare una centrale in Vene­to, che tipo di impianto sugge­rirebbe lei?
«Io suggerirei il reattore AP 1000 che è a sicurezza passiva. E’ la cosiddetta terza generazio­ne plus. Non foss’altro perchè è coinvolta un’industria italiana, la Ansaldo, in una joint venture con la Westighouse. Ma io, per­sonalmente, sono per una forte sperimentazione nell’amplifica­tore di energia di Rubbia. E’ un reattore che usa il torio, elemen­to radioattivo, che è 3000 volte più disponibile dell’uranio e produce una quantità minima di plutonio, che è il vero ‘vele­no’ dei prodotti di fissione nu­cleare e che serve a fare le bom­be atomiche: ne bastano 8 kg per avere una potenzialità pari a quella di Nagasaki. Credo, pe­rò, che la vera domanda da por­si sia: quanto utile è l’investi­mento? Nel bilancio energetico italiano, l’energia elettrica inci­de per il 18 per cento. Sono sta­ti programmati quattro reattori European Powe Reactor che for­se nel 2020 produrranno una quantità di energia che è pari a meno del 3 per cento del bilan­cio energetico nazionale. Le ri­duzioni di anidride carbonica connesse a tale energia prodot­ta con il nucleare sono pari a circa il 7 per cento. Quindi i be­nefici sono praticamente nulli su tutti i fronti».
Silvia Maria Dubois
13 luglio2009

11 agosto 2009

come presentare le richieste del REDDITO MINIMO GARANTITO (Regione Lazio)

Dalal 30 settembre, si potranno presentare le richieste per ottenere il reddito minimo garantito. I moduli da compilare si potranno trovare negli 800 uffici postali della regione, nei 60 comuni capofila di distretto socio-sanitario e nei Municipi del comune di Roma. Anche le province potranno distribuirli tramite i centri per l’impiego e le altre strutture accreditate.

Le domande potranno essere consegnate presso i comuni capofila e i municipi, oppure essere inviate mediante raccomandata con ricevuta di ritorno. Una volta raccolte tutte le domande pervenute, le province stileranno le graduatorie degli aventi diritto, secondo i criteri stabiliti dalla regione. Si conta che i beneficiari del reddito minimo possano ricevere il primo assegno a novembre.

Gli uffici postali provvederanno anche ad erogare l’assegno del reddito minimo garantito.

Sono disponibili sul sito www.portalavoro.regione.lazio.it il facsimile del modulo di presentazione delle domande e la guida alla compilazione che per comodità potete cliccare  qui di seguito e scaricare: redditominimogarantito

La legge sul reddito minimo garantito riguarda, nella sua prima fase sperimentale, donne e uomini di età compresa tra i 30 e i 44 anni e con un reddito personale imponibile non superiore a 8.000 euro nell’anno precedente. Con questo strumento e con gli interventi di politiche attive per il lavoro, la Regione Lazio ha voluto dare una risposta concreta ai bisogni delle fasce più deboli del mercato del lavoro, particolarmente colpite in questo periodo di crisi economica.

Per approfondire seguite il link:

http://www.portalavoro.regione.lazio.it/portalavoro/categoria/?id=Reddito-minimo-garantito_7

PS ringrazio Massimo Lucà per la segnalazione

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