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Storia di una gattina che insegna a bambini e genitori a ridare vita agli oggetti (e a raccontare…)

Mamma, mi leggi un libro? Ma mamma questo libro non ha le parole! Questa la reazione di mio figlio la prima volta che ho aperto di fronte a lui un Silent Book. Mio figlio i libri spesso li sceglie da solo in biblioteca. Ma noi genitori monitoriamo sempre gli argomenti. Ci piace che sotto forma di storia i bambini possano apprendere quei valori in cui crediamo anche noi come l’amicizia, il rispetto, la solidarietà e anche l’ecosostenibilità. Per questo quando ho scoperto il libro “KATY-KAT… e la nuova vita degli oggetti” ho chiesto di poter intervistare  Marija Markovic ovvero la grafica e illustratrice presso la Società Cooperativa Erica, che ha disegnato questo silent book che guida i bambini nel mondo dell’ecosostenibilità.

Di cosa parla il libro?

Il libro “KATY-KAT… e la nuova vita degli oggetti”, ne cura l’introduzione il divulgatore scientifico Roberto Cavallo, parla del ciclo di vita dei rifiuti, facendo focus in particolare al riciclo e a che cosa diventeranno “da grandi” i vari oggetti che buttiamo quotidianamente.

La protagonista è KATY-KAT, una gattina di casa che un giorno si trova a casa da sola e rovescia il cestino contenente diverse tipologie di rifiuti. La carta, la plastica, l’acciaio, il legno, il vetro, l’alluminio sono rappresentati come personaggi. KATY-KAT diventerà la loro amica /guida saggia e responsabile che gli farà vedere il lato positivo del cambiamento e del diventare qualcosa “altro”. Certo è un libro che parla di rifiuti ma anche di crescita/cambiamento, un argomento che tutti ci troviamo ad affrontare.

Ne usciranno altri legatli alla sostenibilità?

Si, questo è il primo volume della collana  “Katy Kat alla scoperta di… “, il nostro obiettivo è spiegare ai più piccoli con il racconto e grazie alle emozioni che esso suscita i temi legati alla sostenibilità a partire dai comportamenti quotidiani. In primavera uscirà il secondo volume che parla del littering (piccoli rifiuti che vengono abbandonati nell’ambiente) ponendo particolare attenzione sulla plastica nei mari.

Raccontare l’ecosostenibilità può essere avvincente per i bambini?

I bambini sono curiosi per natura ed è fondamentale inserire nel piano educativo strumenti che riescano a fondere il gioco e l’istruzione. Ecosostenibilità deve diventare uno stile di vita ed è direi di importanza vitale ormai. Questi libri sono strutturati proprio per suscitare interesse nel costruire una storia da soli, guidati da immagini e stimolare la parte più profonda, emotiva, che è anche quella che permette di fissare al meglio i concetti nella memoria a lungo termine.

Cosa è un silent book?

Un silent book è appunto un libro senza parole. Fatto di sole immagini guida l’osservatore nella costruzione del racconto. I colori e le immagini raccontano in tutte le lingue del mondo. Sono strumenti utili sia per i più piccini che non sanno ancora leggere ma anche per i più grandi per stimolare la fantasia e la capacità di comunicare ciò che si osserva in modo del tutto unico e personale.

Può “spiazzare” i genitori nel racconto?

A volte gli adulti si trovano più in difficoltà di fronte alle sole immagini. Questo perché non siamo abituati a raccontare e esprimere ciò che vediamo. Abbiamo paura di interpretare in modo sbagliato. In realtà non esiste un “modo giusto”, le immagini comunicano e il genitore è un veicolo nel raccontare la storia al bambino.

Così un silent book può essere reinventato ogni volta stimolando la fantasia non solo del bambino ma anche del adulto che può mettersi in gioco in modo creativo e stabilire un dialogo quasi alla pari con il bambino.

Cosa piace di più ai bambini? E ai genitori?

Non si può generalizzare perché ogni persona è unica e ogni bambino è differente. Proprio per questo motivo anche gli strumenti devono essere “aperti” e non chiudere dentro gli schemi precostruiti. Sia il bambino sia il genitore in qualche modo se si sentono più “protagonisti” più coinvolti sono anche più stimolati. Ci piace pensare che soltanto insieme si arriva a idee sempre nuove, creative e spesso geniali.

Dalla mia esperienza con i laboratori ho notato che ai bambini piacciono i colori, sono attratti dalle immagini e dai disegni che poi riproducono anche da soli. Ai bambini piace tutto ciò che è “sensoriale” quindi anche il semplice fatto di colorare una pagina o toccare il libro. Piacciono gli animali e ne sono incuriositi. Hanno bisogno di un modello di riferimento positivo.

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Letizia Palmisano

giornalista ambientale social media manager

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