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Storia di Ninna, il piccolo riccio con un grande cuore [recensione libro]

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Ho conosciuto Claudia Fachinetti per il mio grandissimo amore per le balene 🐳. Da allora ci siamo risentite, unite per il comune amore per la sostenibilità.
Qualche sera fa ho iniziato a leggere a mio figlio il libro 🦔 il centro di recupero ricci la Ninna di cui Claudia è coautrice insieme al veterinario👨🏻‍⚕ Massimo Vacchetta che ha aperto il centro il centro di recupero ricci la Ninna 🦔 per i ricci in difficoltà.
Per saperne di più della storia della piccola riccetta Ninna, dei bambini Francesco e Sara, della loro famiglia e amici ho pensato di intervistare Claudia e voi…🌱 Pensateci… sarebbe una bellissima idea di Ecoregalo🎄🎁 di Natale (il libro è edito da Il Battello a Vapore, illustrato da Gaia Bordicchia). Un libro cuore degli animali che attraverso storie vere e personaggi di fantasia parla ai ragazzi di coraggio altruismo solidarietà. Ah una altra cosa bellissima che non posso non raccontarvi: ogni capitolo dà anche guide pratiche di attività da fare con i nostri figli!

ninna il piccolo riccio con un grande cuore recensione libro 2019Ninna, la protagonista della storia pesa poco più di un chicco d’uva. Lei è un riccio. Nei libri e nei cartoni ci sono tantissimi protagonisti animali: cani, gatti, orsi, una infinità di topi. Pochi ricci… come nasce la voglia di dedicare a lei / loro un libro?

In effetti i ricci sono animali che tutti conoscono e nessuno considera davvero, sarà perché li si trova in molti paesi, sarà che sono piccoli e notturni ma difficilmente sono al centro dell’attenzione. E in fondo lo era anche per me finché non ho conosciuto Massimo Vacchetta. Anche lui, per primo, ha stravolto la sua vita da veterinario di bovini quando gli hanno affidato una ricetta neonata. Allora ha visto la tenerezza e forza di vivere di queste creature e raccontandola me l’ha trasmessa. Intorno ai ricci del Centro ruota però un mondo fatto di altri animali, di natura in generale e di persone.
Un libro scritto a quattro mani, come è stata la collaborazione giornalista – veterinario?
Prima di essere autrice e giornalista sono naturalista e fino alla laurea ero convinta che nella vita avrei fatto ricerca. Successivamente, però, ho capito che ero più brava a scrivere e raccontare di natura lasciando agli altri gli studi su campo. Così mi sono sentita sempre molto vicina a Massimo e alla sua visione anche se la cosa più difficile era trasmettere con le parole le stesse emozioni che lui aveva vissuto ma io no. È già difficile raccontare di personaggi e luoghi mai visti ma di emozioni è ancora più difficile. Ho dovuto affidarmi al cuore e lasciarmi guidare.
Insieme a Ninna, nella storia, ci sono dei bambini. I destinatari della storia sono i più piccoli, o anche i più grandi? Da chi vorresti venisse letto?
Volevamo un libro che partisse dai bambini per arrivare a tutti per questo abbiamo scelto come protagonista un ragazzo immaginario che rappresentasse, però, il bambino che c’è in tutti noi, l’anima pura e sensibile che dovremmo ascoltare più spesso anche da adulti. Anche le appendici pratiche sono pensate per lavorare insieme, bambino e adulto, condividendo così un momento speciale in nome della natura.
Oltre alla storia vi sono delle schede, a fine di ogni capitolo. Cosa sono? Puoi “svelarcelo”?
Le appendici sono appunto delle attività pratiche ispirate al concetto di “manuale delle giovani marmotte” perché sappiamo che i ragazzi oggi vogliono sentirsi parte attiva del cambiamento, protagonisti della cura e attenzione verso la natura. Le abbiamo scelte sulla base anche dei temi trattati in ogni capitolo, perché fossero in qualche modo legate al testo narrativo e completassero il percorso del ragazzo verso la serenità.
immagine in evidenza: pixabay

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