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“Ma lo sai che a Rebibbia ci stanno i ‘Mammut'”? Visita (gratuita) al Museo di Casal de’ Pazzi [Roma]

“Ma lo sai che a Rebibbia ci stanno i ‘Mammut'”?

Mi disse una volta un mio amico. Ecco la notizia mi sembrava folle ma il mio amico era certo. Googlando scoprii che in effetti nel 1981 era stato scoperto l’alveo di un fiume il cui letto è stimato intorno a 350.000 anni fa che aveva conservato per millenni resti di elefanti giganti, di “mucche”, di iene e anche il cranio di un nostro bis bis bis nonno. I lavori del museo, però, rimasero per anni bloccati e si riuscì a finirlo solamente nel 2015 (inaugurò l’allora sindaco Ignazio Marino). Il museo del Pleistocene è a Casal de’ Pazzi.

Il sito permette di vedere dall’alto l’alveo del fiume con i resti. E poi vi è una piccola area museale con altri reperti di animali ma anche di foglie. Con i bambini è possibile effettuare anche dei laboratori. Noi abbiamo prenotato attraverso lo 060608 (vi mandano una mail e, se prenotate con qualche giorno di anticipo, anche un promemoria). È gratuito ma è buona norma disdire se non si può andare.

Il museo è al chiuso e quindi anche in caso di pioggia è visitabile. La visita dura circa una mezz’ora e, grazie anche a delle videoproiezioni sull’area, è molto interessante. Siamo rimasti una quindicina di minuti in più mentre nostro figlio di tre anni partecipava (coadiuvato dal papà) a un videogame interattivo e mentre le guide ci davano ulteriori dettagli sul sito.

Molto carina è anche la piccola area verde in cui sono state piantate piante dei nostri giorni ma anche “antiche” (trasmigrate per il diverso clima dei giorni nostri) per studiare se riescano a riambientarsi.

Se avete un po’ di tempo in più potreste scoprire i murales ispirati proprio al museo. Oltre a quello noto della fermata Metro Rebibbia ve ne sono altri due.

Sul blog Fotografia Errante ho trovato delle foto molto belle (se volete studiare prima della visita).

Questo il murales di ZeroCalcare

Durante la settimana, ci ha spiegato la guida, vanno moltissime scuole specie dei quartieri vicini che hanno adottato il museo.

Per le informazioni aggiornate su come contattare il museo o come raggiungerlo vi rimando al sito ufficiale del Museo di Casal de’ Pazzi

Una curiosità: perché continuiamo a dire che sono Mammut e sono a Rebibbia sebbene il museo sia a Casal de’ Pazzi e siano “solamente” Elefanti Giganti? La risposta è ZeroCalcare [story da leggere] – come molti di voi hanno scoperto da La Profezia dell’Armadillo (libro o film)

PS: la foto di copertina la prendo “in prestito” dagli amici di The Ecoowl Matteo Nardi e Giorgia Fanari.

Articolo aggiornato a settembre 2018 (dopo il boom di ricerche su Mammuth a seguito della Mostra del Cinema di Venezia e dlela proiezione de La profezia dell’armadillo!)

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