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Il viaggio della rinascita: Francesca @Fraintesa Barbieri e il suo viaggio intorno al mondo raccogliendo fondi per la ricerca sul cancro

#GoFraintesa

Chiunque ami viaggiare e cerchi informazioni sul web su questo argomento conosce Francesca “Fraintesa” Barbieri: attraverso il suo blog e i social ci descrive luoghi insoliti, angoli di mondo particolari e stili di viaggio che, per quanto mi riguarda, ho sempre amato. Ho avuto modo di incontrare Francesca in un alcune occasioni e,  quando qualche mese fa, ha lanciato il conto alla rovescia di un suo nuovo progetto, ho deciso di seguirla senza avere idea di che cosa avesse realmente in mente: è stata una deflagrazione.

Francesca, in un video bellissimo, parla di sé, del tumore che ha dovuto affrontare e della voglia di reagire. Nel vederlo, lo ammetto, mi sono commossa. Vorrei continuare ma preferisco lasciare la parola a lei

Chi è Francesca “Fraintesa” oggi e come inizia la tua vita da Travelblogger?

Sono Francesca Barbieri, ma, per il web, semplicemente Fraintesa. Nel 2009 ho aperto un blog per raccontare i miei viaggi e la mia vita quotidiana. L’ho fatto semplicemente per passione, ma poi, con il tempo, si è trasformato in un lavoro. Quando ho cominciato non c’erano dei competitor: sicuramente questo mi ha permesso, grazie anche alla mia dedizione e alla mia costanza, di affermarmi nel lungo periodo come professionista. D’altra parte, prima che diventasse un vero e proprio lavoro a tempo pieno, ho collaborato con agenzie di comunicazione ed enti del turismo. Tutte queste esperienze mi hanno permesso di raggiungere quello che professionalmente sono adesso.

Un bellissimo lavoro, una influencer molto seguita, tutto sembra perfetto, ma, nell’ottobre del 2018, la tua vita cambia: un viaggio, questa volta nell’inferno, dal quale, fortunatamente, sei riuscita ad uscire. Cosa ti ha dato più la forza per ritornare, in superficie, a respirare?

Durante uno dei miei viaggi di lavoro nell’estate 2018 mi sono accorta, semplicemente spalmandomi della crema dopo la doccia, di aver una piccola protuberanza sul seno. Tornata a Milano ho consultato due specialisti. Entrambi mi dissero che si trattava di una cisti benigna. Ho ascoltato il mio istinto e ho deciso di rimuoverla subito: è stata la mia salvezza. Lunedì 8 ottobre 2018 ho ricevuto la diagnosi: cancro al seno. Il mondo mi è crollato adesso e io, apprendendo questa notizia, sono svenuta.  Non era possibile. Era tutto ingiusto. Non avevo avuto nessun sintomo. Da 13 anni, inoltre, sono vegetariana, non fumo, faccio sport e bevo poco alcol e nella mia famiglia non ci sono altri casi di tumore. Eppure l’analisi istologica non mentiva.  Ho subito 4 operazioni, 6 mesi di chemio e 1 di radioterapia. Dopo un primo periodo di grande sconforto e rabbia, ho pensato di trovare la forza nelle piccole sfide quotidiane: uscire per fare due passi, lavorare un paio di ore, prendermi cura di me stessa nonostante il mio corpo portasse i segni tangibili della malattia e delle cure così invasive.  E poi, c’è stato il mio progetto, #GoFraintesa che mi ha dato la motivazione giusta per continuare a lottare. Sono emiliana: la forza di ripartire ce l’ho nel DNA !

Come te sono freelance e mi ha davvero colpita un aspetto nel tuo racconto che, temo, chi non è libero professionista non riesce a capire fino in fondo. Tra i tanti motivi per i quali hai deciso che il tumore sarebbe rimasto un segreto vi era il timore di perdere dei lavori. Eppure neanche questo ti ha fatto ricredere sulla tua professione: ad ottobre 2019, nel primo anniversario della scoperta del tumore, hai fissato la partenza di un viaggio… puoi raccontarci qualcosa in più?

Le cure e le operazioni sono state molto invasive: ci sono stati giorni in cui l’unica cosa che riuscivo a fare era stare a letto a guardare serie tv. Non avevo neanche la forza di alzarmi o parlare. Come anticipato prima, ho cercato di darmi dei piccoli obiettivi per provare, almeno in parte, a tornare alla mia routine. Molti influencer scelgono di condividere sui social anche situazioni simili alle mie. Io avevo bisogno del mio tempo e del mio spazio per razionalizzare la malattia, ma avevo anche bisogno di continuare a lavorare per mantenermi, perché purtroppo noi freelance non abbiamo tutele né sostegni in casi come questi e se stai male, semplicemente non lavori, e la tua vita diventa ancora più difficile. Il mio lavoro si basa principalmente sulla condivisione di contenuti sul web. Nei giorni in cui stavo male per davvero, postavo materiale realizzato nei giorni precedenti, in modo da non destare sospetto. Sono stata anche tanto fortunata perché il mio corpo ha reagito molto bene alle chemio: ad esempio, sono riuscita a salire su un aereo ed andare negli Emirati Arabi 24 ore dopo una seduta di chemio. In questo periodo ho avuto molto tempo per riflettere su me stessa, sulla mia vita e sulle mie priorità. Ho pensato che l’unico modo per non ricordare quella maledetta data come qualcosa di terribile era trasformarla in qualcosa di indimenticabile. Da qui la volontà di lanciare #GoFraintesa, con partenza proprio l’8 ottobre. Ho deciso di partire per fare il giro del mondo da sola, per prendermi una rivincita sulla vita e anche per andare a raccontare nel mondo la mia storia, per sensibilizzare sul tumore al seno e parlare di prevenzione, ma anche per raccogliere fondi per la ricerca.

Anche noi potremo far parte del tuo viaggio… come nasce il crowdfunding e l’idea di devolvere la metà della cifra alla ricerca?

Per tanti giorni sono stata costretta a restare a letto. Avevo bisogno di una motivazione per andare avanti e farmi forza. Ho pensato, perciò, che appena fossi stata meglio mi sarei “fatta un regalo”: avrei realizzato un sogno ed ho imparato che i sogni non vanno rimandati. Così ho pensato al giro del mondo, uno dei miei sogni che era rimasto “impolverato nel cassetto” a causa del lavoro e impegni vari. Ho cercato di dare un senso più grande a questo sogno e, quindi, di rendere la mia storia utile per gli altri, in qualche modo.

Ho pensato che condividere la mia storia fosse uno dei tanti modi per parlare di prevenzione di cancro al seno, sensibilizzare ai controlli, ma anche un modo per dare forza a chi sta attraversando questo incubo ed è in attesa di stare meglio. Da quando ho condiviso la mia storia ho partecipato a molte iniziative a favore della prevenzione del cancro e ho avuto l’idea di lanciare una raccolta fondi per supportarmi devolvendo metà del ricavato alla Fondazione AIRC.

Ogni anno, grazie al lavoro di ricercatori esperti, le possibilità di guarigione crescono e se io sono guarita è anche grazie alla ricerca. Per questo, non potevo non donare il 50% del ricavato all’Airc.

Per far parte del mio viaggio, oltre a seguire l’hashtag #GoFraintesa sulle principali piattaforme social, avete tempo fino al 20 gennaio 2020 per donare al link www.gofundme.com/fraintesa

Hai iniziato la tua raccolta fondi a maggio, hai trovato più interesse o indifferenza? Qual è stata la reazione delle persone che ti seguono? 

In un primo momento molte persone erano stupite: nessuno aveva capito cosa mi fosse successo negli ultimi 8 mesi, anzi. Devo dire che però che poi sono stata molto fortunata: sono stata letteralmente inondata dall’affetto dei miei followers e di tante altre donne che, come me, sono state affette di cancro al seno. Ho raggiunto metà del mio obiettivo economico: sono a quota 15.000€. La strada è ancora lunga, ma finora ho avuto un buon riscontro e mi sento molto felice e fortunata per questo.

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