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	<title>Letizia Palmisano Giornalista Ambientale &#187; Riflessioni</title>
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	<description>Sostenibilità non è solo nel saper fare. Ma anche nel far sapere.</description>
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		<title>Io? speriamo che mi detraggo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 14:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[riqualificazione energetica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_mGgMCHZqzI8/SwEjVQ6r0iI/AAAAAAAAAVI/b6ClOR9ZHKQ/s400/detrazioni.jpg" alt="detrazioni" width="288" height="216" />Riprendo a pié pari il post di <strong>Kuda</strong>. E noi hai voglia negli anni a far <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/?s=caten" target="_blank">catene</a>&#8230; che peraltro hanno anche portato risultati lodevoli. Ma qui si continua ad andar avanti a tentare&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/06/io-speriamo-che-mi-detraggo/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_mGgMCHZqzI8/SwEjVQ6r0iI/AAAAAAAAAVI/b6ClOR9ZHKQ/s400/detrazioni.jpg" alt="detrazioni" width="288" height="216" />Riprendo a pié pari il post di <strong>Kuda</strong>. E noi hai voglia negli anni a far <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/?s=caten" target="_blank">catene</a>&#8230; che peraltro hanno anche portato risultati lodevoli. Ma qui si continua ad andar avanti a tentare di salvare il salvabile e non a dar per scontato l&#8217;auspicabile. La vedo grigia. E <a href="http://www.marcellosaponaro.it/blog/2010/06/25/grey-vs-green-economy/" target="_blank">non sono la sola</a>.</p>
<p><span style="font-size: 13.3333px;">Kuda&#8217;s:</span></p>
<h4><a href="http://gold.libero.it/KudaBlog/8992080.html"><em>Il 55%, le detrazioni che stanno salvando l&#8217;economia, c&#8217;è chi chiede di prolungarle e chi vuole farle pagare agli artigiani</em></a></h4>
<p><em>Dal Rapporto dell&#8217;Enea emerge che il 2007 e il 2009 sono stati quasi </em><a href="http://www.edilportale.com/news/2010/05/risparmio-energetico/detrazione-fiscale-55%25-verso-la-proroga_18743_27.html" target="_blank"><em>590.000 gli interventi di riqualificazione energetica</em></a><em> degli edifici che hanno usufruito della detrazione fiscale del 55%. 590.000 interventi, che spesso venivano eseguiti in nero, che hanno generato anche un discreto introito per lo stato, oltre che un ottimo volano per l&#8217;economia delle piccole e piccolissime imprese italiane.</em></p>
<p><em>A metà di giugno le </em><a href="http://www.edilportale.com/news/2010/06/normativa/detrazione-55%25-pressing-sul-governo-per-prorogarla_19211_15.html" target="_blank"><em>Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera</em></a><em> hanno chiesto al Governo di prolungare le detrazioni, che, allo stato attuale scadono con la fine del 2010. Le Commissioni impegnano il Governo anche ad incentivare l&#8217;efficientamento energetico e ottimizzare i consumi energetici per il riscaldamento privato attraverso impianti di teleriscaldamento su scala locale, disponendo controlli sull&#8217;efficienza degli impianti termici civili.</em></p>
<p><em>Ma l&#8217;</em><a href="http://www.marcellosaponaro.it/blog/2010/06/25/grey-vs-green-economy/#more-4611" target="_blank"><em>aria che tira</em></a><em> sembra essere esattamente opposta. Riprendo da </em><a href="http://fiore.iworks.it/blog/2010/06/25/mettono-le-mani-in-tasca-alle-imprese/" target="_blank"><em>Fiore</em></a><em>:</em></p>
<p><em>Nella manovra economica del governo è inserita una norma che chiamare stupida è dir poco. Si prevede infatti che all&#8217;accredito dei bonifici per operazioni rientranti nelle tipologie previste per la detrazione del 36 e 55&amp; (ristrutturazioni e qualificazione energetica) banche e poste operino una ritenuta d&#8217;acconto nei confronti delle imprese beneficiarie del 10%.</em></p>
<p><em>Ecco cosa dichiara l&#8217;</em><a href="http://www.uncsaal.it/notizie/ultime/manovra-correttiva-2010%112012.html" target="_blank"><em>associazione di categoria</em></a><em>:</em></p>
<p><em>Considerando che il reddito operativo delle aziende serramentistiche oscilla tra il 5% e il 6% del fatturato (prima degli interessi passivi e delle tasse) un prelievo del 10% del fatturato significherebbe il <strong>congelamento dell&#8217;intera redditività operativa</strong>. (&#8230;) Il rischio, insomma, è che l&#8217;art. 25 <strong>metta in seria discussione l&#8217;intero impianto del 55%</strong>, depotenziandone i benefici, sia per le imprese, sia per l&#8217;Erario e, in netto contrasto con le intenzioni del Legislatore <strong>rischi di favorire un tessuto di imprese che operano sul mercato eludendo la legalità e gli adempimenti tributari dovuti</strong>.</em></p>
<p><em>Insomma, servono i soldi per l&#8217;inutile nucleare, costoso ed obsoleto e li si toglie al risparmio nergetico, vera strategia per il futuro.</em></p>
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		<title>Il Comune di Marciana difende le Rondini!</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 23:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.informazioneambiente.it/animali_rondini_marciana,3,1207.html"><img class="alignleft" src="http://www.informazioneambiente.it/upload/News/1207/rondone_che_esce_da_tegola_thumb.jpg" alt="Marciana, il comune a misura di rondine" width="96" height="72" /></a>Una delibera di un Comune pro rondini e rondoni non è cosa di tutti i giorni. Marciana, centro dell&#8217;isola d&#8217;Elba il cui territorio è compreso nel Parco nazionale dell&#8217;Arcipelago toscano, ha da ieri un nuovo regolamento edilizio&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/05/il-comune-di-marciana-difende-le-rondini/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.informazioneambiente.it/animali_rondini_marciana,3,1207.html"><img class="alignleft" src="http://www.informazioneambiente.it/upload/News/1207/rondone_che_esce_da_tegola_thumb.jpg" alt="Marciana, il comune a misura di rondine" width="96" height="72" /></a>Una delibera di un Comune pro rondini e rondoni non è cosa di tutti i giorni. Marciana, centro dell&#8217;isola d&#8217;Elba il cui territorio è compreso nel Parco nazionale dell&#8217;Arcipelago toscano, ha da ieri un nuovo regolamento edilizio che tende a ripristinare le vecchie tegole con i coppi aperti nella prima fila proprio per permettere l&#8217;ingresso ai rondoni che usano le cavità per riprodursi.</p>
<p>Il Rondone (<em>Apus apus</em>) è una specie che vive sempre volando (addirittura dorme in volo) e, per via delle lunghissime ali e delle zampe corte, non è in grado di posarsi a terra per raccogliere fango e costruire un nido come fanno le rondini.</p>
<p>Quando deve nidificare cerca cavità nei muri o sotto le tegole dove penetrare e formare un abbozzo di nido cementato con saliva; poi per uscire raggiunge l&#8217;ingresso della cavità lasciandosi cadere nel vuoto senza dovere decollare da terra.</p>
<p>Per questo il Comune ha deliberato che nelle future ristrutturazioni i coppi dei tetti non vengano più chiusi. E&#8217; stato anche deciso di adottare tutta una serie di misure tecniche per mantenere aperti gli accessi ai nidi di Rondine e per agevolare la costruzione dei nidi di Balestruccio sotto i cornicioni tramite l&#8217;utilizzo di intonaco rugoso.</p>
<p>Negli ultimi anni in tutt&#8217;Europa i rondoni sono calati enormemente (40-50% in Gran Bretagna) di numero per il fatto che i nuovi palazzi e soprattutto le ristrutturazione dei vecchi, viene praticata la chiusura di tutti i fori lungo le pareti e sui tetti. Fori a cui gli uccelli accedevano ogni anno dopo 15.000 chilometri di migrazione provenendo dai luoghi di svernamento in Africa .</p>
<p>«Le trasformazioni edilizie sono la causa principale di diminuzione delle specie che da secoli  nidificano in città sugli edifici dell&#8217;uomo &#8211; il commento di Anna Bulgaresi, sindaco di Marciana &#8211; Con questa delibera vogliamo dare un segnale positivo a tante altre amministrazioni affinchè con poco sforzo si tutelino le nostre rondini e i nostri rondoni»</p>
<p>Nell&#8217;anno della biodiversità non poteva esservi segnale migliore da parte di un comune compreso nel perimetro del Parco nazionale che dà un esempio positivo a tutti. Le popolazioni di rondini e balestrucci nel Parco sono in discrete condizioni mentre i rondoni proprio a causa della chiusura dei loro siti riproduttivi sono in forte calo rispetto al passato.</p>
<p>Si pensi che una coppia di questi uccelli è in grado di catturare ogni giorno 6.000 insetti di cui il 90% è costituito da mosche e zanzare. Rondini e rondoni,che potremmo definire insetticidi naturali, sono fondamentali non solo per gli equilibri ecologici ma anche per la difesa della salute umana.</p>
<p><a href="http://www.informazioneambiente.it/animali_rondini_marciana,3,1207.html">http://www.informazioneambiente.it/animali_rondini_marciana,3,1207.html</a></p>
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		<title>Buco ozono: 25 anni fa la sua scoperta</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 16:51:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vita bio ed equosolidale]]></category>
		<category><![CDATA[vivi Roma e il VI Municipio]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[buco dell'ozono]]></category>
		<category><![CDATA[OZONO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a title="Buco ozono: 25 anni fa la sua scoperta " href="http://www.informazioneambiente.it/buco_ozono_terra,2,630.html"><img class="alignleft" src="http://www.informazioneambiente.it/upload/Articoli/630/big_03ozonobb.gif" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Nel maggio 1985 un gruppo di scienziati rilevò questa anomalia nella stratosfera sopra i ghiacci dell&#8217;Antartide. Ma venne rintracciato per puro caso .</p>
<p>E&#8217; stata la grande minaccia ambientale della fine del Ventesimo secolo:&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/05/buco-ozono-25-anni-fa-la-sua-scoperta/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Buco ozono: 25 anni fa la sua scoperta " href="http://www.informazioneambiente.it/buco_ozono_terra,2,630.html"><img class="alignleft" src="http://www.informazioneambiente.it/upload/Articoli/630/big_03ozonobb.gif" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Nel maggio 1985 un gruppo di scienziati rilevò questa anomalia nella stratosfera sopra i ghiacci dell&#8217;Antartide. Ma venne rintracciato per puro caso .</p>
<p>E&#8217; stata la grande minaccia ambientale della fine del Ventesimo secolo: nel maggio di 25 anni fa venne rilevato un buco nello strato di ozono nella stratosfera sopra i ghiacci dell&#8217;Antartide e gli scienziati lanciarono l&#8217;allarme per il possibile pericoloso aumento delle radiazioni solari cancerogene.</p>
<p>Lo strato di ozono protegge tutte le forme di vita sulla Terra dagli effetti dannosi dei raggi ultravioletti e il suo graduale esaurimento, dovuto alla dispersione di prodotti chimici nell&#8217;atmosfera, rischiò di far aumentare in maniera esponenziale i casi di cancro alla pelle e di cataratta, una minaccia tanto forte che costrinse i politici ad agire. <a href="http://www.informazioneambiente.it/buco_ozono_terra,2,630.html" target="_blank">LEGGI TUTTO I IAM&#8230; INFORMAZIONE &amp; AMBIENTE</a></p>
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		<title>Sostengo la petizione di AICA</title>
		<link>http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/04/sostengo-la-petizione-di-aica/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 23:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vita bio ed equosolidale]]></category>
		<category><![CDATA[aica]]></category>
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		<category><![CDATA[petizione]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gli amici di <a href="http://www.assaica.org/ita/index.php" target="_blank">AICA </a>lanciano una petizione che ho firmato e &#8220;sposato&#8221;:  <strong>Comunicare con i cittadini fa bene all&#8217;ambiente: l&#8217;Italia sostenga la  partecipazione pubblica nel recepimento della Direttiva europea 98/2008/CE sui  rifiuti</strong></p>
<p><img style="margin-top: 0px; margin-right: 2em; margin-bottom: 2em; margin-left: 0px; float: left; border: 0px initial initial;" src="http://www.petizionionline.it/pic/1062" alt="" />&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/04/sostengo-la-petizione-di-aica/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli amici di <a href="http://www.assaica.org/ita/index.php" target="_blank">AICA </a>lanciano una petizione che ho firmato e &#8220;sposato&#8221;:  <strong>Comunicare con i cittadini fa bene all&#8217;ambiente: l&#8217;Italia sostenga la  partecipazione pubblica nel recepimento della Direttiva europea 98/2008/CE sui  rifiuti</strong></p>
<p><img style="margin-top: 0px; margin-right: 2em; margin-bottom: 2em; margin-left: 0px; float: left; border: 0px initial initial;" src="http://www.petizionionline.it/pic/1062" alt="" /></p>
<p style="line-height: 1.4em; text-align: justify; padding: 0px; margin: 0px;">Occorre aprire un dialogo volto a far recepire dal Governo Italiano la Direttiva europea 98/2008/CE sui rifiuti puntualizzando l’importanza della partecipazione dei cittadini e della comunicazione ambientale nei processi di programmazione e pianificazione della gestione integrata dei rifiuti.</p>
<p>Per garantire la partecipazione (art. 31 della suddetta Direttiva) l&#8217;Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale <strong><em><a href="http://www.petizionionline.it/petizione/comunicare-con-i-cittadini-fa-bene-allambiente-litalia-sostenga-la-partecipazione-pubblica-nel-recepimento-della-direttiva-europea-98-2008-ce-sui-rifiuti/1062" target="_blank">CLICCA QUI per continuare e soprattutto per FIRMARE</a></em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Allarme biodiversità Marina.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 21:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vita bio ed equosolidale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a style="color: #ffffff !important; text-decoration: none; background-color: #9c4617 !important; padding: 0px; margin: 0px;" href="http://www.informazioneambiente.it/"><img class="alignleft" style="padding: 0px; margin: 0px; border: initial none initial;" src="http://letiziapalmisano.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/17232/banner_minimoimpatto.gif" alt="" width="200" height="100" /></a></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><em><span style="color: #ff0000;">Continuiamo a far finta di nulla? Ma anche no! Spero!</span></em></span></p>
<h2>Ambiente, cala ossigeno<br />
in profondità Oceani</h2>
<h2 style="font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 15px; font-weight: normal; font-style: italic; color: #42a620; padding: 0px; margin: 0px;">L&#8217;allarme</h2><p>&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/04/allarme-biodiversita-marina/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="color: #ffffff !important; text-decoration: none; background-color: #9c4617 !important; padding: 0px; margin: 0px;" href="http://www.informazioneambiente.it/"><img class="alignleft" style="padding: 0px; margin: 0px; border: initial none initial;" src="http://letiziapalmisano.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/17232/banner_minimoimpatto.gif" alt="" width="200" height="100" /></a></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><em><span style="color: #ff0000;">Continuiamo a far finta di nulla? Ma anche no! Spero!</span></em></span></p>
<h2>Ambiente, cala ossigeno<br />
in profondità Oceani</h2>
<h2 style="font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 15px; font-weight: normal; font-style: italic; color: #42a620; padding: 0px; margin: 0px;">L&#8217;allarme per la biodiversità marina arriva da uno studio che ha analizzato le &#8220;zone a ossigenazione minima&#8221; nel mare Arabico, nel Pacifico e non solo</h2>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; margin: 0px;" align="left">La vita nelle zone profonde degli oceani, che hanno concentrazioni di ossigeno molto basse, è seriamente minacciata dai cambiamenti climatici globali, responsabili di un&#8217;ulteriore diminuzione dell&#8217;ossigeno.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; margin: 0px;" align="left">E&#8217; quanto emerso da uno studio che ha analizzato la biodiversità nelle zone a ossigenazione minima (<em>oxygen minimum zone</em> o <em>omz</em>) nel mare Arabico, nel Pacifico orientale e nella baia del Bengala.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; margin: 0px;" align="left">La ricerca, nell&#8217;ambito del progetto Hermione (<em>Hotspot ecosystem research and man&#8217;s impact on european seas</em>), è stato finanziata dall&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Le <em>omz</em> sono aree intermedie dell&#8217;oceano nelle quali la saturazione di ossigeno è ai livelli più bassi. Sono create dalla degradazione di materia organica proveniente dai livelli superiori delle acque, ricchi di ossigeno.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; margin: 0px;" align="left">Questi livelli sono popolati da minuscole alghe marine e quando muoiono, e lentamente affondano verso il fondo dell&#8217;oceano, i batteri aerobici se ne cibano degradando la materia e consumando l&#8217;ossigeno.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; margin: 0px;" align="left">A causa della mancanza di rimescolamento della colonna d&#8217;acqua (una colonna d&#8217;acqua ipotetica che va dalla superficie ai sedimenti del fondo), queste zone non vengono rifornite di ossigeno, il che porta alla formazione di <em>omz</em> a profondità che vanno dai 100 ai 1.000 metri.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; margin: 0px;" align="left">Le parti centrali tendono a essere abbastanza stabili, cambiamenti stagionali o più a lungo termine possono invece provocare mutamenti ai loro confini e di conseguenza alla composizione della comunità.</p>
<p style="padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; margin: 0px;" align="left">I sedimenti in queste zone contengono comunque grandi quantità di materia organica. Di conseguenza costituiscono gli habitat ideali per alcuni microorganismi e specie di animali capaci di sopportare bassi livelli di ossigeno.</p>
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		<title>Asso di Monnezza i traffici illeciti di rifiuti in scena da oggi al Teatro dell’Orologio</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 14:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[low cost di qualità]]></category>
		<category><![CDATA[vi segnalo....]]></category>
		<category><![CDATA[vita bio ed equosolidale]]></category>
		<category><![CDATA[vivi Roma e il VI Municipio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a style="color: #666666;" href="http://2.bp.blogspot.com/_3fPdGLvgM5Y/S0x6bUiSqpI/AAAAAAAAAuw/9h8gIU7gFCA/s1600-h/asso+di+monnezza.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425846260862200466" style="margin-top: 0pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; float: right; cursor: pointer; width: 166px; height: 221px; padding: 4px; border: 1px solid #cccccc;" src="http://2.bp.blogspot.com/_3fPdGLvgM5Y/S0x6bUiSqpI/AAAAAAAAAuw/9h8gIU7gFCA/s400/asso+di+monnezza.JPG" border="0" alt="" /></a><span style="color: #ff0000;"><em>(se non ci siete ancora andati avete ancora una settimana. Non perdetevelo!)</em></span><br />
<span style="font-style: italic; font-size: 11px;">di Letizia Palmisano</span></p>
<p>Torna a Roma Ulderico Pesce (fino al 24 gennaio).</p>
<p>“Asso di Monnezza”, lo spettacolo scritto ed&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/asso-di-monnezza-i-traffici-illeciti-di-rifiuti-in-scena-da-oggi-al-teatro-dell%e2%80%99orologio/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a style="color: #666666;" href="http://2.bp.blogspot.com/_3fPdGLvgM5Y/S0x6bUiSqpI/AAAAAAAAAuw/9h8gIU7gFCA/s1600-h/asso+di+monnezza.JPG" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5425846260862200466" style="margin-top: 0pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; float: right; cursor: pointer; width: 166px; height: 221px; padding: 4px; border: 1px solid #cccccc;" src="http://2.bp.blogspot.com/_3fPdGLvgM5Y/S0x6bUiSqpI/AAAAAAAAAuw/9h8gIU7gFCA/s400/asso+di+monnezza.JPG" border="0" alt="" /></a><span style="color: #ff0000;"><em>(se non ci siete ancora andati avete ancora una settimana. Non perdetevelo!)</em></span><br />
<span style="font-style: italic; font-size: 11px;">di Letizia Palmisano</span></p>
<p>Torna a Roma Ulderico Pesce (fino al 24 gennaio).</p>
<p>“Asso di Monnezza”, lo spettacolo scritto ed interpretato da Ulderico Pesce – e che registra il tutto esaurito in giro per l’Italia – sarà a Roma presso il Teatro dell’Orologio (via dei Filippini) dal 12 al 24 gennaio (10-12 euro il biglietto). In 70 minuti di spettacolo Pesce racconta dei traffici illeciti di rifiuti in Italia, urbani e soprattutto industriali, che attanagliano l&#8217;Italia «<span style="font-style: italic;">tanto da far dire che il vero asso nella manica è ‘quello di monnezza’, vale a dire che l&#8217;immondizia smaltita illegalmente offre una grande possibilità di arricchimento soprattutto alla malavita</span>», come spiega lo stesso Pesce.</p>
<p><a style="color: #225588;" href="http://enviinfo.blogspot.com/2010/01/asso-di-monnezza-i-traffici-illeciti-di.html" target="_blank">Continua&#8230;</a></p>
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		<title>una firma per l&#8217;ISPRA</title>
		<link>http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/una-firma-per-lispra/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 21:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[io mi indigno ancora]]></category>
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		<category><![CDATA[vita bio ed equosolidale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"></span></p>
<div><span><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Cliccando sul pulsante vi compare la petizione a sostegno dell&#8217;ISPRA (</span></span></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><a style="color: #595959; text-decoration: none;" href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/ispra-ispra/"><strong><span><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ffffff;">http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/ispra-ispra/</span></span></span></span></strong></a><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"> </span></span></span><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">), dei precari, dei ricercatori, della RICERCA. per questa povera Italia.</span></span></span></span></span></span></div>
<div><span><strong><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Firmate e diffondete!</span></span></span></strong></span></div>
<div><span><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></span></span></div>
<div><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-family: 'lucida grande', helvetica, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; color: #333333;">
<div id="p_statement" style="padding-top: 20px; padding-right: 0px;</span></span></div><p>&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/una-firma-per-lispra/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><embed id="viewer" type="application/x-shockwave-flash" width="180" height="150" src="http://www.firmiamo.it/flash/180150black.swf" name="viewer" bgcolor="#FFFFFF" quality="high" wmode="transparent" flashvars="host=www.firmiamo.it&amp;url=nonsparateallaricerca"></embed></span></p>
<div><span><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Cliccando sul pulsante vi compare la petizione a sostegno dell&#8217;ISPRA (</span></span></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><a style="color: #595959; text-decoration: none;" href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/ispra-ispra/"><strong><span><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #ffffff;">http://www.letiziapalmisano.it/html/2010/01/ispra-ispra/</span></span></span></span></strong></a><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;"> </span></span></span><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">), dei precari, dei ricercatori, della RICERCA. per questa povera Italia.</span></span></span></span></span></span></div>
<div><span><strong><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #ffffff;">Firmate e diffondete!</span></span></span></strong></span></div>
<div><span><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></span></span></div>
<div><span style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-family: 'lucida grande', helvetica, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12px; color: #333333;"></p>
<div id="p_statement" style="padding-top: 20px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 20px; width: auto; height: 680px; overflow-x: auto; overflow-y: auto; font-size: 14px; margin: 0px;"><strong style="padding: 0px; margin: 0px;"><span style="color: #ffffff;"><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;">Egregio Signor Ministro dell&#8217;Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare,</span></span></span></strong><span style="color: #ffffff;"><span style="background-color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />un anno fa l&#8217;istituzione dell&#8217;ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) attraverso la soppressione di tre Enti (APAT-Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e i servizi Tecnici, ICRAM-Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare ed INFS-Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica) vigilati dal Suo Ministero aveva, nelle intenzioni, la finalità di razionalizzare in un&#8217;unica entità le competenze tecnico-scientifiche presenti, al fine di corrispondere in modo puntuale ed armonico alla politica ambientale del Paese. Era altrettanto evidente nella volontà del legislatore che ISPRA, già nel suo acronimo, portasse con sé e valorizzasse due diversi aspetti della politica ambientale nazionale, l&#8217;uno indirizzato alla ricerca e sperimentazione, l&#8217;altro indirizzato alla protezione e controllo.<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />A distanza di un anno dalla sua istituzione, la situazione attuale tradisce le aspettative: la notevole burocratizzazione dell’Istituto e soprattutto il taglio in atto del personale non strutturato impedisce ed impedirà, di fatto, di tener fede al suo nome ed ai suoi compiti. <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />In diversi settori i ricercatori, i tecnici ed il personale amministrativo rappresentano dal 50% al 100% dell’organico; essi sono un patrimonio intellettuale e professionale di fondamentale valore per l’Istituto, documentato da centinaia di pubblicazioni scientifiche e di rapporti tecnici. Non meno importante è il supporto istituzionale fornito alle Amministrazioni centrali e agli Enti Territoriali e lo sviluppo di collaborazioni con Istituzioni comunitarie e internazionali, nell’ambito dello studio, della salvaguardia dell’ambiente e della sua biodiversità, nella definizione delle politiche per contrastare i cambiamenti climatici, ed in molti altri settori. <br style="padding: 0px; margin: 0px;" />In particolare, la fuoriuscita di queste alte competenze e professionalità che hanno permesso all’Italia di svolgere nel contesto internazionale un ruolo di primo piano nella ricerca ambientale (anche a fronte dei bassi investimenti nazionali), graverà pesantemente sul presente e sul futuro del paese. Le ricordiamo, Sig. Ministro, che da gennaio già 50 colleghi sono stati lasciati senza lavoro e che con le scadenze contrattuali del 30 giugno 2009 e del 31 dicembre 2009 verrà a concretizzarsi un taglio effettivo di circa un terzo del personale (oltre 400 persone) dell’ISPRA.<br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Facciamo, a questo proposito, appello a Lei, Signor Ministro, affinché trovi soluzioni condivise per una questione che consideriamo fondamentale per il paese, adottando interventi urgenti e straordinari a sostegno delle potenzialità già esistenti e del progetto da Lei iniziato. Inoltre, è quanto mai importante individuare con celerità gli strumenti tecnico-legislativi finalizzati al mantenimento in servizio dei ricercatori e tecnici non strutturati dell’Istituto, al fine di non dissipare le loro competenze e gli ingenti investimenti pubblici fatti per la loro formazione e rendere così efficiente l’ISPRA, facendo assumere pieno significato al suo nome.<br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />Roma, 18 giugno 2009<br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />L’Assemblea Precari ISPRA<br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />http://www.nonsparateallaricerca.org<br style="padding: 0px; margin: 0px;" /><br style="padding: 0px; margin: 0px;" />http://precariispra.blogspot.com<br style="padding: 0px; margin: 0px;" /></span></span></span><span style="color: #ffffff;"><br style="padding: 0px; margin: 0px;" /></span></div>
<p style="padding: 0px; margin: 0px;"><span style="color: #ffffff;"><br style="padding: 0px; margin: 0px;" /></span><a style="text-decoration: none; padding-top: 0px; padding-right: 5px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 110px; display: block; width: 205px; height: 67px; background-image: url(http://www.firmiamo.it/images/p_sign.gif); background-repeat: no-repeat; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: transparent; line-height: 2.3em; font-size: 26px; text-align: center; font-weight: bold; background-position: 0% 100%;" href="http://www.firmiamo.it/sign/petition/nonsparateallaricerca"><span style="color: #000000;">Firma</span></a></p>
<p></span></span></div>
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		<title>Quando il buon senso&#8230; Forza Nichi!</title>
		<link>http://www.letiziapalmisano.it/html/2009/12/conforza-nichi/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 07:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vi segnalo....]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em>Una bella pagina di politica. Lettera aperta di Ferrante e DellaSeta per Nichi Vendola.</em></p>
<p>Carissimo Nichi,<br />
da ambientalisti, da “ecodem”, da parlamentari del Pd, vogliamo manifestarti tutto il nostro sostegno alla tua ricandidatura a&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2009/12/conforza-nichi/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una bella pagina di politica. Lettera aperta di Ferrante e DellaSeta per Nichi Vendola.</em></p>
<p>Carissimo Nichi,<br />
da ambientalisti, da “ecodem”, da parlamentari del Pd, vogliamo manifestarti tutto il nostro sostegno alla tua ricandidatura a presidente della Regione Puglia.<br />
In questi cinque anni, grazie in particolare al tuo impegno personale, <strong>in Puglia lo sviluppo sostenibile ha cessato di essere solo un’idea</strong>, generosa ma un po’ astratta, e si è tradotto in scelte di governo coraggiose e innovative, dalle politiche per dare <strong>slancio alla diffusione delle energie rinnovabili </strong>a quelle per rilanciare e modernizzare i sistemi di trasporto alternativi alla strada.<br />
Questa esperienza ha avuto certamente ombre e incontrato difficoltà, di cui tu per primo ti sei mostrato consapevole, ma senza dubbio ha aperto una preziosa, positiva stagione di cambiamento. Sacrificarla nel nome di modesti tatticismi e di una “realpolitik” meschina e fuori tempo, sarebbe tanto più desolante e paradossale oggi, mentre nel mondo questa stessa prospettiva conquista il centro del discorso pubblico – così in questi giorni a Copenaghen – e muove con sempre maggiore forza le scelte dei grandi leader progressisti da Obama a Lula. Qui sta, noi ne siamo convinti da tempo, anche il futuro del centrosinistra italiano, e tu sicuramente rappresenti una spinta importante per raccogliere e vincere questa sfida culturale e politica.<br />
Considera questa una lettera pubblica, dunque fanne l’uso che ritieni. Per quanto ci riguarda, siamo a disposizione per ogni occasione utile ad affermare le ragioni della tua ricandidatura.<br />
Un abbraccio</p>
<p>Roberto Della Seta<br />
Francesco Ferrante</p>
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		<title>E se si fosse innanzitutto reciprocamente intelligenti?</title>
		<link>http://www.letiziapalmisano.it/html/2009/12/reciprocamente-intelligenti/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2009 07:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vi segnalo....]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><em><span style="color: #000080;">Sagace ed essenziale come sempre&#8230; Kuda dovrebbe fare l&#8217;editoriale di qualche giornale importante.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000080;">&#8216;sta volta si parla di reciprocità&#8230; e io gli rubo il post. Che spiega come è facile complicarsi la vita. Eppure basterebbe</span></em>&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2009/12/reciprocamente-intelligenti/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #000080;">Sagace ed essenziale come sempre&#8230; Kuda dovrebbe fare l&#8217;editoriale di qualche giornale importante.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #000080;">&#8216;sta volta si parla di reciprocità&#8230; e io gli rubo il post. Che spiega come è facile complicarsi la vita. Eppure basterebbe essere reciprocamente intelligenti&#8230;<br />
</span></em></p>
<div style="padding-bottom: 0px;">
<h4 style="margin-bottom: 0px;"><a href="http://blog.libero.it/KudaBlog/8122487.html" target="_blank">Se reciprocità vuole, intelligenza tace</a></h4>
</div>
<div>
<p><em><img style="float: right;" src="http://www.atma-o-jibon.org/images5/croce_islam1.jpg" alt="reciprocità islam moschea chiesa" width="98" height="66" />(ispirato da un post di <a href="http://ilderviscio.wordpress.com/2009/12/03/reciprocita/" target="_blank">Il Derviscio</a>)</em></p>
<p>Prendo un passaggio tra i tanti che parlano di reciprocità: &#8220;L&#8217;islam, per vivere nel nostro mondo, deve accettare la reciprocità, che si traduce nel &#8220;libero mercato delle religioni&#8221; &#8220;, l&#8217;autore è il deputato europeo UDC <a href="http://www.magdiallam.it/node/784" target="_blank">Magdi Cristiano Allam</a> ma il ritornello è noto: <em>perchè dovremmo far costruire moschee (ma anche, a seconda dei casi, permettere feste, concedere assistenza, tollerare usanze) islamiche se ciò non avviene nei paesi dove l&#8217;islam è la prima religione?</em></p>
<p>Mi sono allora esercitato a sviluppare la tesi:</p>
<ol>
<li>In Pachistan non fanno costruire chiede cattoliche <strong>reciprocità vuole</strong> che non facciamo costruire moschee in Italia;</li>
<li>Se una donna italiana volesse andare in una università afgana non potrebbe <strong>reciprocità vuole </strong>che se una donna afgana vuole entrare in una università italiana non dobbiamo permetterlo;</li>
<li>A Instambul, Bagdad, Il Cairo, Damasco e in Iran ci sono chiese cristiane <strong>reciprocità vuole</strong> che anche in Italia ci possano essere moschee islamiche;</li>
<li>In Turchia lo stato finanzia la Chiesa Ortodossa e Cattolica <strong>reciprocità vuole</strong> che l&#8217;Italia finanzi le comunità islamiche;</li>
<li>In Svizzera non si possono costruire minareti <strong>reciprocità vuole </strong>che in nessuno stato islamico si possano costruire campanili;</li>
<li>In Arabia Saudita una donna italiana non può guidare l&#8217;auto <strong>reciprocità vuole</strong> che in Italia si impedisca alle donne saudite di guidare l&#8217;auto;</li>
<li>In Italia vi è la libertà di culto <strong>reciprocità vuole</strong> che se un italiano, dico uno vero, da sempre, mussulmano vuole praticare il proprio culto abbia tutti i diritti di costruirsi a sue spese il proprio luogo di culto;</li>
<li>Coloni ebrei danno <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/19318/Israele-Palestina%2C+coloni+danno+fuoco+a+moschea" target="_blank">fuoco </a>a una moschea <strong>reciprocità vuole</strong> &#8230;</li>
<li>e così via</li>
</ol>
<p>Ricapitolando, se sei turco puoi costruire la moschea e ricevere soldi dallo stato, se sei saudita non puoi guidare, se sei mussulmano italiano puoi farti una moschea a cui non possono accedere i pachistani.</p>
<p>Appare chiaro che il concetto della &#8220;<strong>reciprocità vuole</strong>&#8221; sia, per usare un eufemismo, un po&#8217; debole?</div>
]]></content:encoded>
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		<title>YES WE CONDOM – SCATTA &amp; PARTECIPA</title>
		<link>http://www.letiziapalmisano.it/html/2009/12/yes-we-condom-%e2%80%93-scatta-partecipa/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 10:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Palmisano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vi segnalo....]]></category>

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		<description><![CDATA[<h2></h2>
<div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">In italia infezioni da Hiv in aumento, la prevenzione è poca e confusa<br />
La Lila risponde: YES WE CONDOM</span></p>
<p><a href="http://www.lila.it/images/1dic2009/CS_3_communicato%20ok.pdf" target="_blank"><span> </span></a></p>
<p><a href="http://www.lila.it/images/home/scheda_campagna.pdf" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none;" src="http://www.lila.it/images/home/yes_we_condom_anim.gif" border="0" alt="" width="240" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pubblico il comunitcato stampa della LILA.</em></p></div><p>&#8230; <a href="http://www.letiziapalmisano.it/html/2009/12/yes-we-condom-%e2%80%93-scatta-partecipa/" class="read_more">Leggi ancora</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<div>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">In italia infezioni da Hiv in aumento, la prevenzione è poca e confusa<br />
La Lila risponde: YES WE CONDOM</span></p>
<p><a href="http://www.lila.it/images/1dic2009/CS_3_communicato%20ok.pdf" target="_blank"><span> </span></a></p>
<p><a href="http://www.lila.it/images/home/scheda_campagna.pdf" target="_blank"><img class="alignleft" style="border: 0pt none;" src="http://www.lila.it/images/home/yes_we_condom_anim.gif" border="0" alt="" width="240" height="375" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pubblico il comunitcato stampa della LILA. Noi stessi siamo i più grandi complici dell’AIDS.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Torino, 29 novembre 2009. Per il World Aids Day sono stati diffusi i nuovi dati della pandemia, ma <strong>in Italia il sistema di sorveglianza non è completo, le nuove infezioni sono in aumento, la prevenzione istituzionale è insufficiente e non in linea con quella internazionale</strong>. La Lila lancia due messaggi forti di prevenzione: l’opuscolo hiv/aids: + risposte – dubbi e la campagna YES WE CONDOM – SCATTA &amp; PARTECIPA<br />
La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV presentata ieri dal Ministero della Salute -attivata peraltro in sole 11 regioni italiane – dice di 4.000 nuove diagnosi l’anno. Un dato che mette l’Italia fra i Paesi dell’Europa occidentale con un’incidenza medio-alta, come ha detto anche il viceministro Ferruccio Fazio.<br />
Il Rapporto Euro Hiv Index 2009 mostra l’Italia negli ultimi posti della classifica europea in tema di prevenzione: <strong>siamo al 27esimo posto, su 29 Paesi</strong>. La prevenzione in Italia sembra essere una cosa difficilissima da realizzarsi, contro le indicazioni di tutti gli organismi internazionali (non ultima la Comunità Europea) e da tempo sono totalmente assenti campagne rivolte ai gruppi più vulnerabili.<br />
Le informazioni fornite sul contagio da siti istituzionali sono spesso errate, confuse, fuorvianti e ansiogene e ciò è molto grave: viene ancora dato come sicuro un “periodo finestra” (il tempo che intercorre da un possibile comportamento a rischio alla certezza dell’esito, positivo o negativo, del test Hiv) di sei mesi, mentre l’indicazione internazionale è di tre mesi. O si forniscono “suggerimenti” sulla sicurezza di certi comportamenti sessuali, che non trovano conferma in alcuna letteratura.<br />
E’ questa la situazione che emerge anche nel report annuale compilato dalle Help Line della Lila, presenti su tutto il territorio nazionale. Si registra infatti una stragrande maggioranza di telefonate fatte sull’onda di timori immotivati, che derivano da una scarsa o errata conoscenza e percezione dei rischi. Significa da un lato percepire come rischioso un comportamento che non lo è, ma anche che un rischio reale può non essere percepito come tale.<br />
Nel 2008 il 5% delle donne che si sono rivolte all’Help Line Lila, lo hanno fatto perché non convinte che il profilattico fosse sufficiente a proteggerle dai rischi, tale percentuale quest’anno è raddoppiata. Vi sono anche dati positivi, per esempio quelli che ritengono a rischio il bacio, sul totale dei chiamanti, sono passati dal 22 al 14,6% le donne e dal 9 al 5,4% gli uomini. Ma resta preoccupante che il 15% degli uomini e il 22% delle donne consideri comportamento a rischio la masturbazione reciproca.<br />
“Sono tutti dati da tenere in forte considerazione – ha dichiarato la presidente della Lila Alessandra Cerioli – perché mostrano la scarsa consapevolezza delle persone in materia di sesso protetto, che deriva anche dalle carenze della comunicazione istituzionale”.<br />
La Lila in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids del 1° dicembre lancia due messaggi forti e chiari di prevenzione<br />
hiv/aids: + risposte – dubbi opuscolo informativo rivolto ai ragazzi, ai quali parlare con appeal<br />
e serenità di sessualità, prevenzione e test<br />
<strong><span style="color: #ff0000;">YES WE CONDOM – SCATTA &amp; PARTECIPA,</span><span style="text-decoration: underline;"><span id="more-1177"></span></span> </strong>campagna di sensibilizzazione che comprende SCATTO ANCH’IO ! una fase interattiva che invita a mettersi in gioco in prima persona, a diventare testimonial e inviare una fotografia per formare una galleria, già affollata, sul sito internet della Lila.<br />
I materiali e i dati Lila sono reperibili su http://www.lila.it<br />
Il Rapporto Euro Hiv Index 2009 è reperibile su http://www.healthpowerhouse.com<br />
Combating HIV/AIDS in the European Union and neighbouring countries, 2009 -2013</p>
<p>http://ec.europa.eu/health/ph_threats/com/aids/com_aids_en.htm</p>
<p>Per informazioni:<br />
Alessandra Cerioli – Presidente Lila Nazionale; cell. 3487323800; a.cerioli@lila.it<br />
Anna Lia Guglielmi – Ufficio stampa Lila Nazionale; c.so Regina Margherita 190/e – 10152 Torino<br />
Cell. 348 0183527; tel. E fax 011 4369310; ufficiostampa@lila.it – www.lila.it</p>
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