William Turner ai tempi di Mal’Aria 2015, uniti da un invisibile filo d’aria

la mia ariaUsciti il film al cinema e il rapporto di Legambiente. Il filo che li unisce, invisibile, è fatto di aria.

In questi giorni esce in Italia il film su Turner. Con un bambino piccolo a cui dedicarmi nel raro tempo libero normalmente non noto la programmazione cinematografica. Ho scoperto del film in un viaggio (purtroppo) in auto – data la distanza del nido da casa e l’assenza di un collegamento lineare coi mezzi pubblici (ce ne vorrebbero tre…) – e mi ha richiamato alla mente gli studi di storia dell’arte di quasi 20 anni fa. Di come William Turner avesse immortalato quell’effetto di umidità e vapore, quei nuovi colori del cielo della prima Rivoluzione Industriale, richiamando in me, adolescente, un grande senso di inquietudine. Sensazioni che, purtroppo o per fortuna, non riesco mai a digerire, a far sparire dalla mente e dalla pelle. In concomitanza con il film, è uscito il rapporto di Legambiente Mal’aria 2015. Per i primi giorni di quest’anno la centralina che registra i risultati peggiori in termini di PM10 è Largo Preneste, vicino casa mia. L’anno scorso, la Tiburtina, a pochi passi.

Se ogni giorno, tra le previsioni del tempo e l’oroscopo si infilassero anche i dati della qualità dell’aria, magari si riuscirebbe a responsabilizzare un po’ di più l’italiano medio che (più per colpa, che per dolo) non sa quanto inquinamento ci sia nell’aria, quali i drammatici effetti e di come, invece, si conoscano già le misure da adottare per migliorare la qualità dell’aria e quindi della vita.

Le morti per le sostanze inquinanti nell’aria sono “omicidi silenziosi”. Non fanno clamore come un colpo d’arma. Ma sono decine di migliaia.

Riporta il rapporto:

L’Italia è anche il Paese con il più alto numero di morti premature dovute all’inquinamento da Ozono (EEA, Air quality report 2014): con circa 3.400 vittime all’anno (dato relativo al 2011), precede la Germania, la Francia e la Spagna. Per quanto riguarda le morti premature dovute alle polveri sottili (PM2,5), nello stesso anno l’Italia si attesta al secondo posto dietro solo alla Germania con circa 64.000 vittime. Anche per il monossido di carbonio il nostro Paese detiene un triste primato: le 9 stazioni di misura in Europa che hanno superato il limite di legge, sono tutte ubicate in Italia. Per valutare l’impatto sulla salute degli inquinanti, lo studio europeo riporta la percentuale di popolazione esposta non solo a valori superiori ai target previsti dalla legge, ma anche ai valori presi come riferimento dall’Organizzazione mondiale della sanità per la tutela della salute, considerate come “massime ammissibili”: circa il 92% della popolazione è esposta ad eccessive concentrazioni di polveri sottili (PM2,5), oltre il 95% a quelle di Ozono (O3), tra l’85% e l’89% a quelle del benzoapirene.

Tanto va fatto in termini di politica nazionale. Ognuno di noi, può, se non deve, cercare di chiuder una volta di più il termosifone, rendere più efficiente la propria abitazione, lasciare l’auto a casa o condividerla e piantare una pianta in balcone (“filtro” naturale ad ogni forma di inquinante).

 

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Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere. Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale