
[Recensione] “Fragili Futuri”: 10 racconti per non chiudere più gli occhi sul nostro mondo
Ci sono libri che puoi leggere ovunque anche in spiaggia, altri che richiedono più la penombra della sera o che sono adatti alle giornate di pioggia con le gocce che cadenzano la lettura e ogni tanto di fanno fermare e riflettere, prima di proseguire con la lettura. “Fragili Futuri. 10 racconti dall’Antropocene” di Meltea Keller (KaiFab Edizioni) appartiene decisamente a questa seconda categoria. È una raccolta di racconti che non si limita a intrattenere, ma scuote, un poco inquieta e, al contempo, fa aprire gli occhi. Un libro molto interessante e scorrevole, in grado anche di sbatterci in faccia la realtà dei disastri che noi stessi, come specie, stiamo causando, ma che lo fa con la grazia e la forza della letteratura.
Dieci favole nere per l’Antropocene: la trama di “Fragili Futuri”
“Fragili Futuri” è una raccolta di dieci racconti che, attraverso la lente del realismo magico, esplorano le ferite del nostro tempo. L’autrice, Meltea Keller, ci porta in mondi che sono specchio del nostro: un viaggiatore si ritrova in un paese abitato dai fantasmi dell’amianto; un aeroporto si espande come una maledizione divorando parchi e centri di ricerca sulle rinnovabili; una metropoli avvelena i suoi abitanti con l’inquinamento; una Venezia da incubo viene sommersa dall’acqua alta.
Ogni storia è una piccola, densa favola nera che prende spunto da problemi reali e scientificamente documentati – la perdita di biodiversità, l’inquinamento da PM2.5, la crisi climatica – e li trasfigura in racconti potenti e archetipici. Come scrive la stessa Keller, citando Buzzati, la storia fantastica “si presta a rendere più intenso un concetto”. E qui il concetto è chiaro: stiamo ignorando una guerra che abbiamo dichiarato alla natura e, di conseguenza, a noi stessi.
Perché leggere “Fragili Futuri”
In un panorama letterario italiano ancora timido sui temi della climate fiction, Meltea Keller risponde alla chiamata con coraggio e originalità. Questo libro non è un saggio travestito da racconto, né un’opera che cavalca un trend topic. È letteratura pura, che affonda le sue radici in una profonda conoscenza dei temi ambientali e li trasforma in immagini che parlano direttamente al nostro inconscio.
Leggere questi racconti è come fare un incubo lucidissimo su un pericolo che, nella vita di tutti i giorni, preferiamo non vedere. L’autrice non ci spiega la crisi ecologica, ce la fa sentire sulla pelle. Ci fa provare l’angoscia di un mondo che si sgretola, la solastalgia (dolore cronico e la malinconia causati dal degrado dell’ambiente familiare in cui si vive, quello che si dovrebbe provare a vedere disastri come ciò che è accaduto a Niscemi) per i luoghi che stiamo perdendo per sempre . Lo fa per scuoterci dal torpore, per spingerci a mettere in discussione le basi del nostro sistema economico e delle nostre abitudini, prima che i nodi vengano al pettine in modo definitivo.
Una lettura che consiglio anche agli adolescenti (e che ho passato a mio figlio)
La forza di “Fragili Futuri” sta proprio nel suo linguaggio universale, quello della favola. Per questo, non appena ho finito di leggerlo, l’ho passato a mio figlio. Credo sia una lettura preziosissima per gli adolescenti perché offre uno strumento diverso per elaborare la realtà.
I capitoli non forniscono soluzioni facili (anzi molti finali sono aperti…), ma stimolano domande, creano consapevolezza e possono aprire un dialogo fondamentale sul futuro che li attende e sul ruolo che possono avere nel cambiarne la rotta. È un modo per affrontare l’eco-ansia non con la negazione, ma con la presa di coscienza, primo passo indispensabile per qualsiasi azione.
Non solo angoscia: la speranza di un cambio di rotta
Ma attenzione, non è un libro che lascia senza speranza. Anzi. Accanto al racconto dei disastri, ci sono storie come Sampeyre o Caterina Grande Mente che esplorano il tentativo, a tratti disperato ma necessario, di riconnettersi con il passato, con le nostre radici ancestrali, con quel legame profondo tra tutti gli esseri viventi che ci illudiamo di aver spezzato. E il racconto finale, Il tunnel, è un messaggio diretto all’azione: un cambio di rotta è ancora possibile, basta avere il coraggio di fare un’inversione a U e andare controcorrente.
Questa è decisamente un’opera che ci ricorda come la letteratura possa essere uno degli strumenti più efficaci per risvegliare le coscienze e immaginare futuri diversi.
Scheda del libro
- Titolo: Fragili Futuri. 10 racconti dall’Antropocene
- Autore: Meltea Keller
- Editore: KaiFab Edizioni
- Collana: Sögun
- Anno di pubblicazione: Ottobre 2023
- Pagine: 180
- ISBN: 979-12-81311-03-9
- Nota linguistica: Il libro utilizza lo schwa come scelta dell’autrice per sperimentare il superamento del binarismo di genere nella lingua italiana.
Scopri di più da Letizia Palmisano Giornalista ambientale, ecoblogger 2.0
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