
“La trama del lusso”: la recensione di un libro che ti convincerà a cambiare il tuo modo di fare shopping
Questa mattina sono stata allo Swap Party. Sono tanti i motivi per cui mi piace questo tipo di iniziativa. Tra questi il ridare valore a ciò che spesso sembra ormai diventato usa e getta: un abito. Dietro un vestito ci sono molte storie e se ne sapessimo anche una minima parte, probabilmente cambieremmo il nostro approccio con ciò che c’è nel nostro armadio.
Io ho finito proprio oggi di leggere “La trama del lusso. L’industria della moda tra capitalismo dei corpi e criminalità” di Audrey Millet (add editore) . Non vi nego che ci ho messo un po’ più del previsto perché non ce la facevo ad accelerare, saltare passaggi o non riflettere ogni 3-4 pagine. Il libro è scritto benissimo e è molto interessante ma bisogna essere pronti a percorrere un viaggio lucido e straziante nell’inferno che si nasconde dietro le etichette scintillanti dei nostri vestiti, non solo quelli del fast fashion, ma anche e soprattutto quelli del lusso.
L’odissea di Abdoul: dal sogno di una macchina da cucire all’inferno dello sfruttamento
Il libro segue il filo della vita di Abdoul, un giovane sarto ivoriano il cui unico, umile sogno è possedere una macchina da cucire per avviare la propria attività e garantire una vita dignitosa a sé e alla sua famiglia. Questo sogno, così semplice e giusto, diventa il motore di un’odissea che lo porterà a sprofondare negli abissi più oscuri del nostro tempo.
Il suo viaggio inizia ad Akouédo, la gigantesca discarica a cielo aperto vicino ad Abidjan, dove l’Occidente riversa i suoi scarti, compresi quelli tessili. Da lì, nel tentativo di raggiungere l’Europa, Abdoul attraversa il Burkina Faso, il Niger, affronta il deserto del Ténéré, cade nelle mani dei trafficanti e sperimenta l’orrore indicibile dei campi di lavoro forzato e delle prigioni per migranti in Libia, a Sabha e Gargaresc. Sopravvissuto miracolosamente alla traversata del Mediterraneo, il suo approdo in Europa non è la salvezza sperata, ma un nuovo girone infernale: il Macrolotto di Prato. Qui, nel cuore dell’industria tessile italiana, lo sfruttamento assume forme diverse ma non meno brutali, e le trame del lusso si intrecciano indissolubilmente con quelle della criminalità organizzata.
“Perché l’Italia merita di più del silenzio complice che circonda certi crimini. Perché la bellezza della Toscana non deve servire da paravento all’orrore del traffico di esseri umani”
Perché “La trama del lusso” è una lettura necessaria e dolorosa
Quello che rende questo libro un’opera fondamentale è la sua capacità di connettere i puntini. Audrey Millet, con il rigore della ricercatrice e il coraggio della giornalista d’inchiesta, non si limita a raccontare una storia di migrazione. Svela il sistema. Un sistema tossico in cui l’iperproduzione e la ricerca del profitto a ogni costo creano un ecosistema criminale dove mafie (nigeriane, italiane), trafficanti di esseri umani, imprenditori senza scrupoli e, talvolta, istituzioni silenti, collaborano.
Il libro ci sbatte in faccia una verità che preferiremmo ignorare: il “Made in Italy” può essere uno specchietto per le allodole, una semplice etichetta cucita in un laboratorio-dormitorio da mani sfruttate, spesso da persone che hanno attraversato l’inferno per arrivare lì. Ci spiega come il lusso, con le sue complesse catene di subappalto, si alimenti dello stesso “capitalismo dei corpi” che governa il fast fashion, normalizzando la devianza e lo sfruttamento. Dopo aver letto questo libro, non potrete più guardare una borsa di lusso, un abito griffato o persino un semplice ricamo con gli stessi occhi.
“ (…) I politici comprano la pace sociale all’ingrosso. Questa governance basata sui numeri favorisce la convinzione che la dignità sociale risieda nel potere d’acquisto. Ma che sia poliestere o pelle di coccodrillo, i consumatori non fanno che rimpinguare le élite. La nostra epoca propone abiti a 5 euro e libri a 20 euro, mentre il modello di successo individuale si riduce al nostro potere di acquisto (…)”
Come cambiare il nostro modo di acquistare: la reazione è un dovere
La domanda sorge spontanea: cosa possiamo fare? La risposta non è semplice, ma una cosa è certa: non possiamo più essere consumatori passivi. Questo libro ci chiama a una reazione, a un atto di responsabilità.
- Informarsi e chiedere trasparenza: dobbiamo pretendere che i brand, tutti i brand, dal più economico al più lussuoso, siano trasparenti riguardo le loro filiere. Chi ha prodotto i nostri vestiti? In quali condizioni?
- Rifiutare la logica dell’iper-consumo: il sistema descritto da Millet si regge sulla nostra bulimia di acquisti. Comprare meno, comprare meglio, far durare i capi più a lungo, ripararli, scegliere il second-hand non sono solo scelte ecologiche, ma atti di resistenza contro questo modello di sfruttamento.
- Sostenere chi lotta per i diritti: organizzazioni come la Campagna Abiti Puliti, che non a caso firma la prefazione del libro con le parole della sua coordinatrice Deborah Lucchetti, svolgono un lavoro fondamentale di monitoraggio, denuncia e pressione sui marchi e sulle istituzioni. Sostenerle significa dare forza a chi si batte per i diritti di lavoratori come Abdoul.
Leggere “La trama del lusso” è l’antidoto all’indifferenza. È un appello a non distogliere lo sguardo, a riconoscere che le nostre scelte d’acquisto hanno un impatto umano profondo e, a volte, devastante.
Un ringraziamento immenso e profondo va ad Audrey Millet, per aver avuto il coraggio di scrivere questa storia; ad Abdoul, per averla condivisa con una dignità e una resilienza che lasciano senza fiato; e alla Campagna Abiti Puliti, per il loro instancabile lavoro che ci indica la via per un futuro della moda più giusto e alla casa editrice ‘add editore’ per averlo pubblicato.
Dopo aver letto questo libro, è semplicemente impossibile girare la faccia dall’altra parte e continuare a far finta di niente.
Scheda del libro
- Titolo: La trama del lusso. L’industria della moda tra capitalismo dei corpi e criminalità
- Autore: Audrey Millet
- Traduttore: Stefano Renzi
- Editore: add editore
- Anno di pubblicazione: 2024
- Pagine: 252
- Prefazione: Deborah Lucchetti (Coordinatrice nazionale della Campagna Abiti Puliti)
Scopri di più da Letizia Palmisano Giornalista ambientale, ecoblogger 2.0
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