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“Per l’ultima goccia” di Piero Malenotti, Recensione romanzo contemporaneo ed ecologista

Oggi vi parlo di uno dei libri che mi è più piaciuto leggere negli ultimi mesi. Trattasi di ‘Per L’ultima Goccia’, il romanzo di Piero Malenotti – sociologo e giornalista – edito da Sensibili alle foglie. 

Cambiamenti climatici e flussi migratori sono due argomenti fortemente collegati tra di loro poiché, come riconosciuto dal Global Compact sui Rifugiati adottato con una maggioranza schiacciante in seno all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2018, ‘clima, degrado ambientale e catastrofi naturali interagiscono sempre più coi fattori alla radice dei movimenti di rifugiati’.

Oltre a rappresentare materia di numerose pubblicazioni scientifiche, questi temi sono al centro del romanzo “Per l’ultima goccia” (Sensibili alle Foglie) scritto da Piero Malenotti autore e attivista ambientale.

Di cosa parla ‘Per L’ultima Goccia’

Solitamente la narrazione – letteraria e cinematografica – sui cambiamenti climatici viene ambientata in futuro fantascientifico e apocalittico. Nel nuovo romanzo di Malenotti, invece, la storia si sviluppa nei nostri giorni ed ha, come scenario, El Amal (‘la speranza’ in arabo) immaginaria città della costa atlantica del Marocco.

Il protagonista del romanzo, Valerio Lupi, è un ingegnere minerario specializzato nella ricerca dei giacimenti di petrolio e gas e nella progettazione nonché realizzazione degli impianti necessari alla loro estrazione e alla prima lavorazione.

Grazie al suo lavoro presso una compagnia petrolifera, Valerio entra in contatto con la cultura marocchina, condividendo con il lettore il piacere della scoperta quotidiana della cultura e dei sapori locali ma anche i dilemmi etici nei confronti di un sistema ancora profondamente patriarcale.

Il suo vivere a stretto contatto con le comunità locali lo porta ad assistere alle proteste degli abitanti del luogo contro l’impatto provocato dall’impianto dove lavora sulla pesca artigianale e sulla pastorizia. Tutto ciò finisce per avere un impatto anche su di lui che non riesce più a raccontarsi che il suo lavoro ove lui si tirasse indietro sarebbe semplicemente fatto da qualcun altro e tutto ciò lo porta a porsi domande sulle responsabilità personali.

Il finale è spiazzante per i lettori che (essendo un romanzo e non un saggio ci sta!), oltre al piacere di una prosa ricca ed efficace, chiuse le pagine di questo libro, rimarranno a riflettere sulla necessità, ormai indifferibile, di cambiare passo nella transizione per attuare nuove politiche energetiche e nuove relazioni economiche che tengano finalmente conto delle conseguenze ambientali e sociali che stanno pagando i più deboli.

Considerazioni sui temi del romanzo

“Il riscaldamento globale è in atto e deriva dall’uso dei combustibili fossili, dalla deforestazione, dalle attività agricole e industriali. Intanto abbiamo perso trent’anni e oggi dobbiamo agire prima che anche l’ultimo spicchio di finestra per evitare gli scenari peggiori si chiuda”, scrive nelle note del volume Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia. “Alla montagna del debito su cui poggia l’economia dei paesi sviluppati, si affianca quella di un debito ambientale che, continuando così, sarà altrettanto impossibile ripagare”, aggiunge Ivan Novelli, presidente di Greenpeace Italia, in un commento presente nelle ultime pagine del libro.

Regalate e regalatevi la lettura di questo libro.


Scopri di più da Letizia Palmisano Giornalista ambientale, ecoblogger 2.0

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Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere. Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale