Letizia Palmisano

ri-AMBIENTI-AMO ROMA

23 febbraio 2010

NON UNO DI MENO!!! Contro chi vuol limitare l’accesso alle scuole ai bimbi stranieri

NON UNO DI MENO!!! Contro chi vuol limitare l’accesso alle scuole ai bimbi stranieri

SCUOLA SOS ISCRIZIONI: NON UNO DI MENO!

Le recenti iniziative del governo e del comune di Roma vorrebbero limitare l’accesso dei bambini di origine straniera alle scuole, aumentando cosi l’abbandono scolastico. Queste scelte avvengono purtroppo in un contesto in cui aumentano da molte parti gli attacchi alla scuola pubblica nel nostro paese: dai tagli alla carenza di strutture, dall’aumento del precariato alle riforme pensate solo per “fare cassa”.

A nostro avviso, la combinazione di questi fattori sta mettendo gravemente a rischio le potenzialità formative, educative e didattiche della scuola pubblica. Abbiamo la sensazione che si voglia privilegiare una scuola per pochi, incapace di rappresentare quel motore di inclusione sociale e di crescita collettiva che invece, pur tra tanti problemi, ha rappresentato fino ad oggi.

La scuola è un luogo di condivisione e di crescita, non può essere un luogo di paura e di discriminazione. Limitare in qualsiasi modo l’accesso alla scuola significa limitare la democrazia, aprendo le porte a una società più ghettizzata e piena di muri.

Vogliamo confrontarci con i cittadini, il territorio e gli amministratori per condividere queste impressioni ed elaborare possibili risposte comuni. Già nel prossimo futuro potremmo ritrovarci con la chiusura di interi plessi scolastici, l’aumento della già preoccupante dispersione scolastica, la confusione tra chi si trova ad iscrivere i propri figli a scuola ed è costretto a farlo tra discriminazioni e divieti.

E’ giunto il momento di valorizzare al meglio il lavoro silenzioso e tenace svolto dalle insegnanti per moltiplicare le occasioni di incontro e di inclusione tra bambini e ragazzi che hanno storie diverse ma che vogliono continuare a vivere negli stessi quartieri. E’ giunto il momento di prendere parola, per affermare le nostre ragioni e le ragioni della scuola pubblica, visto che la parola la prendono ogni giorno a sproposito persone che dentro una classe non ci hanno mai messo piede negli ultimi vent’anni e non sanno di cosa parlano.

Assemblea-dibattito Mercoledi 24 febbraio 2009 ore 17 Sala consiliare municipio Roma 6 Via dell’Acqua Bullicante, 2

Intervengono: insegnanti, genitori, studenti delle scuole del territorio, Simonetta Salacone, dirigente scolastico Iqbal Masih; Francesco Pompeo, docente di antropologia culturale, Università Roma 3; Piero Frontoni, direttore amministrativo IIS Von Neumann; Mario Angelelli, avvocato Sono invitati il presidente e gli assessori competenti del municipio

NON UNO DI MENO


Campagna di azione e informazione per i diritti di tutti Info: 6diverso@anche.no

Sportello di consulenza attivo dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 in via E. Giovenale 79  telefono 06-298777


A cura dell’Osservazione antirazzista territoriale Pigneto-Torpignattara

E del Comitato di Quartiere Pigneto – Prenestino

2 febbraio 2010

Energie Rinnovabili. Kuda ci aggiorna che forse una speranza c’è

L’energia (rinnovabile) della speranza non si spegne mai… E visto che ci sono creo la voce “catene di blog” tra le mie categorie :-)

Detrazioni del 55% una nuova possibilità per mantenerle grazie ad un emendamento nel milleproroghe

Post n°1478 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da kudablog

tremonti_ricordatiProrogare fino al 31 dicembre 2012 la detrazione fiscale del 55% delle spese per la riqualificazione energetica degli edifici. Lo propone un emendamento presentatodai senatori dell’IdV, Bugnano, Pardi, De Toni e Belisario al ddl di conversione del DL 194/2009 Milleproroghe.

L’emendamento interviene sull’articolo 1, comma 20, della Finanziaria 2008, prorogando al 31 dicembre 2012 la scadenza, ora fissata al 31 dicembre 2010, per usufruire del bonus fiscale del 55%.

Sono anni che mi batto con tanti amici per il mantenimento di questa importante detrazione che permette di scontare parte dei costi sostenuti per l’adeguamento delle costruzioni esistenti a canoni di efficienza energetica. Nell’ultima finanziaria il termine per accedervi (31 dicembre 2010) non era stato prorogato. Il milleproroghe potrebbe essere un’ottima occasione per rimediare.

2 gennaio 2010

una firma per l’ISPRA

Cliccando sul pulsante vi compare la petizione a sostegno dell’ISPRA (http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/ispra-ispra/ ), dei precari, dei ricercatori, della RICERCA. per questa povera Italia.
Firmate e diffondete!

Egregio Signor Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare,



un anno fa l’istituzione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) attraverso la soppressione di tre Enti (APAT-Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e i servizi Tecnici, ICRAM-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare ed INFS-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) vigilati dal Suo Ministero aveva, nelle intenzioni, la finalità di razionalizzare in un’unica entità le competenze tecnico-scientifiche presenti, al fine di corrispondere in modo puntuale ed armonico alla politica ambientale del Paese. Era altrettanto evidente nella volontà del legislatore che ISPRA, già nel suo acronimo, portasse con sé e valorizzasse due diversi aspetti della politica ambientale nazionale, l’uno indirizzato alla ricerca e sperimentazione, l’altro indirizzato alla protezione e controllo.
A distanza di un anno dalla sua istituzione, la situazione attuale tradisce le aspettative: la notevole burocratizzazione dell’Istituto e soprattutto il taglio in atto del personale non strutturato impedisce ed impedirà, di fatto, di tener fede al suo nome ed ai suoi compiti. 
In diversi settori i ricercatori, i tecnici ed il personale amministrativo rappresentano dal 50% al 100% dell’organico; essi sono un patrimonio intellettuale e professionale di fondamentale valore per l’Istituto, documentato da centinaia di pubblicazioni scientifiche e di rapporti tecnici. Non meno importante è il supporto istituzionale fornito alle Amministrazioni centrali e agli Enti Territoriali e lo sviluppo di collaborazioni con Istituzioni comunitarie e internazionali, nell’ambito dello studio, della salvaguardia dell’ambiente e della sua biodiversità, nella definizione delle politiche per contrastare i cambiamenti climatici, ed in molti altri settori. 
In particolare, la fuoriuscita di queste alte competenze e professionalità che hanno permesso all’Italia di svolgere nel contesto internazionale un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale (anche a fronte dei bassi investimenti nazionali), graverà pesantemente sul presente e sul futuro del paese. Le ricordiamo, Sig. Ministro, che da gennaio già 50 colleghi sono stati lasciati senza lavoro e che con le scadenze contrattuali del 30 giugno 2009 e del 31 dicembre 2009 verrà a concretizzarsi un taglio effettivo di circa un terzo del personale (oltre 400 persone) dell’ISPRA.
Facciamo, a questo proposito, appello a Lei, Signor Ministro, affinché trovi soluzioni condivise per una questione che consideriamo fondamentale per il paese, adottando interventi urgenti e straordinari a sostegno delle potenzialità già esistenti e del progetto da Lei iniziato. Inoltre, è quanto mai importante individuare con celerità gli strumenti tecnico-legislativi finalizzati al mantenimento in servizio dei ricercatori e tecnici non strutturati dell’Istituto, al fine di non dissipare le loro competenze e gli ingenti investimenti pubblici fatti per la loro formazione e rendere così efficiente l’ISPRA, facendo assumere pieno significato al suo nome.



Roma, 18 giugno 2009

L’Assemblea Precari ISPRA


http://www.nonsparateallaricerca.org

http://precariispra.blogspot.com


Firma

2 gennaio 2010

Ispra! Ispra!

Ieri sono andata con alcuni amici a manifestare  solidarietà ai precari dell’ISPRA. Cliccando QUI per chi ha facebook, si possono vedere le altre foto della fiaccolata a Casalotti.

Non abbassiamo la guardia. Proteggiamo la ricerca, la difesa e la valorizzazione dell’ambiente.

31 dicembre 2009

1 gennaio con i precari dell’ISPRA. Per tutti noi.

’sta sera tutti a festeggiare… (Anche se c’è chi starà su un tetto…) un brindisi, qualche dolce in più e voglia di lasciarsi alle spalle tante cose.

Ma è il caso di guardare subito al futuro. Un futuro di cui si abbia orgoglio di parlare e non vergogna.

E allora Non sparate alla ricerca. Cosa è l’ISPRA molti forse non lo sanno. Ha un nome così importante: Istituto Superiore per la Protezione e la

Ricerca  dell’Ambiente. In un Paese in cui la parola “ambiente” è sempre più simile al panda del WWF (in via d’estinzione) dovrebbe far imbestialire tutti vedere che oramai anche le altre di parole “protezione” e “ricerca” sono specie in via d’estinzione. Aspettiamo di ricordarcele solo per i racconti sui libri?

Domani, dopo i bagordi di ’sta sera, comodamente al vostro risveglio, fatevi 4 passi: la fiaccolata a Casalotti per sostenere i ricercatori dell’Ispra. Senza l’ISPRA non avrei gran parte della documentazione su EMAS ed ECOLABEL. E non nego di aver sognato più volte di lavorare per l’ISPRA.

è di un mese fa la lettera di Pier Luigi CELLI, rettore della LUISS (mia università) che invita il figlio laureato a lasciare questo Paese. Almeno per una volta scriviamo al contrario questa storia. Manifestiamo, indignamoci e lottiamo.

Per l’Ispra, per la ricerca e per i ricercatori. Per noi tutti.

1 GENNAIO 2010 ORE 16 fiaccolata aPiazza Ormea, CASALOTTI (Boccea, Roma)

cliccate qui per la mappa

UPDLOAD: cliccate qui per le foto

18 dicembre 2009

Ci cementificano. Non rimanere di sasso!

Iniziai a fare politica tanti anni fa, per valorizzare le aree verdi del mio territorio. Quando credevo ancora che gli altri condividessero con me la qualità della vita come valore primario, specie di chi abita in città e neanceh sa più cosa voglia dire.

Teatro tenda di via Romolo Lombardi, Parco Somaini… erano i miei “luoghi simbolo” del mio impegno. Per migliorare la zona.

Oggi la prospettiva è diversa. Cerco di “salvare il salvabile”.

E oggi modererò il dibattito MURATI VIVI sui rischi di cementificazione in VI Municipio.

E come componente Parco Somaini ho firmato questa diffida indirizzata ad Alemanno con la richiesta di ridarci un’area archeologica e paesaggistica tutelata anche dalla legge: il Comprensorio Casilino (Prenestino) Ad Duas Lauros. Nelle parole di Valeria, l’amarezza di molti cittadini e comitati. Cliccando qui invece sentirete la trasmissione radio dell’Osservatorio Casilino con radio Popolare

E firmerò la petizione che segue a questo comunicato Stampa di Legambiente appena giuntomi. Leggi tutto il testo »

26 novembre 2009

NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI

Anche io so chiaramente da che parte stare. Con Don Ciotti e le persone che rappresenta, che difende. E che tutti assieme difendono la legalità di (o per…) questo Paese! Il minimo è firmare e diffondere…

Firma l’appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra

Banner "Niente regali alle mafie"

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell ‘impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele