Letizia Palmisano

ri-AMBIENTI-AMO ROMA

17 gennaio 2010

Asso di Monnezza i traffici illeciti di rifiuti in scena da oggi al Teatro dell’Orologio

(se non ci siete ancora andati avete ancora una settimana. Non perdetevelo!)
di Letizia Palmisano

Torna a Roma Ulderico Pesce (fino al 24 gennaio).

“Asso di Monnezza”, lo spettacolo scritto ed interpretato da Ulderico Pesce – e che registra il tutto esaurito in giro per l’Italia – sarà a Roma presso il Teatro dell’Orologio (via dei Filippini) dal 12 al 24 gennaio (10-12 euro il biglietto). In 70 minuti di spettacolo Pesce racconta dei traffici illeciti di rifiuti in Italia, urbani e soprattutto industriali, che attanagliano l’Italia «tanto da far dire che il vero asso nella manica è ‘quello di monnezza’, vale a dire che l’immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento soprattutto alla malavita», come spiega lo stesso Pesce.

Continua…

2 gennaio 2010

una firma per l’ISPRA

Cliccando sul pulsante vi compare la petizione a sostegno dell’ISPRA (http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/ispra-ispra/ ), dei precari, dei ricercatori, della RICERCA. per questa povera Italia.
Firmate e diffondete!

Egregio Signor Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare,



un anno fa l’istituzione dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) attraverso la soppressione di tre Enti (APAT-Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e i servizi Tecnici, ICRAM-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare ed INFS-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) vigilati dal Suo Ministero aveva, nelle intenzioni, la finalità di razionalizzare in un’unica entità le competenze tecnico-scientifiche presenti, al fine di corrispondere in modo puntuale ed armonico alla politica ambientale del Paese. Era altrettanto evidente nella volontà del legislatore che ISPRA, già nel suo acronimo, portasse con sé e valorizzasse due diversi aspetti della politica ambientale nazionale, l’uno indirizzato alla ricerca e sperimentazione, l’altro indirizzato alla protezione e controllo.
A distanza di un anno dalla sua istituzione, la situazione attuale tradisce le aspettative: la notevole burocratizzazione dell’Istituto e soprattutto il taglio in atto del personale non strutturato impedisce ed impedirà, di fatto, di tener fede al suo nome ed ai suoi compiti. 
In diversi settori i ricercatori, i tecnici ed il personale amministrativo rappresentano dal 50% al 100% dell’organico; essi sono un patrimonio intellettuale e professionale di fondamentale valore per l’Istituto, documentato da centinaia di pubblicazioni scientifiche e di rapporti tecnici. Non meno importante è il supporto istituzionale fornito alle Amministrazioni centrali e agli Enti Territoriali e lo sviluppo di collaborazioni con Istituzioni comunitarie e internazionali, nell’ambito dello studio, della salvaguardia dell’ambiente e della sua biodiversità, nella definizione delle politiche per contrastare i cambiamenti climatici, ed in molti altri settori. 
In particolare, la fuoriuscita di queste alte competenze e professionalità che hanno permesso all’Italia di svolgere nel contesto internazionale un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale (anche a fronte dei bassi investimenti nazionali), graverà pesantemente sul presente e sul futuro del paese. Le ricordiamo, Sig. Ministro, che da gennaio già 50 colleghi sono stati lasciati senza lavoro e che con le scadenze contrattuali del 30 giugno 2009 e del 31 dicembre 2009 verrà a concretizzarsi un taglio effettivo di circa un terzo del personale (oltre 400 persone) dell’ISPRA.
Facciamo, a questo proposito, appello a Lei, Signor Ministro, affinché trovi soluzioni condivise per una questione che consideriamo fondamentale per il paese, adottando interventi urgenti e straordinari a sostegno delle potenzialità già esistenti e del progetto da Lei iniziato. Inoltre, è quanto mai importante individuare con celerità gli strumenti tecnico-legislativi finalizzati al mantenimento in servizio dei ricercatori e tecnici non strutturati dell’Istituto, al fine di non dissipare le loro competenze e gli ingenti investimenti pubblici fatti per la loro formazione e rendere così efficiente l’ISPRA, facendo assumere pieno significato al suo nome.



Roma, 18 giugno 2009

L’Assemblea Precari ISPRA


http://www.nonsparateallaricerca.org

http://precariispra.blogspot.com


Firma

12 dicembre 2009

Quando il buon senso… Forza Nichi!

Una bella pagina di politica. Lettera aperta di Ferrante e DellaSeta per Nichi Vendola.

Carissimo Nichi,
da ambientalisti, da “ecodem”, da parlamentari del Pd, vogliamo manifestarti tutto il nostro sostegno alla tua ricandidatura a presidente della Regione Puglia.
In questi cinque anni, grazie in particolare al tuo impegno personale, in Puglia lo sviluppo sostenibile ha cessato di essere solo un’idea, generosa ma un po’ astratta, e si è tradotto in scelte di governo coraggiose e innovative, dalle politiche per dare slancio alla diffusione delle energie rinnovabili a quelle per rilanciare e modernizzare i sistemi di trasporto alternativi alla strada.
Questa esperienza ha avuto certamente ombre e incontrato difficoltà, di cui tu per primo ti sei mostrato consapevole, ma senza dubbio ha aperto una preziosa, positiva stagione di cambiamento. Sacrificarla nel nome di modesti tatticismi e di una “realpolitik” meschina e fuori tempo, sarebbe tanto più desolante e paradossale oggi, mentre nel mondo questa stessa prospettiva conquista il centro del discorso pubblico – così in questi giorni a Copenaghen – e muove con sempre maggiore forza le scelte dei grandi leader progressisti da Obama a Lula. Qui sta, noi ne siamo convinti da tempo, anche il futuro del centrosinistra italiano, e tu sicuramente rappresenti una spinta importante per raccogliere e vincere questa sfida culturale e politica.
Considera questa una lettera pubblica, dunque fanne l’uso che ritieni. Per quanto ci riguarda, siamo a disposizione per ogni occasione utile ad affermare le ragioni della tua ricandidatura.
Un abbraccio

Roberto Della Seta
Francesco Ferrante

12 dicembre 2009

E se si fosse innanzitutto reciprocamente intelligenti?

Sagace ed essenziale come sempre… Kuda dovrebbe fare l’editoriale di qualche giornale importante.

’sta volta si parla di reciprocità… e io gli rubo il post. Che spiega come è facile complicarsi la vita. Eppure basterebbe essere reciprocamente intelligenti…

Se reciprocità vuole, intelligenza tace

reciprocità islam moschea chiesa(ispirato da un post di Il Derviscio)

Prendo un passaggio tra i tanti che parlano di reciprocità: “L’islam, per vivere nel nostro mondo, deve accettare la reciprocità, che si traduce nel “libero mercato delle religioni” “, l’autore è il deputato europeo UDC Magdi Cristiano Allam ma il ritornello è noto: perchè dovremmo far costruire moschee (ma anche, a seconda dei casi, permettere feste, concedere assistenza, tollerare usanze) islamiche se ciò non avviene nei paesi dove l’islam è la prima religione?

Mi sono allora esercitato a sviluppare la tesi:

  1. In Pachistan non fanno costruire chiede cattoliche reciprocità vuole che non facciamo costruire moschee in Italia;
  2. Se una donna italiana volesse andare in una università afgana non potrebbe reciprocità vuole che se una donna afgana vuole entrare in una università italiana non dobbiamo permetterlo;
  3. A Instambul, Bagdad, Il Cairo, Damasco e in Iran ci sono chiese cristiane reciprocità vuole che anche in Italia ci possano essere moschee islamiche;
  4. In Turchia lo stato finanzia la Chiesa Ortodossa e Cattolica reciprocità vuole che l’Italia finanzi le comunità islamiche;
  5. In Svizzera non si possono costruire minareti reciprocità vuole che in nessuno stato islamico si possano costruire campanili;
  6. In Arabia Saudita una donna italiana non può guidare l’auto reciprocità vuole che in Italia si impedisca alle donne saudite di guidare l’auto;
  7. In Italia vi è la libertà di culto reciprocità vuole che se un italiano, dico uno vero, da sempre, mussulmano vuole praticare il proprio culto abbia tutti i diritti di costruirsi a sue spese il proprio luogo di culto;
  8. Coloni ebrei danno fuoco a una moschea reciprocità vuole
  9. e così via

Ricapitolando, se sei turco puoi costruire la moschea e ricevere soldi dallo stato, se sei saudita non puoi guidare, se sei mussulmano italiano puoi farti una moschea a cui non possono accedere i pachistani.

Appare chiaro che il concetto della “reciprocità vuole” sia, per usare un eufemismo, un po’ debole?

1 dicembre 2009

YES WE CONDOM – SCATTA & PARTECIPA

In italia infezioni da Hiv in aumento, la prevenzione è poca e confusa
La Lila risponde: YES WE CONDOM

Pubblico il comunitcato stampa della LILA. Noi stessi siamo i più grandi complici dell’AIDS.

Torino, 29 novembre 2009. Per il World Aids Day sono stati diffusi i nuovi dati della pandemia, ma in Italia il sistema di sorveglianza non è completo, le nuove infezioni sono in aumento, la prevenzione istituzionale è insufficiente e non in linea con quella internazionale. La Lila lancia due messaggi forti di prevenzione: l’opuscolo hiv/aids: + risposte – dubbi e la campagna YES WE CONDOM – SCATTA & PARTECIPA
La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV presentata ieri dal Ministero della Salute -attivata peraltro in sole 11 regioni italiane – dice di 4.000 nuove diagnosi l’anno. Un dato che mette l’Italia fra i Paesi dell’Europa occidentale con un’incidenza medio-alta, come ha detto anche il viceministro Ferruccio Fazio.
Il Rapporto Euro Hiv Index 2009 mostra l’Italia negli ultimi posti della classifica europea in tema di prevenzione: siamo al 27esimo posto, su 29 Paesi. La prevenzione in Italia sembra essere una cosa difficilissima da realizzarsi, contro le indicazioni di tutti gli organismi internazionali (non ultima la Comunità Europea) e da tempo sono totalmente assenti campagne rivolte ai gruppi più vulnerabili.
Le informazioni fornite sul contagio da siti istituzionali sono spesso errate, confuse, fuorvianti e ansiogene e ciò è molto grave: viene ancora dato come sicuro un “periodo finestra” (il tempo che intercorre da un possibile comportamento a rischio alla certezza dell’esito, positivo o negativo, del test Hiv) di sei mesi, mentre l’indicazione internazionale è di tre mesi. O si forniscono “suggerimenti” sulla sicurezza di certi comportamenti sessuali, che non trovano conferma in alcuna letteratura.
E’ questa la situazione che emerge anche nel report annuale compilato dalle Help Line della Lila, presenti su tutto il territorio nazionale. Si registra infatti una stragrande maggioranza di telefonate fatte sull’onda di timori immotivati, che derivano da una scarsa o errata conoscenza e percezione dei rischi. Significa da un lato percepire come rischioso un comportamento che non lo è, ma anche che un rischio reale può non essere percepito come tale.
Nel 2008 il 5% delle donne che si sono rivolte all’Help Line Lila, lo hanno fatto perché non convinte che il profilattico fosse sufficiente a proteggerle dai rischi, tale percentuale quest’anno è raddoppiata. Vi sono anche dati positivi, per esempio quelli che ritengono a rischio il bacio, sul totale dei chiamanti, sono passati dal 22 al 14,6% le donne e dal 9 al 5,4% gli uomini. Ma resta preoccupante che il 15% degli uomini e il 22% delle donne consideri comportamento a rischio la masturbazione reciproca.
“Sono tutti dati da tenere in forte considerazione – ha dichiarato la presidente della Lila Alessandra Cerioli – perché mostrano la scarsa consapevolezza delle persone in materia di sesso protetto, che deriva anche dalle carenze della comunicazione istituzionale”.
La Lila in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids del 1° dicembre lancia due messaggi forti e chiari di prevenzione
hiv/aids: + risposte – dubbi opuscolo informativo rivolto ai ragazzi, ai quali parlare con appeal
e serenità di sessualità, prevenzione e test
YES WE CONDOM – SCATTA & PARTECIPA, Leggi tutto il testo »

26 novembre 2009

NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI

Anche io so chiaramente da che parte stare. Con Don Ciotti e le persone che rappresenta, che difende. E che tutti assieme difendono la legalità di (o per…) questo Paese! Il minimo è firmare e diffondere…

Firma l’appello: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra

Banner "Niente regali alle mafie"

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all’unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l’impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell ‘impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all’intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l’emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S’introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un’Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele

24 novembre 2009

Il popolo dell’ (per l’) acqua

Carenza di tempo… mutuo da Marcello ma concordo con lui e soprattutto con Kuda…

L’oceano è fatto di tante gocce… o singole azioni…

Mobilitiamoci… nonostante la legge sia passata, non disperdiamo quanto abbiamo fatto!

Azionariato popolare per l’acqua

Lo propone il Kuda che chiede di mobilitare il popolo delle primarie e quello del commercio equo e solidale. Una proposta che supera lo statalismo e rimette al centro i cittadini, i loro diritti e la sicurezza che gli utili sull’acqua sarebbero reinvestiti per non disperdere il bene comune. Con un buon regista ci si può provare.

www.marcellosaponaro.it/blog

Io rimango FAN dell’acqua di Rubinetto e Pubblica…

Eccovi un video che in pochi minuti potrà chiarirvi.

Grazie a De Agostini, a Green Life e Roberto Cavallo per le informazioni. Anche per avere acqua gassata, filtrata… insomma come più vi aggrada, senza bottiglie!