Cani, falchi, tigri e trafficanti: storia di crimini contro gli animali e di persone che li combattono [Recensione libro]

Ho sempre nutrito una particolare ammirazione per chi riesce a dar voce a chi non ne ha e, per questa ragione, amo persone come Greta Thunberg che parla in nome di quel Pianeta che non sappiamo tutelare. Capita che, a non avere il diritto di essere ascoltati e capiti, non siano solo realtà lontane, ma esseri che vivono sotto i nostri occhi come gli animali che, troppo spesso, sono trattati come peluche o oggetti da intrattenimento.

Al di là dell’attrazione che spesso proviamo nei loro confronti, gli animali vengono trattati come un affare – che spesso si traduce in un malaffare – che solo di rado finisce sulle pagine di giornali e sui telegiornali. A raccontare una vita di lotta in loro difesa è Ermanno Giudici [che su facebook potete seguire qui https://www.facebook.com/IlPattoTradito/]- presidente e responsabile delle guardie Zoofile di Enpa Milano – che, insieme alla giornalista Paola D’Amico, ripercorre le tante battaglie portate avanti.

“Cani, Falchi, Tigri e Trafficanti” – questo è il titolo del libro edito da Sperling & Kupler [acquistabile qui https://www.mondadoristore.it/Cani-falchi-tigri-Ermanno-Giudici-Paola-D-Amico/eai978882006966/]e uscito nelle librerie proprio in questi giorni – raccoglie le storie di crimini atroci contro gli animali, ma anche delle persone che, da sempre, combattono a difesa di esseri troppo spesso trattati solo come oggetti e fonte di guadagno.

Non vi nego che leggendolo, mi sono tornate alla mente molte storie che mi son state raccontate, drammatiche, che a me parevano inverosimili e che purtroppo erano vere. Di questo non ringrazierò mai abbastanza il mio amico e collega giornalista Lorenzo “veg” Lombardi!

Commercio illecito di animali che affare

“Cani, Falchi, Tigri e Trafficanti” è un libro che apre gli occhi e ci fa scoprire un mondo che, nel migliore dei casi, abbiamo intravisto prestando poca attenzione: cuccioli arrivati in Italia illegalmente, animali vietati che finiscono nei piatti di alcuni ristoranti e specie esotiche acquistate come peluche.

Per tanti anni, il commercio illecito di specie animali e vegetali protette ha rappresentato, dopo droga e armi, la terza fonte di profitto delle organizzazioni criminali. Solo in tempi recenti, soppiantato del business criminale del traffico di rifiuti tossici e pericolosi, questo genere di traffico è “sceso dal podio” delle attività criminali più lucrose e questo dato ci fa comprendere la mole di guadagni che genera per le organizzazioni di malaffare.

Queste attività criminali, peraltro, rappresentano una concorrenza sleale per imprese che, rispettando le norme di legge, assicurano agli animali condizioni di benessere!

Sono tante le storie, tutte vere e documentate, raccontate. Ermanno Giudici e Paola D’Amico ci fanno aprire gli occhi sulla tratta dei cuccioli di cane strappati alle madri troppo presto, sugli allevamenti di specie usate per la sperimentazione o ibridate per seguire le mode o “creare” animali particolari, i traffici di esemplari esotici e pericolosi e lo sterminio della fauna selvatica.

Leggendo le vicende descritte del libro, tutte vissute in prima persona dall’autore, sembra di trovarsi alle prese con un romanzo poliziesco pieno di viaggi internazionali e azioni in incognito e, allo stesso tempo, con un saggio giuridico perché viene descritta la storia della normativa che regola la materia nonché la giurisprudenza che faticosamente, negli anni, ha trattato il tema della tutela degli animali, sebbene il campo dell’illegalità sia drammaticamente rimasto ampio.

Il Covid e quel legame con gli animali

Quello di Ermanno Giudici e di Paola D’Amico è un libro che arriva ai giorni nostri e che parla anche del rischio sanitario globale, come quello sperimentato durante le epidemie di influenza aviaria e di Covid-19 innescate, con ogni probabilità, nei cosiddetti wet markets ovverosia i mercati umidi dove animali allevati o selvatici, anche malati, sono macellati e venduti senza alcun controllo sanitario. I crimini e gli abusi, in questo campo, sono spesso sottovalutati, ma la sensibilità verso la tutela dei «non umani» sta crescendo e nel nostro Paese aumentano, negli anni, i volontari che, con grande preparazione, raccolgono segnalazioni, fanno indagini e lavorano a fianco a fianco agli investigatori.

Li amerò fino a maltrattarli

L’ultima parte del libro ha portato alla mia attenzione un fenomeno che ho forse, troppo spesso, sottovalutato: l’animal hoarding ovverosia il possesso compulsivo di un numero di animali molto superiore a quello che si potrebbe gestire garantendo loro spazi e salute. Qui non si parla di sfruttamento, ma, spesso, di problemi psicologici, di forme sociopatiche che si manifestano con un attaccamento estremo da parte dei caregiver (parola che fino ad oggi avevo usato solo in contesti sanitari umani!) che spesso sono mossi dall’intento di salvare gli animali che ospitano. Queste storie mi hanno molto colpito perché dimostrano la necessità di interrogarsi sulle reali condizioni degli animali, al di là dello spirito di chi li possiede e “cura” che potrebbe perdere la consapevolezza della sofferenza animale.

Dalla parte degli animali

Per fortuna le persone non sono tutte uguali e molti (spesso volontari) sono veri e propri eroi che, seppur non finiranno mai sulla prima pagina di una testata nazionale, ciononostante cooperano ad indagini ed operazioni di polizia che hanno salvato dalla sofferenza e dalla morte centinaia di animali come cuccioli destinati alle fiere, beagle allevati per la vivisezione, tigri e caimani esibiti nei circhi, rapaci addestrati crudelmente alla caccia e lupi inseguiti dai bracconieri.

Azioni concrete che hanno anche contribuito a creare giurisprudenza a tutela degli animali e hanno ampliato la consapevolezza che un cambiamento radicale del nostro rapporto con gli animali e la natura è indispensabile per la sopravvivenza stessa del Pianeta e della specie umana.

Vi è però ancora tanta strada da fare…

Le mie domande e le richieste per tutti noi

Il libro, che si legge d’un fiato, ci aiuta a diventare cittadini più consapevoli ed a maturare anche un po’: troppo spesso il nostro rapporto con gli animali rimane “infantile” perché, come capita ai bambini, pensiamo di poterli umanizzare o li trattiamo come pupazzi da compagnia. In altri casi l’irrefrenabile voglia di mangiare piatti “tipici” della tradizione locale (“polenta e usei” ne è un esempio!) o la voglia di sfoggiare in casa un animale esotico ci trasforma in complici di uno sterminio: amare gli animali è ben altro!

Invece di acquistare un animale imbalsamato o una specie rara regalatevi una gita per ammirarli in libertà. Al posto di ibridi di lupo o di gatti/lince adottate un trovatello (o seguite il cucciolo dalla pancia della mamma per poter controllare allevamento, età, vaccinazioni!). Piuttosto che accettare la cacciagione di un amico, proponetegli il patentino per andare a funghi (nella mia famiglia per fortuna questo piano B ha avuto successo da tempi non sospetti). Invece di acquistare uccellini, mettete sui balconi fiori amici degli insetti che richiameranno gli amici canterini.

Senza il nostro impegno non basteranno volontari ed inquirenti di buona volontà: dobbiamo tutti fare la nostra parte per tutelare gli abitanti della Terra, l’unico Pianeta che abbiamo e che ci ha regalato una biodiversità inimmaginabile, ma che giornalmente, continuiamo a massacrare.

Se amiamo davvero gli animali dobbiamo proteggerli e, salvo alcuni casi come per cani e gatti “felici”, questo non può mai equivalere al possederli.

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Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere. Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale