Le città modello sono green e non sono impossibili

Vivo a Roma e, almeno per metà del mio albero genealogico, sono romana da molte generazioni. Amo da sempre questa città, le sono grata per avermi fatto crescere in un contesto con 2700 anni di storia che racconta l’evoluzione della civiltà umana e credo che la Città Eterna abbia molto influito sulla mia sensibilità ecologista. Ho sempre ritenuto che Roma potesse essere, più di altri luoghi l’emblema del contesto urbano che evolve e che riesce ad essere al passo coi tempi.

Con il passare degli anni, non sempre sono riuscita a un modello di società totalmente in linea con le mie aspettative. Sarà per questo che, sin da adolescente, ho deciso di impegnarmi nel cercare di fare la mia parte. Son così diventata una eco-attivista che porta avanti la causa attraverso la comunicazione. Rimango fermamente convinta che la sfida alla lotta al climate change vada vinta a partire dalle città e che sia possibile farlo.

Il futuro non è più quello di una volta (ma io non smetto di sognarlo green)

Purtroppo, il 2020 ha fornito un senso del tutto inedito alla frase: “il futuro non è più quello di una volta” ma anche dopo tutto quello che è successo e che sta accadendo riesco a vedere le opportunità che ancora possiamo cogliere ripensando e ridisegnando gli approcci alle progettazioni della società e delle città del domani.

Sustainability Day Acea

Durante il Sustainability Day 2020 di Acea ho ritrovato il filo di molti dei miei pensieri. Il Convegno – che ha avuto come tema “Infrastrutture e next city, le opportunità da una crisi” – ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della ricerca ed esperti della sostenibilità che si sono confrontati sulle sfide dell’evoluzione green di reti e città ai tempi del Covid 19.

La sfida lanciata dal Coronavirus, da un lato, e la grande mobilitazione e la capacità di reazione delle persone, dall’altro, ci dimostrano che è possibile e anzi opportuno sperimentare e implementare soluzioni di vita innovative, fondate su logiche più sostenibili anche perché, superata questa immensa sfida planetaria, ve ne sarà un’altra da dover vincere: quella dei cambiamenti climatici.

L’attuale crisi sta aiutando ad immaginare forme diverse di centri urbani. Si va delineando, infatti, una nuova conformazione di città, la next city, basata su un’idea di smart community in cui si modificano le dinamiche di relazione in un modello di socialità più partecipativo, inclusivo e responsabile.

Ovviamente l’impegno e la determinazione di molti cittadini, da soli, non potrebbero bastare: un ruolo chiave è quello svolto dalle utilities chiamate a svolgere una funzione rilevante nel percorso verso la città del futuro, attraverso investimenti finalizzati all’evoluzione delle infrastrutture che sono elemento fondante del nuovo progetto di città.

Le stesse norme previste per rilanciare la ripresa economica mirano a perseguire gli obiettivi del green new deal.

Si ipotizza un piano di investimenti di 50 miliardi di euro da realizzare nei prossimi 5 anni – 30 mld nel settore idrico, 12 mld in quello energetico e 8 mld in quello ambientale – a cui si affiancheranno i progetti per il “Recovery Fund”.

Chi mi segue sa che, tra i temi che mi sono più a cuore, vi sono quelli energetici, quelli relativi al risparmio idrico, all’economia circolare e al compostaggio. In questi ambiti, negli ultimi anni, l’innovazione tecnologica e la ricerca stanno davvero facendo la differenza.

Esempi concreti di economia circolare

Durante il Sustainability Day 2020 Acea sono stati sviluppati progetti veramente interessanti che conoscevo solo in parte. Ad esempio, in ottica di waste transition, è stato presentato “Smart Comp”, un mini-impianto che trasforma in compost i rifiuti organici nel luogo in cui sono prodotti. Nell’ambito della transizione energetica, ACEA ha promosso un piano di sviluppo per la mobilità elettrica che prevede l’installazione di oltre 2.200 colonnine di ricarica entro il 2024 e il progetto “PlatOne” (in collaborazione con ENEA) che abilita meccanismi di flessibilità energetica e un approccio di gestione alla rete elettrica, in grado di garantire maggiore stabilità e resilienza. Il Gruppo, primo operatore idrico in Italia, sta lavorando ad un innovativo modello gestionale in grado di ottimizzare i flussi idrici, salvaguardando l’acqua e prevedendo in anticipo la disponibilità della risorsa.

Come ha sottolineato Michaela Castelli, Presidente di ACEA, “La crisi ci spinge ancor più a considerare la sostenibilità come guida di un nuovo modello di sviluppo per ripensare i territori con significativi investimenti a supporto delle infrastrutture. Ma per realizzare questa visione bisogna avere il coraggio di fare delle scelte nei tempi utili per ricavarne i benefici attesi. Ad esempio, il tema dei rifiuti e della risorsa idrica, fortemente impattati dagli aspetti ambientali, evidenziano l’urgenza di essere gestiti in un’ottica di sistema, di moltiplicazione del valore, condividendo la responsabilità con tutti gli attori. Le imprese sono pronte, ma devono trovare un ecosistema – principalmente in ambito istituzionale, favorevole ad iter autorizzativi più snelli – che agevoli la loro capacità di pianificazione e realizzazione. Questo sforzo collettivo contribuirà a proiettare il Paese nel futuro e a renderlo più resiliente rispetto ad eventuali nuove crisi”.

ACEA è impegnata in un percorso di sviluppo nei settori delle infrastrutture idriche, del fotovoltaico, della mobilità elettrica e dell’economia circolare – ha affermato Giuseppe Gola, Amministratore Delegato di ACEA –. Le utilities possono svolgere un ruolo decisivo per l’auspicata ripartenza del Paese in chiave sostenibile. (…). Ma anche il più ampio piano di interventi non sarà tuttavia totalmente efficace se parallelamente non si innesterà un cambiamento culturale. Un nuovo approccio, orientato all’efficienza e ad un alleggerimento della burocrazia che garantisca tempi certi e rapidi deve, infatti, essere necessariamente parte della strategia del nostro Paese e dell’Europa, in quanto essenziale alla messa a terra delle azioni da realizzare”.

Parole che ci ricordano come la collaborazione tra le diverse compagini della società rappresenti oggi uno degli elementi cardine per far sì che le città possano traghettare il cambiamento. Magari, un domani non lontano, con Roma tra le capofila.

Articolo realizzato in collaborazione con ACEA

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Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere. Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale