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Don’t worry, bee happy con Greenpeace Italia

Greenpeace è una delle associazioni ambienaliste che stimo e sostengo in pratica da sempre. Seguo spesso i “consigli” per gli acquisti di Greenpeace specie per ciò che riguarda il cibo. Ho avuto la fortuna di fare anche diverse esperienze con l’associazione: dalle manifestazioni allo “scrutare” la plastica lungo le rive laziali. Oltre che partecipando alle attività e donando vi è un altro modo per sostenere gli attivisti e sono qui per farlo sapere anche a voi.
Ho chiesto ad Alessandro Lauriola, responsabile del Greenmarket di raccontarci come nasca il Greenmarket e soprattutto cosa vi si possa trovare.

Da dove nasce l’idea di aprire uno shop di Greenpeace?

L’idea del Greenpeace Market nasce dalla necessità di diversificare i metodi di raccolta fondi, e sarà sempre di più una alternativa di acquisto per chi vuole utilizzare prodotti ecosostenibili. Come sai Greenpeace è un’associazione indipendente che deve la sua libertà finanziaria solamente alle donazioni dei singoli cittadini che decidono di sostenere le nostre campagne in difesa del Pianeta e della sua biodiversità. Il nostro obiettivo è quello di poter raggiungere, grazie allo shop, un pubblico sempre più vasto, pronto ad aderire alla nostra mission ed essere al nostro fianco. Vogliamo poter metterci in contatto con quelle persone che finora non siamo riusciti a coinvolgere attraverso altri programmi di raccolta fondi.

La selezione dei prodotti come è stata curata?

Ciascun prodotto presente nel Greenpeace Market è stato sottoposto a un lungo processo di ricerca, selezione e verifica. L’idea è quella di fornire ai nostri sostenitori dei prodotti con un alto valore intrinseco che rispecchi quello in cui Greenpeace crede. Infatti, i prodotti prima di poter essere venduti con il nostro brand devono rispettare  delle policy interne ben precise e soprattutto superare dei test riguardanti il materiale utilizzato, la loro sostenibilità e atossicità. Ad esempio i nostri diari sono realizzati con carta riciclata e certificata FSC, i colori adoperati nelle copertine così come nelle tazze sono vegetali. L’idea di fondo è quella che l’oggetto debba essere assolutamente sostenibile, la sua realizzazione non deve avere un’impronta negativa sull’ambiente e non essere pericolo per la salute delle persone A realizzare i prodotti sono quindi  fornitori e grafici selezionati, che hanno dimostrato, attraverso certificazioni e test, l’aderenza dei loro prodotti alle policy di Greenpeace.

Ogni prodotto cela un messaggio, possiamo dire che a propria volta sia ambassador di Greenpeace?

Sì possiamo affermare che ogni nostro prodotto è anche un ambasciatore! Un po’ perché ogni oggetto porta impresso su di sé il marchio di Greenpeace, ma anche perché al tempo stesso è portatore di un messaggio che va al di là del semplice brand. Dal materiale o colore con cui è fatto, all’animale simbolo raffigurato o semplicemente gli aforismi impressi sulla copertina dei diari tutto rappresenta e parla di Greenpeace, del suo impegno per la difesa del Pianeta e della sua missione per la pace.

don t worry bee happy greenmarket greenpeaceCuriosità: qual è il prodotto che è più richiesto?

Storicamente il calendario, ma anche le tazze e i diari stanno riscuotendo un buon successo.

Come vengono utilizzati i fondi raccolti?

I proventi che vengono raccolti con la vendita delle tazze, dei diari e degli altri prodotti del Greenmarket vengono utilizzati per finanziare e supportare le attività di campagna, per proteggere l’ambiente, per promuovere la pace e incoraggiare le persone a cambiare abitudini. La destinazione dei fondi viene decisa in base alle emergenze che si presentano di volta in volta, e per finanziare progetti a medio e lungo termine secondo la nostra prassi: ricerca scientifica, documentazione, azioni dimostrative, comunicazione e attività di lobby.

Curiosi? Avete da fare o farvi un regalo green? Ecco il link: https://shop.greenpeace.it/ 

Io? Ora vado a bermi una tisana, ovviamente a freddo che col clima estivo ci sta proprio bene… e come ricorda la mia amica Ape: Don’t worry… bee Happy!

 

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Letizia Palmisano

giornalista ambientale social media manager

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