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Ecopolis 2009

Eccovi la Crasi, o meglio, la somma, dei due articoli che ho scritto su Ecopolis 2009 per Envi e per AbitareA

Ecopolis 2009

Chiusa la prima edizione del Summit internazionale sulla sostenibilità delle città

Di Letizia Palmisano

Si è tenuta presso la nuova Fiera di Roma, dal 1 al 3 Aprile 2009, la prima Edizione di Ecopolis (http://www.ecopolis09.it),  il summit internazionale dedicato al tema delle città, della qualità della vita, dell’ambiente urbano e della sostenibilità, promosso da Camera di Commercio di Roma e Fiera Roma, sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

7.000 i visitatori accreditati, un padiglione per Convegni e conferenze ed uno espositivo, 100 tra aziende ed Istituzioni che hanno presentato prodotti e progetti innovativi, oltre 170 speakers nazionali e internazionali intervenuti in 22 convegni e main conference.

L’evento, nato per promuovere una riflessione a tutto tondo sulle tematiche ambientaliste più attuali, ha avuto come “fil rouge” la gestione ambientale delle città, analizzando, in particolar modo sette settori strategici: ovvero energia, rifiuti, mobilità, acqua, natura urbana, urban design, salubrità ambientale.

Spiegando i motivi che hanno spinto alla realizzazione di Ecopolis, gli organizzatori hanno tenuto a sottolineare come le città, se oggi generano il 50% dei consumi energetici con i connessi alti livelli di inquinamento, possono – per ciò stesso – essere il nuovo terreno di sfida: “ogni metropoli sta sperimentando nuovi modi per gestire i beni collettivi e le questioni di pubblico interesse (risparmio idrico, gestione dei rifiuti, salubrità dell’aria, ecc.), e solo dalla condivisione delle conoscenze e dallo scambio di esperienze relative può prendere avvio un nuovo corso”. Ecopolis è stata per questo ideata come “agorà” per l’incontro tra le necessità della collettività, la Governances delle pubbliche amministrazioni e le proposte e le richieste delle imprese.

I dati, però, diffusi – dall’inquinamento alle malattie – hanno dimostrato come, nonostante gli esempi di eco -virtuosismi e le maggiori attenzioni dei vari attori delle collettività, l’inversione di rotta sia ancora lontana.

La tre giorni ha visto una staffetta di convegni e main conferences di particolare rilievo. Ad aprire Ecopolis Alejandro Gutierrez, progettista di Dongtan, prima città sostenibile al mondo – durante il convegno sulla Presentazione del V Rapporto annuale sull’ambiente urbano promosso dal Sistema delle Agenzie per l’Ambiente –  che ha esortato i Governi al passaggio da un sistema economico di produzione e consumo ad un’economia di servizi ed al servizio dell’uomo, dell’ambiente e dello sviluppo (sostenibile, ndr). Secondo Gutierrez l’attuale crisi economica ed ambientale può essere combattuta investendo oggi il 2% del PIL mondiale in politiche per la sostenibilità in quanto questo consentirebbe ai Governi di tutto il mondo un risparmio nel prossimo futuro di oltre il 20% del PIL complessivo.

Durante la giornata inaugurale, tra gli esempi di amministrazioni virtuose, ha sicuramente spiccato la Provincia di Roma. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia Capitolina, ha reso noto come in pochi mesi l’amministrazione da lui diretta abbia reso più ecocompatibile gli uffici provinciali con l’ammodernamento all’insegna del rispetto dell’ambiente (stampanti che utilizzano carta riciclata e con un basso consumo, mobili costruiti con materiali riciclati, ecc…) e di come ora sia partita la fase “Scuole per Kyoto” con l’installazione di pannelli solari sulle scuole della Provincia (ad esempio a Roma est si possono ammirare sopra il tetto dell’ITIS Giovanni XXIII di Tor Sapienza, ndr) e all’investimento per la corretta gestione dei rifiuti – con accordi con le imprese per la riduzione degli imballaggi e l’allargamento dei progetti del porta a porta.

Molto seguiti i convegni che hanno evidenziato i passi in avanti delle Regioni Lazio e Puglia. Punte di diamante della Regione capitolina – secondo i dati diffusi durante la conferenza ‘l’energia delle città’ dall’Assessore regionale all’Ambiente Filiberto Zaratti – gli investimenti sulle fonti rinnovabili – con oltre 200 milioni di euro stanziati per i microimpianti fotovoltaici per le famiglie – e la Casa Ecologica, progetto già presentato nel 2008 (con la partecipazione anche dello Sviluppo Lazio e del Ministero dell’Ambiente) che dimostra come un’abitazione efficiente consumi un quarto dell’energia ed emetta il 20% in meno di CO2 rispetto ad una casa tradizionale, con un risparmio di 3000 euro l’anno.

I grandi passi avanti verso la sostenibilità ambientale della Regione Puglia sono stati illustrati dal Presidente Nichi Vendola e dall’Assessore all’Assetto del Territorio e dell’Urbanistica Angela Barbanente: best practices, difesa del suolo, e rinnovabili sono stati indicati quale contenuto del nuovo Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, in via di approvazione definitiva nel 2009.

I convegni sono stati l’occasione per commentare l’attualità legislativa. In particolar modo, in merito al piano casa, da molte parti si è sostenuto come per combattere la crisi non serva costruire ancora, stante le migliaia di case de uffici disabitati e sfitti, ma investire sulla certificazione energetica e la sostenibilità degli edifici già esistenti da un lato e sul trasporto collettivo dall’altro (da questo punto di vista basti pensare a quanti borghi nel Lazio si sono andati svuotando per l’impossibilità di raggiungere la Capitale o le altre città, con un riversamento nelle intasatissime periferie, ndr).

Nella tre giorni è stato, poi, possibile visionare i vincitori di due interessanti concorsi di ‘architettura sostenibile’, scaturiti dall’obiettivo ideare prototipi realizzabili per future metropoli verdi a misura d’uomo. Il primo è stato realizzato da ANCAB/Legacoop e Legambiente ha vinto per la fattibilità e l’attenzione ai costi coniugati con l’ecosostenibilità del progetto. Il secondo, ‘Substainab.Italy’, è stato presentato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, per la realizzazione di quartieri sostenibili.

Tra i visitatori presenti molta attenzione nei convegni, curiosità e partecipazione tra gli stand. Tante le informazioni richieste alle imprese, in particolar modo per l’installazione di pannelli solari sulle proprie abitazioni e su dove trovare i prodotti “eco”, in primis i detersivi alla spina (che nel Lazio, con le inaugurazioni di questa settimana arrivano ad essere distribuiti in quasi 30 punti vendita, con un risparmio già realizzato nei primi 10 mesi di 9.600 Kg in meno di CO2 ; 147 kWh di energia risparmiata; 3.400 Kg di rifiuti in plastica in meno; 14.000 litri d’acqua non utilizzata e 1.900 kg di cartone in meno, ndr). Tra gli stand delle istituzioni il materiale più richiesto dai cittadini è stato quello sull’informazione e l’educazione ambientale, specialmente sul corretto smaltimento dei rifiuti, tema molto sentito dopo il “caso Campania” e il preannunciato allarme in altre realtà italiane, compresa la Capitale con la discarica di Malagrotta già oltre il limite.

Soddisfazione moderata per il summit da parte di varie imprese partecipanti. Alcune hanno ritenuto l’evento come una vetrina per proporre innovazioni nei propri campi e per mostrare la fattibilità di progetti già realizzati. Ma non è mancato chi ha sottolineato come l’evento sia stato inferiore alle (loro) aspettative: con meno imprese partecipanti e numero dei visitatori limitato.

Nonostante eventi come questo consentano un punto di contatto tra le Amministrazioni e il mondo imprenditoriale, chiedendo agli esponenti di quest’ultimo quali limiti trovino nell’introdurre soluzioni e prodotti più ecocompatibili, da più parti è stata sottolineata – come più grande difficoltà – la diffidenza delle Pubbliche Amministrazioni sulle innovazioni ambientali affiancata ai problemi connessi alle lungaggini burocratiche e a quelli che ogni cambio di giunta spesso genera, con progetti che rimangono sospesi per mesi o che vengono annullati. Mentre una maggiore attenzione è stata registrata dagli addetti ai lavori da parte dei singoli cittadini e dal mondo imprenditoriale stesso dal quale aumentano le richieste di soluzioni più in armonia con l’ambiente per il proprio settore.

Vi è poi chi ha avuto modo di sottolineare come la struttura fieristica – nonostante si sia provveduto a compensare le emissioni di CO2 dell’evento e nonostante la Fiera, con il completamento dell’installazione dei pannelli solari sul tetto, sia uno dei più grandi poli di energie rinnovabili del mondo – di per sé non rispecchi un esempio di eco virtuosismo (sebbene di recentissima costruzione, ndr) e come una pecca di Ecopolis sia stato il mancato un punto ristoro in linea con l’evento che offrisse prodotti “bio”, annesso l’utilizzo di prodotti usa e getta biodegradabili.

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