“Crescere davanti a uno schermo”, qual è l’impatto della tecnologia sul cervello dei più giovani?

Arriva su ARTE in italiano “Crescere davanti a uno schermo”, il documentario che racconta l’impatto della tecnologia sul cervello dei più giovani.

Questo, da madre (e da professionista del web) è un tema che mi sta davvero a cuore. Con testimonianze di specialisti e psichiatri, ma anche di giovani adolescenti “gamer”, il documentario offre una panoramica delle ultime scoperte scientifiche relative alla sovraesposizione agli schermi di bambini e adolescenti che aiuta – chi come me a riguardo si sente disorientato – a prendere decisioni in maniera più cosciente.

Da un lato infatti credo che sia fondamentale per un bambino avere confidenza con strumenti che invadono le nostre case (su questo vi invito a rileggere l’intervista a Valeria Cagnina), dall’altro però vi è anche il come ne vengono a contatto.

Di cosa parla “Crescere davanti a uno schermo”

Tv, smartphone, tablet, pc: onnipresente nel quotidiano, la tecnologia digitale negli ultimi dieci anni ha trasformato la nostra routine quotidiana permettendo a Internet, social network, video e giochi di divorare un terzo del nostro tempo da svegli. In particolare, gli schermi cominciano ad entrare nella vita dei bambini già a partire dai 4 mesi. Basti pensare che, ancor prima di raggiungere l’età scolare, in Cina e in Occidente un bambino trascorre dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti a uno schermo.

Eppure, l’impatto della tecnologia digitale sul cervello umano ha ancora molte zone d’ombra: specialmente tra i giovanissimi, l’esposizione e la dipendenza dagli schermi rappresenta una sfida neurologica senza precedenti. Ad offrire un panorama completo riguardo alle ultime scoperte scientifiche sul tema è “Crescere davanti a uno schermo”, il documentario ora disponibile – gratuitamente in streaming  e sottotitolato in italiano – su Arte in Italiano.

Con la regia di Raphaël Hitier e coprodotto da ARTE France, Effervescence Doc e Palmyra Films, il documentario fa emergere come – mentre generalmente siano necessari venti anni di ricerca scientifica per dimostrare l’effetto di un nuovo fattore esogeno sul corpo umano – la sovraesposizione agli schermi di bambini e adolescenti stia già mostrando le sue conseguenze.

I pediatri stanno osservando nei bambini piccoli esposti a televisione, smartphone o tablet disturbi comportamentali e dell’apprendimento: frustrazione, rifiuto dei limiti, ritardo del linguaggio. Nell’adolescenza la presenza degli “schermi” e le pratiche digitali si moltiplicano con l’uso massiccio di social network e videogiochi, portando anche alla dipendenza da videogiochi, malattia riconosciuta dal 2018 dall’OMS.

Le indagini di Raphaël Hitier arrivano così a scoprire i risultati di alcuni esperimenti come quelli condotti al Seattle Children’s Hospital, dove giovani topi sono stati esposti a intensi programmi animati, o in California, relativi ai videogiochi.

Un viaggio di 52 minuti che permette allo spettatore di incontrare i più grandi specialisti nei campi delle neuroscienze e della dipendenza, come lo psichiatra francese Serge Tisseron, ma anche di immergersi nella vita quotidiana dei giovani videogiocatori adolescenti.

ph © Christophe Rabinovici

fonte: comunicato stampa

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Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere. Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale