Cookie Policy quanto conta la volontà del malato? - Letizia Palmisano Giornalista ambientale, ecoblogger 2.0

quanto conta la volontà del malato?

Anni fa, quando feci una lunga (in termini di tempo) ricerca per l’università sul tema dell’Eutanasia (difficoltà accentuate dal fatto che tutto fu in Inglese) mi fu davvero difficile trovare qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere che apertamente e serenamente fosse Pro, quantomeno al testamento biologico. Le informazioni che reperivo inoltre erano frammentarie e imprecise.

ringrazio anticipatamente quanti hanno risposto al nostro invito per il 27. L’argomento è “caldo” e d’attualità. Ma il trattarlo in periferia, in una libreria (al posto forse dell’Auditorium!) ha fatto dire NO ad alcuni interlocutori prima ancora di sapere dove e quando se ne sarebbe parlato. C’è anche chi ha detto NO, dopo avermi fatto un interrogatorio su chi fossi io o Sapere Aude. Forse da qui una certa disparità tra i partecipanti ai pro e ai contro. Che poi se avessero letto il mio lavoro sull’Eutanasia magari avrebbero avuto meno pregiudizi… mi ricordo ancora che in sede di discussione i correlatori mi chiesero: ma lei è pro o contro? perchè dal testo non si capisce! (E grazie… era una ricerca di diritto… ).
Poi ovviamente c’è chi ha avuto una difficoltà oggettiva e sono scusati 🙂 .
Coloro che intervengono invece, hanno tutti detto SI prima di sapere dove e quando! Con molto entusiasmo. E li ringrazio tutti.

vi riporto qui quattro righe di presentazione e il volantino, ovviamente è implicito l’invito di partecipazione.

QUANTO CONTA LA VOLONTA’ DEL MALATO?

Eutanasia attiva e passiva, Testamento Biologico, Accanimento Terapeutico. Sono tutte espressioni che negli ultimi mesi ricorrono sempre più spesso, specie nel Media. Ma non sempre non si ha chiarezza di cosa significhino esattamente. Per far luce sull’attuale situazione legislativa e sanitaria in Italia e per rispondere –anche alla luce delle importanti sentenze sui “casi” Englaro e Mario Riccio (medico che ha aiutato Piergiorigio Welby nell’interrompere l’accanimento terapeutico)– a Roma, presso la libreria Rinascita di viale Agosta 36, il prossimo 27 Novembre dalle ore 16:45 alle ore 19, avrà luogo un convegno intitolato: IL CASO ITALIA: TESTAMENTO BIOLOGICO ED ACCANIMENTO TERAPEUTICO, QUANTO CONTA LA VOLONTà DEL MALATO? Interverranno, tra gli altri (qui ricordati in rigoroso ordine alfabetico) l’On. Balducci, la Prof.ssa di Logica alla Facoltà di Medicina della Sapienza Chiara Lalli, la giornalista Rai e scrittrice Adriana Pannitteri (autrice del libro “Vite Sospese”, un diario in cui l’autrice incontra malati, medici , politici e quanti altri si trovino favorevoli o contrari a proposte di legge su questi temi), l’On. Tommaso Pellegrino, l’Assessore alle Politiche Sanitarie del VI Municipio Tonino Vannisanti, On. Olimpia Tarzia (bioeticista, docente all’Università Europea di Roma, Presidente Nazionale del Comitato per la Famiglia) e Mina Welby. L’ evento, organizzato dall’ Associazione Culturale Sapere Aude Roma, sarà moderato da Letizia Palmisano. Per Informazioni chiamare il 3332594237 oppure visitare il sito www.sapereauderoma.ilcannocchiale.it

Ma l’elenco dei partecipanti è in continuo aggiornamento e quindi anche il volantino (sempre perché aspetto le risposte di alcuni invitati che stanno provando a liberarsi, e io spero proprio che vengano)

(cliccate sul volantino per ingrandirlo)

Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere. Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale

2 pensieri riguardo “quanto conta la volontà del malato?

  • 17 Novembre 2007 in 20:26
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    Fino a quando il Clero si intromette in certe faccende, il rispetto delle volontà del malato non verranno mai e poi mai rispettate! E’ brutto dire così! Il Vaticano deve pensare ad altro non su certi argomenti che non li riguardano, non trovi?

  • 18 Novembre 2007 in 12:06
    Permalink

    infatti… dovrebbero forse concentrarsi di più su chi soffre ma ha ancora speranza…

I commenti sono chiusi.