
“Chico e altri racconti”: la lezione di Guareschi sulla felicità (sostenibile)
Un libro in questi giorni mi ha riportato alla mia infanzia ma anche ai primi eventi nei quali ero chiamata a moderare i dibattiti confrontando Giovanni Guareschi a Pasolini…! Chi ha potuto fare questa magia? “Chico e altri racconti” edito da Rizzoli!
C’è un tempo, non così lontano, durante il quale il mondo girava ad un ritmo diverso. Un tempo in cui i bambini giocavano nei cortili e lungo gli argini dei fiumi, in cui la comunità era il primo social network e la natura la maestra più autorevole. Sembra un’utopia, vero? Eppure è il mondo che Giovannino Guareschi ci restituisce con una delicatezza disarmante nel suo libro postumo “Chico e altri racconti”, una raccolta curata con amore dai figli dell’autore, Alberto e Carlotta, composta da 33 storie e un fumetto inedito che profumano di terra, di semplicità e di una saggezza che oggi chiameremmo, senza esitazioni, “sostenibile”.
Un tuffo nel “Mondo Piccolo”: dove l’ecologia è un fatto di vita (e di sopravvivenza)
Strappandolo al mondo dei videogiochi, degli smartphone e della tv on-demand, ho fatto leggere “Chico e altri racconti” a mio figlio Bruno: è stato come aprire, assieme a lui, un album di fotografie in bianco e nero (ma non per questo meno intense) che, pagina dopo pagina, si colorava di emozioni vivissime. Abbandonando, per un attimo, la frenesia delle nostre vite digitali ci siamo immersi nel “Boscaccio” della Bassa Padana, un microcosmo rurale i cui protagonisti non sono i celebri Don Camillo e Peppone, ma una nuova generazione: Chico, Gigino, la Gisa, Paolino e tanti altri bambini. Sono loro, con i loro occhi curiosi e le mani spesso sporche di fango, a mostrarci un’ecologia non ancora teorizzata, ma vissuta quotidianamente.
In queste storie, scritte tra il 1942 e il 1966, il rapporto con l’ambiente non è una scelta intellettuale, ma una necessità: si vive seguendo il ciclo delle stagioni, si conosce il canto degli uccelli e si rispetta la piena del “grande fiume” che può dare la vita e toglierla. Guareschi, con la sua prosa scarna ma poetica, ci racconta di un’economia circolare ante litteram, dove nulla va sprecato e ogni risorsa ha un valore. Un mondo nel quale la felicità non si misura in beni posseduti, ma in legami autentici e in un’armonia quasi istintiva con il creato.
La riscoperta della comunità e dei legami che contano
Se oggi parliamo spesso di sharing economy e di ritorno ai valori essenziali, i racconti di Guareschi ci offrono una prospettiva illuminante. Le storie dei bambini del Boscaccio sono intessute di solidarietà: ci si aiuta a vicenda non per un tornaconto personale, ma perché è l’unica via per superare difficoltà come la malattia di Chico o la povertà di una famiglia numerosa.
Questi racconti ci descrivono un tessuto sociale forte nel quale il “noi” prevale sull'”io”. Un valore che oggi stiamo faticosamente cercando di recuperare, promuovendo la condivisione, il riuso, il baratto. Guareschi ci ricorda che questa saggezza apparteneva già ai nostri nonni e si concretizzava nel gesto di una vicina che portava un piatto caldo, nell’aiuto spontaneo durante il raccolto, nella capacità di fare festa con poco o niente. Una lezione preziosa che ci invita a riflettere sulla qualità delle nostre relazioni e sull’importanza di ricostruire comunità resilienti e solidali.
Un libro per tutti: perché la semplicità è un linguaggio universale
Non fatevi ingannare dall’apparente semplicità di queste “favole”. Chico e altri racconti è un libro che parla a tutte le età. Ai più piccoli, come mio figlio Bruno, regala avventure genuine e personaggi indimenticabili. Agli adulti, come me, offre uno spunto di riflessione profondo sul nostro stile di vita e su ciò che abbiamo perso nella corsa verso un progresso non sempre sostenibile. La scrittura di Guareschi è diretta, ironica, a tratti commovente e sempre capace di arrivare al cuore con poche ed essenziali parole.
Incluso nel volume, troviamo anche il fumetto inedito “Ciccio Pasticcio e i due compari”, disegnato da Guareschi durante la sua prigionia in un lager in Polonia nel 1943. Un’ulteriore testimonianza della sua capacità di trovare l’umanità e il sorriso anche nelle circostanze più drammatiche.
Chico e altri racconti è lettura che fa bene all’anima e che ci ricorda come la vera felicità sia, in fondo, incredibilmente sostenibile. Un libro da leggere e, perché no, da regalare, per condividere un pezzo di quel “Mondo Piccolo” che, oggi più che mai, ha tanto da insegnarci.
Scopri di più da Letizia Palmisano Giornalista ambientale, ecoblogger 2.0
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