
“Io sono il diavolo” con un Greg semplicemente Grandissimo!
Ieri sera con la famiglia sono stata allo Spazio Diamante per vedere “Io sono il diavolo“ e sono ancora entusiasta. Che dire? Greg è stato semplicemente grandissimo, un vero mattatore che ha tenuto il palco per tutta la durata dello spettacolo con un’energia e un carisma unici.
Lo spettacolo è un viaggio affascinante e irriverente nella vita di Greg (o meglio, del suo alter ego, il crooner Gin Cooper) e nel suo rapporto con il Diavolo. Non è solo comicità: attraverso aneddoti esilaranti sulla sua infanzia passata nella scuola delle suore, canzoni Blues suonate magistralmente e riflessioni acute, Greg ci porta a guardare con occhi diversi le “stranezze e gli incongrui delle sacre letture”. L’idea del Diavolo non come semplice tentatore, ma come l’entità che gli ha insegnato a suonare il Blues e, soprattutto, a ragionare con la propria testa senza farsi influenzare, è geniale e spiazzante.
La sua performance è poliedrica: canta, suona, recita e diverte, mescolando l’ironia tagliente che lo contraddistingue a momenti di vera e propria riflessione. Si ride tanto, ma si esce dal teatro anche con qualche spunto interessante su cui ponderare.
E qui desidero fare un plauso enorme allo Spazio Diamante per la programmazione 2025-2026 ma non solo. Ho scoperto con grande piacere che il teatro offre una politica di prezzo incredibilmente intelligente: ad esempio per lo spettacolo di Greg si può scegliere di pagare un biglietto tra i 14 e i 18 euro, in base alle proprie possibilità. È un’iniziativa meravigliosa che rende la cultura più accessibile e permette davvero a più persone di godere di serate come questa. Complimenti!
Unica nota di amarezza vedere di venerdì sera sedie vuote e poi attraversare il Pigneto con le strade strapiene tra apericene ed happy hour.
Se volete passare una serata diversa, che vi faccia ridere e pensare, non perdetevelo. Greg è una garanzia e teatri come lo Spazio Diamante vanno premiati.
Scopri di più da Letizia Palmisano Giornalista ambientale, ecoblogger 2.0
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