Letizia Palmisano

ri-AMBIENTI-AMO ROMA

18 febbraio 2010

Stop al consumo del territorio e rivalutazione dell’indice di edificabilità

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Stop al consumo del territorio e rivalutazione dell’indice di edificabilità
Al Consiglio straordinario del Municipio Sesto vince la linea a difesa del Comprensorio Ad Duas Lauros

Stop al consumo di territorio e cemento zero sono state le parole chiaveed i concetti che hanno ispirato le conclusioni del Consiglio Municipale straordinario del VI Municipio ove a maggioranza assoluta si è votato per la tutela del territorio e in particolare del Comprensorio Ad Duas Lauros.

Dopo mesi di incontri, riunioni di comitati (in primis l’Osservatorio Casilino http:/www.osservatoriocasilino.it), mobilitazioni di cittadini e di associazioni (tra le quali un grande apporto va riconosciuto a Legambiente e al Circolo Città Futurahttp://www.legambientelazio.it/121709somaini.html) ed incontri con le istituzioni locali, il 17 febbraio è stato convocato un Consiglio Municipale “straordinario” presso il Casale Garibaldi, nel quartiere Villa De Sanctis.
La mobilitazione ha preso il via a seguito del promemoria “Ghera – Corsini” della giunta del Comune di Roma che ha previsto l’innalzamento dell’indice di edificazione da 0.50 a 1.3 nel Municipio più densamente popolato di Roma, nel quale le stime (per alcuni ottimistiche) sono di 3,6 mq di verde per abitante contro i 9,6 mq prescritti dalla legge e dai regolamenti urbanistici, territorio in cui hanno sede beni archeologici (dal Complesso di VIlla Gordiani, al Mausoleo di Sant’Elena, alle catacombe di San Marcellino), paesaggistici e naturalistici (ivi compreso l’agro romano) raccolto sotto il nome “ad duas lauros”.

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2 gennaio 2010

una firma per l’ISPRA

Cliccando sul pulsante vi compare la petizione a sostegno dell’ISPRA (http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/ispra-ispra/ ), dei precari, dei ricercatori, della RICERCA. per questa povera Italia.
Firmate e diffondete!

Egregio Signor Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare,



un anno fa l’istituzione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) attraverso la soppressione di tre Enti (APAT-Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e i servizi Tecnici, ICRAM-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare ed INFS-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) vigilati dal Suo Ministero aveva, nelle intenzioni, la finalità di razionalizzare in un’unica entità le competenze tecnico-scientifiche presenti, al fine di corrispondere in modo puntuale ed armonico alla politica ambientale del Paese. Era altrettanto evidente nella volontà del legislatore che ISPRA, già nel suo acronimo, portasse con sé e valorizzasse due diversi aspetti della politica ambientale nazionale, l’uno indirizzato alla ricerca e sperimentazione, l’altro indirizzato alla protezione e controllo.
A distanza di un anno dalla sua istituzione, la situazione attuale tradisce le aspettative: la notevole burocratizzazione dell’Istituto e soprattutto il taglio in atto del personale non strutturato impedisce ed impedirà, di fatto, di tener fede al suo nome ed ai suoi compiti. 
In diversi settori i ricercatori, i tecnici ed il personale amministrativo rappresentano dal 50% al 100% dell’organico; essi sono un patrimonio intellettuale e professionale di fondamentale valore per l’Istituto, documentato da centinaia di pubblicazioni scientifiche e di rapporti tecnici. Non meno importante è il supporto istituzionale fornito alle Amministrazioni centrali e agli Enti Territoriali e lo sviluppo di collaborazioni con Istituzioni comunitarie e internazionali, nell’ambito dello studio, della salvaguardia dell’ambiente e della sua biodiversità, nella definizione delle politiche per contrastare i cambiamenti climatici, ed in molti altri settori. 
In particolare, la fuoriuscita di queste alte competenze e professionalità che hanno permesso all’Italia di svolgere nel contesto internazionale un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale (anche a fronte dei bassi investimenti nazionali), graverà pesantemente sul presente e sul futuro del paese. Le ricordiamo, Sig. Ministro, che da gennaio già 50 colleghi sono stati lasciati senza lavoro e che con le scadenze contrattuali del 30 giugno 2009 e del 31 dicembre 2009 verrà a concretizzarsi un taglio effettivo di circa un terzo del personale (oltre 400 persone) dell’ISPRA.
Facciamo, a questo proposito, appello a Lei, Signor Ministro, affinché trovi soluzioni condivise per una questione che consideriamo fondamentale per il paese, adottando interventi urgenti e straordinari a sostegno delle potenzialità già esistenti e del progetto da Lei iniziato. Inoltre, è quanto mai importante individuare con celerità gli strumenti tecnico-legislativi finalizzati al mantenimento in servizio dei ricercatori e tecnici non strutturati dell’Istituto, al fine di non dissipare le loro competenze e gli ingenti investimenti pubblici fatti per la loro formazione e rendere così efficiente l’ISPRA, facendo assumere pieno significato al suo nome.



Roma, 18 giugno 2009

L’Assemblea Precari ISPRA


http://www.nonsparateallaricerca.org

http://precariispra.blogspot.com


Firma

1 dicembre 2009

YES WE CONDOM – SCATTA & PARTECIPA

In italia infezioni da Hiv in aumento, la prevenzione è poca e confusa
La Lila risponde: YES WE CONDOM

Pubblico il comunitcato stampa della LILA. Noi stessi siamo i più grandi complici dell’AIDS.

Torino, 29 novembre 2009. Per il World Aids Day sono stati diffusi i nuovi dati della pandemia, ma in Italia il sistema di sorveglianza non è completo, le nuove infezioni sono in aumento, la prevenzione istituzionale è insufficiente e non in linea con quella internazionale. La Lila lancia due messaggi forti di prevenzione: l’opuscolo hiv/aids: + risposte – dubbi e la campagna YES WE CONDOM – SCATTA & PARTECIPA
La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV presentata ieri dal Ministero della Salute -attivata peraltro in sole 11 regioni italiane – dice di 4.000 nuove diagnosi l’anno. Un dato che mette l’Italia fra i Paesi dell’Europa occidentale con un’incidenza medio-alta, come ha detto anche il viceministro Ferruccio Fazio.
Il Rapporto Euro Hiv Index 2009 mostra l’Italia negli ultimi posti della classifica europea in tema di prevenzione: siamo al 27esimo posto, su 29 Paesi. La prevenzione in Italia sembra essere una cosa difficilissima da realizzarsi, contro le indicazioni di tutti gli organismi internazionali (non ultima la Comunità Europea) e da tempo sono totalmente assenti campagne rivolte ai gruppi più vulnerabili.
Le informazioni fornite sul contagio da siti istituzionali sono spesso errate, confuse, fuorvianti e ansiogene e ciò è molto grave: viene ancora dato come sicuro un “periodo finestra” (il tempo che intercorre da un possibile comportamento a rischio alla certezza dell’esito, positivo o negativo, del test Hiv) di sei mesi, mentre l’indicazione internazionale è di tre mesi. O si forniscono “suggerimenti” sulla sicurezza di certi comportamenti sessuali, che non trovano conferma in alcuna letteratura.
E’ questa la situazione che emerge anche nel report annuale compilato dalle Help Line della Lila, presenti su tutto il territorio nazionale. Si registra infatti una stragrande maggioranza di telefonate fatte sull’onda di timori immotivati, che derivano da una scarsa o errata conoscenza e percezione dei rischi. Significa da un lato percepire come rischioso un comportamento che non lo è, ma anche che un rischio reale può non essere percepito come tale.
Nel 2008 il 5% delle donne che si sono rivolte all’Help Line Lila, lo hanno fatto perché non convinte che il profilattico fosse sufficiente a proteggerle dai rischi, tale percentuale quest’anno è raddoppiata. Vi sono anche dati positivi, per esempio quelli che ritengono a rischio il bacio, sul totale dei chiamanti, sono passati dal 22 al 14,6% le donne e dal 9 al 5,4% gli uomini. Ma resta preoccupante che il 15% degli uomini e il 22% delle donne consideri comportamento a rischio la masturbazione reciproca.
“Sono tutti dati da tenere in forte considerazione – ha dichiarato la presidente della Lila Alessandra Cerioli – perché mostrano la scarsa consapevolezza delle persone in materia di sesso protetto, che deriva anche dalle carenze della comunicazione istituzionale”.
La Lila in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids del 1° dicembre lancia due messaggi forti e chiari di prevenzione
hiv/aids: + risposte – dubbi opuscolo informativo rivolto ai ragazzi, ai quali parlare con appeal
e serenità di sessualità, prevenzione e test
YES WE CONDOM – SCATTA & PARTECIPA, Leggi tutto il testo »

26 novembre 2009

NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI

Anche io so chiaramente da che parte stare. Con Don Ciotti e le persone che rappresenta, che difende. E che tutti assieme difendono la legalità di (o per…) questo Paese! Il minimo è firmare e diffondere…

Firma l’appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra

Banner "Niente regali alle mafie"

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell ‘impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele

10 novembre 2009

IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA! (padre Zanotelli). AGIAMO TUTTI!

Lettera di padre Alex Zanotelli (il video si riferisce a 3 sett fa) in difesa dell’acqua pubblica (Inoltre giù in fondo al post le modalità per scrivere URGENTEMENTE anche voi ai parlamentari per chiedere la cancellazione del decreto)

Napoli,8 novembre 2009

IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA!

E’ stato uno shock per me sentire che il Senato, il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.

Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

a) L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;

b) Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.

Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD , che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell’acqua. L’opposizione (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.

E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo oggi insieme all’aria! E’ la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!E’ il trionfo del Mercato, del profitto. E’ la fine della democrazia.

”Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell’acqua –non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni.”

Per questo dobbiamo denunciare con forza:

- il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d’Italia. “Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell’Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia.”

-il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell’acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione).

- ed infine tutta l’opposizione, per non aver portato un problema così grave all’attenzione dell’opinione pubblica.

Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l’acqua dal decreto.

E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre.

E ai partiti di opposizione Leggi tutto il testo »

6 novembre 2009

L’acqua è un bene comune. ANCHE TUO. Vuoi che te lo sottraggano?

‘STA VOLTA CI STANNO ANDANDO MOLTO VICINO. TROPPO. CON IL VOLER PRIVATIZZARE L’ACQUA!!!!!!! E in Puglia c’è chi l’ha capito e sta “ripubblicizzando l’acqua”. Forza Nichi.

L’ACQUA è UN BENE COMUNE, NON UNA MERCE! Io aderisco alla campagna nazionale “Salva l’Acqua”. E tu? Firmate, informatevi e partecipate!

Campagna nazionale “SALVA L’ACQUA”

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua lancia una campagna contro i recenti provvedimenti governativi volti alla privatizzazione dell’acqua

Clicca sull’immagine e dopo aver
firmato apri l’e-mail di conferma

Logo petizione on-line IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA e I BENI COMUNI

Con un decreto del 10 settembre scorso (D.L. 135/09, Art. 15) il Governo regala l’acqua ai privati: sottrae ai cittadini l’acqua potabile, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua potrebbe diventare legge.

Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita

Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale

Si tratta di un provvedimento inaccettabile!

IMPEDIAMOLO !

FIRMA L’APPELLO ON-LINE: CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA” – IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA!

*****

Mercoledì 18 Novembre (ore 14.00)

Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio)

in concomitanza con la discussione del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati.

Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!

Partecipiamo tutte e tutti al presidio!

Per informazioni…

*****

Protesta contro questa decisione del Governo tramite interlocuzioni con i parlamentari ed invio di e-mail al Ministro dell’Ambiente, ai vari Ministri e parlamentari.

Chiedi al tuo Consiglio Comunale di prendere posizione contro questo decreto che dichiara l’acqua potabile una merce ed avvia una campagna – anche attraverso una raccolta di firme – per impegnare il consiglio comunale ad inserire nello Statuto Comunale il riconoscimento che l’acqua è “un bene comune e un diritto umano universale” e che il servizio idrico è “un servizio privo di rilevanza economica” da gestire in forma pubblica e con la partecipazione delle comunità locali. —> Scarica la petizione popolare contro l’Artt. 15 e 23 bis e organizza banchetti di raccolta firme

Sostieni le azioni proposte dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua per chiedere al Parlamento ed al Governo il ritiro delle nuove norme.

Per approfondimenti…

Scarica l’appello alle personalita e alla cittadinanza

Scarica e affiggi nel tuo comune il manifesto contro la privatizzazione dell’acqua

Scarica il logo della campagna

14 aprile 2009

Salviamo la Quercia del Quadraro

Ricevo e Pubblico.

Domenica 29 Marzo verso l’ora di pranzo è caduta la Farnia (Quercus peduncolata) di Via dei Juvenci al Quadraro, probabilmente la più grande Quercia di Roma e con una età stimata intorno ai 400 anni. Una caduta prevedibile dato che la Quercia secolare si trovava su un terreno privato e da diversi anni nessun tipo di manutenzione (rimozione del secco, alleggerimento della chioma) era stato eseguito. Non solo il proprietario si rifiutava di far entrare tecnici per valutare lo stato di salute dell’immenso albero, ma da qualche tempo, degli extra comunitari abusivi che abitavano in una costruzione fatiscente che si trovava proprio sotto l’enorme tronco della Quercia, hanno iniziato a fare lavori di scavo o costruzione togliendo terra, danneggiando l’apparato radicale dell’albero e mettendolo in condizione di instabilità. Così che durante una giornata particolarmente ventosa (ma neanche più di tanto visto che ad altri alberi non ha fatto nulla) una folata di vento più forte del solito ha investito la folta chioma dell’albero che è così stato spazzato verso terra, crollando su una casa e un muretto adiacente (non prima del rapido fuggi fuggi degli extracomunitari che si trovavano nella casupola che, forse sentendo il terreno vibrare sono riusciti a scappare prima che il tronco rovinando sulla casupola li beccasse in pieno). Dopo la caduta e l’intervento dei Vigili del Fuoco che hanno alleggerito i rami si è costituito un Comitato di cittadini che con il supporto di un tecnico (un Dottore Agronomo e una ditta specializzata in grandi sollevamenti) hanno deciso di tentare un’azione di sollevamento e ripristino per far tornare in vita la grande quercia secolare. L’ albero infatti anche se è caduto ed è già stato amputato nella sua ampia chioma, non è morto! Una parte delle sue radici è ancorato bene ancorata al terreno. Le suo foglie sono verdi, segno che è ancora vitale. Un intero quartiere, centinaia di cittadini (quelli che lo sanno, ma molti pensano che ormai la quercia sia morta) quasi 100 iscritti su un gruppo su Facebook si sono uniti per non far morire la Quercia. Quello che manca è la volontà politica di pensare come necessario per il bene comune questo intervento visto che nell’area privata in questione a suo tempo è stato previsto un parcheggio, e la caduta casuale ( che poi casuale non è stata) va a facilitare interessi privati che nella loro immediatezza e limitatezza sono nulli rispetto alla fortuna e all’importanza di avere una quercia di 400 anni in città, che senza nessun problema, se tenuta bene ed amata, può vivere almeno altri cento anni di età.
Siete invitati

Mercoledì 15 Aprile alle ore 17 nel piccolo parco chiamato  Il Giardino dei Ciliegi
Via Filippo Re /traversa Via dei Quintili).
dove ci sarà un incontro  del Comitato per la difesa della Quercia del Quadraro.
Per maggiori informazioni 339.762.50.85
Facebook Comitato per la difesa della Quercia del Quadraro
amicideglialberi@hotmail.com