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Quando ti mangeresti anche il piatto… E io lo mangiai…

Mangiarsi anche il piatto. Un modo di dire. O forse no… Lo so, fare la misteriosa non è da me e quindi vi racconto subito il pranzo di oggi. Volevo cucinare un po’ di verdure, un piatto unico, e quindi ho creato una specie di stufato con cipolla, pomodoro, pomodorini (non ce li rimetterei), ceci e zucca (e una manciata di farina per addensante). Una crema con dei pezzi semi-solidi di vegetali. Un piatto così, però (quando viene bene, si intende), vuole una sacrosanta scarpetta e ho trovato una bella alternativa. Il piatto noi ce lo siamo mangiato, con tutto il condimento e non scherzo.

Qualche giorno fa, infatti, mi son stati regalati dei piatti il cui nome era davvero invitante: pappami. Mi è venuto in mente quante volte a Natale o in feste con molte persone si ricorra a piatti usa e getta molto carini e particolari (ad esempio quelli rossi con decori vari per il 25 dicembre) per fare figura e accogliere gli ospiti, realizzando poi però montagne di rifiuti. Ovviamente la prima alternativa che vi ho sempre suggerito, specie in quei comuni ove vi sia la raccolta dell’umido, sono i biodegradabili e compostabili. Ma se si vuole prendere qualcosa di carino e di gustoso (e si ha fede nelle proprie capacità culinarie e che, oltre a leccarsi le dita, gli ospiti possano e vogliano far sparire anche il piatto), questa è una alternativa davvero deliziosa.

Il piatto simboleggia un fiore, i cui petali li potete sfogliare per fare la italianissima scarpetta. Quel che rimane lo potete gustosamente mangiare. Una curiosità che si vede nella galleria fotografica, il fondo – nella mia prova – è rimasto intonso nonostante ospitasse una pietanza molto calda e semiliquida.

Non posso che fare i complimenti agli ideatori e aggiungere un piccolo consiglio. Per rendere eco al 100% la soluzione, l’involucro dovrebbe essere di un materiale biodegradabile e compostabile (film in materbi? carta?). Così da meritare 10 e lode 🙂

Per tutto il resto, Che dire? Buon appetito!

 

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Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere.
Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale

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