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Giornalista ambientale e "Green" Social Media Manager

Facebook penalizza il Click-bait. Titoli “esca” addio?

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I clickbait sono quei titoli ad effetto caratteristici di alcuni post su Facebook che, come brave “esche” servono ad attrarre traffico ma che, solitamente, deludono le aspettative dei lettori. Le frasi ad effetto sono normalmente del tipo “potrai scoprirlo solo leggendo qui”, “incredibile cosa ha fatto XXX (personaggio noto)”, “grande dolore in casa XXX (personaggio noto)”, “una cosa terribile accadrà domani a XXX (luogo o persona). Per inciso, anche alcuni giornali con la G teoricamente maiuscola hanno iniziato ad utilizzare la tecnica del clickbait, cosa che, da lettrice, mi da un certo fastidio.  All’inizio ci sono caduta anche io varie volte. Dopodiché ho deciso di “anestetizzarmi” non fidandomi più di titoli accattivanti che solitamente non offrono nulla di più. Non apro più nessun titolo sensazionalistico. Se mi stuzzica, cerco la news su google news. Tornando a Facebook, fino ad ora, coi titoli esca si avevano tantissimi “mi piace” e commenti (per mia esperienza una marea di persone commenta senza neanche leggere la notizia) e tanti click. Questo fungeva da spinta nella news feed e la notizia veniva mostrata a tantissimi utenti. Dopo aver analizzato cosa ne pensassero gli utenti, Facebook ha deciso di “punire” i clickbait. Già, ma come individuarli? “Pedinando” l’utente e vedendo quanto rimane su quel link. Se, cliccando, si troverà la notizia interessante, presumibilmente si leggerà e non si “fuggirà via” (frequenza di rimbalzo di Analytics). Verrà poi monitorato anche il comportamento una volta “tornati” su Facebook. Ovvero quanti “like” e “commenti” avrà la notizia. Rivoluzione in vista per i web writers? Credo proprio di sì. Staremo a vedere (e a leggere) quanto prima Tra le innovazioni di Facebook vi è anche il premiare le condivisioni dirette dei link rispetto ai link inseriti nelle didascalie delle immagini. Se volete saperne di più ecco il post ufficiale Se volete leggere tutti i miei articoli sul web 2.0 cliccate qui

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