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Crossmedialità della comunicazione. Cos’è e perché serve a chi fa informazione

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Per crossmedialità della comunicazione intendo la diffusione di una notizia attraverso un vasto ventaglio di strumenti comunicativi per far sì che l’informazione raggiunga un pubblico più ampio.

Soprattutto con l’avvento di internet, infatti, il numero degli strumenti utilizzabili per informarsi (ed informare) ha subìto una moltiplicazione considerevole.

Un numero crescente di persone, ad esempio, non acquista giornali cartacei, ma fruisce dei giornali on line. Sono sempre più, poi, i “netizen” (ovvero i “cittadini della rete”) che non guardano più la televisione anche se gran parte di loro rivede le trasmissioni in diretta streaming dal pc o in differita grazie alla TV on demand. Vi è chi invece si informa solo su canali non “ufficiali”, come i portali e blog non giornalistici e attraverso i social network – magari da un device mobile (smartphone o tablet) – anche perché questi strumenti consentono ad ognuno di esprimere il proprio punto di vista interagendo con gli altri. L’enorme flusso di informazioni che oggi arriva attraverso i vari canali ha anche cambiato le nostre abitudini: l’approfondimento – che quando andavo a scuola io quindici – venti anni fa era possibile solo attraverso i libri cartacei e le enciclopedie –  oggi avviene grazie ai motori di ricerca o “pretendendo” che sia la fonte stessa a venire a noi. L’indicazione dei siti internet su una brochure, i loghi social stampigliati sul packaging degli oggetti che si acquistano, i QR code (un “codice a barre” digitale”) che permettono di proiettare l’interessato nell’approfondimento semplicemente attraverso l’uso dello smartphone e/o del tablet sono esempi di integrazione crossmediale della comunicazione.

Ciò richiede due diverse abilità: conoscere gli strumenti di diffusione della comunicazione e, al contempo, elaborare linguaggi diversi affinché, per ogni mezzo, venga usato il linguaggio adatto al “contenitore”.

MILLENNIANS

Secondo i dati diffusi dalla ricerca Media Insights Project, negli USA l’88% dei Millennians – ovvero coloro che sono nati dopo il 1980 –si aggiorna grazie a Facebook: il 57% ricerca notizie sul principale social news almeno una volta al giorno, mentre il 44% più volte nel corso delle 24 ore. Nella classifica della consultazione giornaliera seguono Youtube, Istagram, Twitter, Pinterest,, Reddit, e Tumblr.

La rete rimane la Regina anche quando i giovani vogliano cercare informazioni su notizie o eventi di attualità

millennians

GLI ITALIANI E LE FONTI D’INFORMAZIONE

Secondo i dati 2015 diffusi dal Censis, le prime cinque fonti d’informazione per gli italiani sono i telegiornali (utilizzati dal 76,5% per informarsi), i giornali radio (52%), i motori di ricerca su internet (51,4%), le tv all news (50,9%) e Facebook (43,7%). Andando a vedere la fascia d’età più giovane, tra i millennians nostrani la gerarchia delle fonti cambia: al primo posto si colloca Facebook come strumento per informarsi (71,1%), al secondo posto Google (68,7%) e solo al terzo posto compaiono i telegiornali (68,5%), con YouTube che segue a ruota (53,6%) e è prima dei giornali radio (48,8%), “tallonati”, sottolinea il Censis a loro volta dalle app per smartphone (46,8%).

Letizia Palmisano

giornalista ambientale social media manager

Scopri GreenTandem

Green Social Media Manager

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