Vetro: ma lo sai che è riciclabile all’infinito (all’infinito… all’infinito)?! [VIDEO]

bottiglie vetro

In natura non esistono i rifiuti (e neanche la disoccupazione).

Quando, per la prima volta, sentii esprimere questo concetto da Gunter Pauli, mi ricordo di essermi fermata a riflettere per un bel po’. Mi sono venute in mente le api, le formiche (ma anche gli avvoltoi, ad essere sincera) fino a quando ho capito che ancora una volta il messaggio era chiaro: bisogna copiare la natura anche perché lei, da milioni di anni, fa tutto meglio dell’uomo.

Chi mi segue sa che, tra gli argomenti che approfondisco di più come giornalista, il mondo dei “rifiuti” occupa un posto di rilievo. Il virgolettato è voluto perché ciò che mi interessa davvero è l’universo di tutto ciò che, grazie all’innovazione e al buon senso, si riesce a salvare dalla discarica.

Sono anni che cerco di mettere a dieta la mia pattumiera ascoltando gli eco consigli di esperti, studiosi, ma anche solo di amici dell’ambiente o leggendo libri (ad es. “meno 100 kg”). Tuttavia, per quanto possa impegnarmi a ridurre i rifiuti alla fonte, a riusare il materiale riutilizzabile e a riparare gli oggetti danneggiati, a casa mia, ogni anno, sono sempre troppi (almeno per i miei gusti) i chili di rifiuti da smaltire. Che fine possono fare?

Purtroppo la mia Roma, da questo punto di vista, negli anni ha fatto fin troppo “la stupida” (e non solo per una sera!): sono passati gli anni in cui, da bambina, finito il tempo del “vuoto a rendere” vedevo spuntare le prime campane del vetro.

Poi, piano piano, con l’avvicinarsi del Giubileo, si sono affiancati gli altri contenitori per la raccolta differenziata. Purtroppo questo scenario che faceva ben sperare la piccola fan dell’eco sostenibilità che cresceva in me è andato peggiorando con l’arrivo del cassonetto multi materiale (alluminio, vetro e plastica insieme) affiancato alla carta. Finalmente, dopo molti anni, nel quartiere Pigneto – Malatesta si rivedono spuntare i “cupoloni” verdi assieme ai nuovi raccoglitori per l’umido.

Ma perché questa “novità” è così importante? Perché

in Italia esistono molte filiere virtuose di materie prime seconde (perché questo sono… e no “rifiuti differenziati”) che trasformeranno tali materiali in nuovi oggetti.

L’economia circolare (espressione molto usata dai media, ma non sempre chiara a tutti) vuol dire proprio questo: rimettere in circolo risorse sottraendole al mondo dei rifiuti e producendo buona economia e, quindi, posti di lavoro.

Già, direte, ma di che è fatto il vetro? Qualcuno di voi se lo ricorda? Sicuramente molte persone, come me del resto, ricordano le lezioni di educazione tecnica su questo materiale che viaggia nel tempo e le cui materie prime sono sabbia, carbonato di sodio e calcare, materie prime abbondanti in natura anche se (sia dal punto di vista ambientale che economico) le materie prime seconde rimangono assai più convenienti cosa che, del resto, era già nota al tempo dell’Antica Roma quando si era soliti rifondere i pezzi di vetro rotti per generare nuovi meravigliosi manufatti.

Did you know…glass packaging never leaches toxic chemicals into its contents. ☺️🌿🍶#recycle #sustainability #glass #environment #recycling

Una foto pubblicata da Friends of Glass (@friendsofglass) in data:

Secondo la fotografia scattata ad aprile 2016 dal rapporto ‘Il riciclo del vetro e i nuovi obiettivi europei per la circular economy‘, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile per conto di Assovetro, il riciclo degli imballaggi di vetro in Italia è arrivato a superare il 70% (dati 2014).  Il report descrive “un settore portante per l’economia italiana” che conta “20.200 occupati, produce 1,4 miliardi di Pil, con il 70% degli investimenti green”. Per capire l’importanza dei dati, in tutta Europa il settore ha generato “125.000 posti di lavoro, contribuendo con 9,5 miliardi al Pil europeo e riducendo del 48% l’utilizzo di materie prime”.

Con il riciclo del vetro reimpiegato dalle aziende vetrarie italiane (comprese le importazioni e il rottame di vetro non da imballaggio), nell’ultimo anno sono state risparmiate materie prime tradizionali “per circa 3.020.000 tonnellate, energia per 316 milioni di metri cubi di metano ed emissioni per circa 1,9 milioni di tonnellate di CO2”.

Forse è anche per far conoscere al maggior numero di persone possibile esempi di buone pratiche ambientali che sono diventata giornalista in questo campo, dando il mio contributo con quel che mi riesce meglio: scrivere. A volte, però, capisco che i miei sforzi non bastano e allora è qui che – e in questo in Italia siamo maestri – spunta la creatività.

Stavo studiando i dati del riciclo del vetro quando ho scovato su internet un video molto simpatico, creativo e anche utile perché colpisce nel segno e racconta con immediatezza ed ironia l’incarnazione del vetro che, prima di essere bottiglia, era stato vasetto e, ancora prima, un’altra bottiglia… perché il vetro è un materiale ecologico per definizione essendo riciclabile all’infinito (e all’infinito… all’infinito 🙂

E visto che io sono nota per gli articoli e le campagne dell’ecologia del sì, permettetemi di rivolgere i complimenti a Friends of Glass per la campagna davvero ben riuscita.

A questo punto volete vedere il video? Eccolo!

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Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere. Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale