Recensioni di libri e film su ambiente, sostenibilità, social e web 2.0

Il richiamo del verde: come la biofilia può guarire lo stress della vita moderna. Recensione: “Abitare la natura. Il biophilic design per il benessere in casa”

“Mamma appena finisco questo libro te lo passo” ho detto mentre ero seduta sul divano in giardino sotto la tettoia di legno. Erano le 9 del mattino di domenica. Mia madre è una cosiddetta lettrice forte. Leggerà 6 libri al mese e una buona percentuale parlano di natura e del rapporto tra noi umani e la natura stessa. Mia madre cosa sia la biofilia, ad esempio, lo sa. Lo vive e lo sperimenta. Quindi il libro per lei sarà sicuramente un approfondimento utile. Ma di che volume stiamo parlando? Di  “Abitare la natura. Il biophilic design per il benessere in casa” (Maggioli Editore), scritto dall’architetto Alfredo Fusco e ora vi spiego perché, in ogni caso, potrebbe (anzi dovrebbe) interessare anche a tutti e tutte voi.

Vi siete mai chiesti perché in certi spazi ci sentiamo subito bene, rilassati, e in altri invece ci sentiamo quasi oppressi, a disagio? Le nostre case sono diventate scatole spesso super tecnologiche, efficienti, piene di comfort. Eppure, in questa corsa alla performance, forse ci siamo persi un pezzo per strada. Quel pezzo è la Natura che a volte rimane ad appannaggio dello screen saver del computer o della tv in streaming.

Ecco, “Abitare la natura” arriva proprio al momento giusto, per aiutarci a ritrovare la bussola, perché ci insegna a guardare la nostra casa con occhi diversi.

Non la solita pianta nell’angolo

Sgombriamo subito il campo da un equivoco: questo non è un manuale su come arredare con le piante. Il biophilic design, o progettazione biofila, è molto di più. Come spiega benissimo Fusco, non si tratta di usare la natura come un soprammobile, ma come un ingrediente attivo del nostro abitare. L’idea di fondo è che il nostro benessere dipende da un legame profondo e istintivo con l’ambiente naturale. Un legame che la vita moderna, trascorsa per il 90% del tempo al chiuso, ha quasi spezzato.

Il libro ci guida in un percorso che unisce architettura, neuroscienze e psicologia ambientale per reintrodurre la natura in casa. Parliamo di come usare la luce naturale per regolare i nostri ritmi, di scegliere materiali che ci viene voglia di toccare, di usare i colori per influenzare il nostro umore. La casa, così, non è più solo un rifugio, ma diventa un luogo che ci rigenera.

Gli “strumenti compensativi”

Sono tante le cose che si apprendono leggendo i diversi capitoli. Tra questi, merita una menzione quello relativo agli “strumenti compensativi per abitare in armonia con la natura”. Fusco prende in prestito questa espressione dal mondo della scuola (dove si usano per aiutare gli studenti con difficoltà di apprendimento) e la applica alla casa.

Cosa significa? Significa che elementi come una pianta messa nel punto giusto, la scelta di un parquet in legno vivo, una parete che cattura la luce in un certo modo, non sono dettagli estetici. Diventano strumenti per “compensare” la mancanza di natura della vita urbana. Sono frecce al nostro arco capaci di ridurre lo stress, migliorare la concentrazione e, in definitiva, farci stare meglio. È un’idea che sposta il discorso dalla semplice decorazione a un vero e proprio progetto di benessere.

Un saggio per tutti, non un manuale per pochi

Un altro grande pregio di “Abitare la natura” è il suo tono. Scordatevi il classico manuale di interior design pieno di regole rigide o il saggio accademico per pochi eletti. Fusco costruisce un discorso colto ma sempre accessibile, che parla sia all’architetto in cerca di metodi progettuali, sia alla persona comune che, soprattutto dopo la pandemia, ha iniziato a farsi domande sul legame tra la propria casa e la propria salute.

Il libro ci accompagna stanza per stanza – dal soggiorno alla camera da letto, fino ai balconi e ai corridoi – mostrandoci come ogni angolo possa diventare un’opportunità per ristabilire una connessione con l’ambiente. Il risultato è una lettura che arricchisce e lascia con una nuova consapevolezza: il benessere abitativo non dipende solo dall’efficienza energetica, ma anche da una sorta di “sostenibilità emotiva”.

Il libro è stata finalmente la mia risposta al perché io cerchi di incrementare anche solo di 10 cm quadri alla volta il verde a casa mia, il perché mi piaccia di più una casa al mare col giardino o perché chieda spesso una talea a qualcuno per arricchire la mia piccola biodiversità casalinga. 

Dalla casa alla città: la biofilia è una questione pubblica

Ma il discorso non può e non deve fermarsi alla porta di casa. Se la biofilia è la chiave per il nostro benessere individuale, diventa uno strumento indispensabile anche per la salute delle nostre comunità. È qui che entrano in gioco le Pubbliche Amministrazioni, chiamate a portare questa visione su scala urbana. Una regola che sta diventando un punto di riferimento a livello internazionale è quella del 3-30-300: ogni cittadino dovrebbe poter vedere almeno 3 alberi dalla propria finestra, vivere in un quartiere con il 30% di copertura arborea e avere accesso a uno spazio verde a massimo 300 metri da casa.

Applicare questa regola significa creare veri e propri rifugi climatici urbani, oasi di fresco che mitigano le ondate di calore sempre più intense. Per farlo, non basta piantare qualche albero nelle aiuole esistenti. Serve un’azione più coraggiosa: il depaving, ovvero togliere asfalto e cemento per far respirare il suolo, permettere all’acqua di filtrare e creare nuovo spazio per il verde. L’obiettivo è trasformare le nostre città da giungle di cemento a ecosistemi in cui la natura non è un’ospite, ma una cittadina a pieno titolo, che lavora insieme a noi per un futuro più fresco e resiliente.

SCHEDA

Titolo: Abitare la natura. Il biophilic design per il benessere in casa
Autore: Alfredo Fusco
Postfazione: Lucia Krasovec-Lucas
Editore: Maggioli Editore
Anno di pubblicazione: 2026
Pagine: 276
ISBN-13: 978-8891679468


Scopri di più da Letizia Palmisano Giornalista ambientale, ecoblogger 2.0

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.