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Dalla passione alla professione: Luca Rallo influencer innamorato dei social e del web.

Luca Rallo social influencer

Se come me “vivi” anche su twitter per leggere e condividere notizie, non puoi non conoscere Luca Rallo. Giornalista, professionista freelance della comunicazione, con Luca mi accomunano tante cose. Siamo entrambi giovani genitori, con un’attenzione particolare per l’ambiente e poi, amiamo i cinguettii di twitter.

La prima volta che ho incontrato Luca “offline” mi è sembrato come se fossimo amici di vecchia data. D’altra parte, occupandomi di comunicazione 2.0 come influencer strategist in molte campagne, mi piace anche seguire i contenuti di Luca, con occhio professionale. Ho pensato quindi di intervistarlo per farlo scoprire (meglio) anche a voi.

Luca, come nasce la tua passione per i social? Cosa ti entusiasma?

“Ciao Letizia, grazie per le belle parole. Forse la risposta a questa prima domanda è già nel tuo preambolo, infatti quello che mi piace è trasformare, ed è successo in molte occasioni, le amicizie virtuali in reali, incontrare dal vivo i follower, sentirmi fermare in metro a Milano da persone che magari mi seguono da anni e mi riconoscono passando. È molto gratificante sentirsi dire da qualcuno che nemmeno conosciamo “ciao Luca, seguo il tuo lavoro complimenti”. Ad ogni modo, per tornare alla risposta, la mia passione per i social nasce nel 2007, al rientro da un corso di formazione, abbiamo creato un gruppo Facebook per mantenere i rapporti. Successivamente ho creato le prime pagine e contestualmente ho iniziato a studiare, leggere libri, frequentare corsi per formarmi su quello che sembrava il futuro: il digital marketing.

Puoi raccontarci come il 2.0 sia diventata la tua professione?

Nel 2011 ho iniziato a seguire corsi di formazione sui social media, con particolare riferimento al mondo dello sport, all’epoca decisamente un passo indietro su queste logiche digitali. Ero già giornalista (ho iniziato nel 2004) e piano piano ho iniziato a mettere al posto giusto tutti i pezzi del puzzle. Nel 2014 inizio a costruire la mia community sul web, un lavoro lento e costante che nel 2016 esplode fino a decidere di trasformare, per la seconda volta dopo il basket, una passione in un lavoro. Oggi sono un freelance, formatore, consulente, blogger e social influencer. In due parole: imprenditore digitale.

Raccontaci una esperienza in particolare che hai amato e che hai potuto vivere e raccontare attraverso i social.

Una soltanto? Almeno due. Sicuramente le indimenticabili esperienze, che ancora oggi mi piace raccontare, sono state le due finali di Champions League ospite di Nissan. Prima Cardiff, poi Kiev, tra party esclusivi, persone speciali, auto da sogno, stadi favolosi e una miriade di incredibili emozioni che mi porterò dentro per sempre. Centinaia di tweet, migliaia di foto ed un rapporto con Nissan che va ben oltre l’aspetto lavorativo, non è advertising ma condivisione di valori.

Riesci anche a “staccare”? Ad essere offline (o non ne senti la necessità)?

Volevi dire scattare? Scherzo! Si certo, è fondamentale staccare la spina. Ho due modalità di approccio: anzitutto ho eliminato suoneria, vibrazione e notifiche ad ogni cellulare (ne ho sempre due con me, per sicurezza), quindi vivo il rapporto con lo smartphone in maniera meno maniacale della maggior parte delle persone. Inoltre, almeno una/due volte a settimana mi dedico alla mia famiglia durante la giornata, oltre alla stragrande maggioranza dei weekend, in modo da recuperare i giorni che passo in giro per l’Italia. Non faccio quasi mai le vacanze estive, preferisco una settimana/due tra maggio e giugno e poi un’altra settembre (si, lavoro anche ad Agosto) in modo da non arrivare in estate con il frenetico bisogno di staccare. Durante l’anno, poi, adoro le micro-vacanze: piccoli periodi nei quali, collegando il lavoro a relax, riesco a portare con me la famiglia e partire per qualche giorno. Ho scritto troppo? Forse si! Ad ogni modo, staccare è importante, ma non per forza dal digitale, semmai dallo stress da lavoro che non fa mai bene.

Come ti immagini tra 10 anni? E tra 20?

OMG! Tra 10 anni ne avrò quasi 50! Non mi far pensare a queste cose! Comunque, vorrei essere un imprenditore digitale, magari finanziatore una scuola di formazione per diffondere cultura digitale (penso ce ne sarà sempre bisogno, specialmente nelle nuove generazioni). Tra 20, invece, vorrei avere tantissimo tempo libero da trascorrere con la mia famiglia! Fisicamente invece, per scoprire come sarò, basta usare la famosa FaceApp, no?

Social vuol dire interazione, scambio, interconnessione. Suggeriscimi un profilo da seguire!

Che bella idea! Solo una persona, onestamente è davvero tosta da scegliere, ma se dovessi indicare un nominativo, ti direi il mio grande amico Emil Ceron, fondatore di Social Media Lime, nonché mio socio in molti progetti. Una persona straordinaria, un grande professionista, un padre di famiglia come me, un supporto incredibile, ma soprattutto un amico. Fa parte del mio ristretto team di collaboratori, con Nicoletta Esposito, Annalisa Milani, Stefania Piumarta (e non solo) oltre alla bravissima fotografa Giulia Guccione e la videomaker Dalila Ceccarelli, professioniste con i quali abbiamo condiviso esperienze ed emozioni. Abbiamo fatto molta strada insieme, e tanta ne abbiamo ancora da fare!

 

Nel ringraziare Luca per il tempo che ci ha dedicato e voi per la lettura vi ricordo che la Rubrica dedicata ai social influencer (green e non non solo) è ricca di interviste interessanti 🙂

 

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Letizia Palmisano

giornalista ambientale social media manager

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