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Recensione di “Quello che non dicono. Storie di animali che ci insegnano ad essere umani”

“Quello che non dicono. Storie di animali che ci insegnano ad essere umani” scritto da Riccardo Gazzaniga e edito da Rizzoli è un libro che parla dritto al cuore delle persone, con gli occhi però degli animali che vivono la nostra magnifica Terra.

Troppo spesso gli esseri umani commettono un grave peccato di presunzione: pensano di essere gli unici abitanti della Terra e, come tali, sentono di esserne i padroni unici ed incontrastati.

Al contrario, invece, dovremmo avere ben a mente che l’uomo è solo uno dei membri del regno animale e che il nostro pianeta è popolato da milioni di specie viventi (secondo le scoperte più recenti il numero dovrebbe variare da 4 a 100 milioni, ma solo una parte di esse – da 1,5 a 1,8 milioni – è attualmente conosciuta) che hanno tanto da insegnarci.

In “Quello che non dicono – Storie di animali che ci insegnano a essere umani” (Rizzoli), uscito da poche settimane nelle librerie, lo scrittore Riccardo Gazzaniga raccoglie storie di animali, di donne e uomini provenienti da diversi angoli del mondo che dovrebbero riflettere noi umani. C’è, ad esempio, la storia di Jonathan, una tartaruga di “soli” duecento anni, che vive con serenità una storia d’amore omosessuale in barba a chi continua a sostenere che questo genere di rapporti siano “contro-natura”.

Si narra, poi, la storia dell’incontro tra la ricercatrice Jane Goodall e lo scimpanzé David Barbagrigia e di come il loro rapporto abbia segnato profondamente lo sviluppo dell’etologia moderna. C’è poi spazio per la storia di Marsala, fedele cavalla di Giuseppe Garibaldi, che contribuì alla nascita dell’ENPA e della gatta di Hagia Sophia che conquistò Obama durante la visita ufficiale dell’ex presidente statunitense ad Istanbul. Ci sono, inoltre, pagine di pura avventura che vedono protagonisti il cane da slitta Togo e la sua impresa tra i ghiacci dell’Alaska nonché i gorilla del Parco del Virunga e i ranger che li proteggono dai bracconieri.

Rispetto dell’ambiente, danni legati al cambiamento climatico, limiti dettati dalla bioetica, rapporto con la fauna selvatica e, soprattutto rigetto di ogni forma di antropomorfismo che ci spinge a guardare il mondo esclusivamente attraverso le lenti “umane”: con il suo libro, rivolto ai maggiori di undici anni (e non solo ai bambini!), Gazzaniga fa una carrellata dei danni che l’uomo (anche in buona fede) può creare all’ambiente che condivide con gli altri esseri viventi, e, di conseguenza, agli animali stessi.

Esce in libreria “Sette vite come i gatti, Ridare valore agli oggetti. Storie di economia circolare”

Con uno stile appassionato che, tuttavia, non scade mai nella umanizzazione degli animali, Gazzaniga tratteggia una serie di racconti nei quali le vite dei protagonisti si intrecciano creando storie di amicizia, solidarietà e di ricerca scientifica.

Nel contempo l’Autore ci offre la visione di un mondo possibile dove l’uomo si confronta con amore e rispetto con gli animali trattandoli per come sono e preservando il loro habitat naturale da pericoli che mettono a repentaglio la loro esistenza.

Il saggio è indicato dai 10 anni in su. Quindi da leggere da soli o magari insieme ai nostri figli.

 


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Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere. Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale