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‘Overland. Il giro del mondo in camion’ di Beppe Tenti: il libro che svela l’anima del giro del mondo che ha fatto sognare l’Italia [Recensione]

C’è un suono che, per un’intera generazione, è sinonimo di avventura: la sigla di Overland. Era l’appuntamento fisso che ci proiettava fuori dalle nostre case per farci viaggiare verso gli angoli più remoti e inaccessibili del pianeta. Al timone di quella straordinaria carovana di inconfondibili camion arancioni c’era lui, Beppe Tenti, un moderno esploratore che ha trasformato un sogno audace in una delle più grandi imprese televisive italiane. Oggi, quell’epopea su quattro ruote rivive in “Overland. Il giro del mondo in camion”, un libro prezioso, edito da Mondadori Electa (collana Rizzoli Illustrati), che ci porta nel cuore pulsante delle spedizioni che hanno segnato l’immaginario collettivo.

Beppe Tenti: l’uomo oltre il mito di Overland

Per comprendere appieno il libro, bisogna prima capire l’uomo. Beppe Tenti è solo viaggiatore ma non solo. Di lui si può dire sicuramente che sia un imprenditore visionario, un leader carismatico e un instancabile organizzatore. La sua storia è quella di chi ha sempre rifiutato l’idea di impossibile. Prima di diventare il volto di Overland, Tenti aveva già alle spalle un’incredibile carriera come organizzatore di raid e spedizioni estreme, tra cui la rievocazione della Pechino-Parigi. Questa sua esperienza emerge in ogni pagina: la capacità di gestire un team in condizioni di stress estremo, la freddezza nel prendere decisioni vitali in pochi secondi e una tenacia quasi sovrumana nel superare ostacoli che avrebbero fermato chiunque. Il libro non è solo il suo racconto, ma la testimonianza del suo metodo: un misto di pianificazione meticolosa e pura arte dell’improvvisazione.

Dentro il “dietro le quinte”: cosa non vedevamo in TV

Se il suo primo volume era dedicato all’incredibile spedizione inaugurale da Roma a New York, questo secondo capitolo ci fa salire di nuovo a bordo dei mitici “Musoni” Iveco per le avventure che, tra il 1997 e i primi anni Duemila, hanno ridefinito i confini dell’esplorazione televisiva. Attraverseremo le Americhe dalla Terra del Fuoco all’Alaska, affronteremo l’Africa Nera da Città del Capo fino in Norvegia, ripercorreremo le antiche Vie della Seta in Cina e ci addentreremo nelle complesse realtà del Medio Oriente.

Ma il vero valore del libro sta nello svelare ciò che le telecamere, per forza di cose, tralasciavano. Tenti ci porta nelle notti gelide passate a riparare un semiasse rotto nel deserto di Atacama, ci fa vivere le ore di tensione bloccati a una frontiera per un timbro mancante, ci racconta la frustrazione di fronte a muri di gomma burocratici e la paura fisica di fronte a situazioni di pericolo reale. È un racconto onesto, a tratti crudo, che demitizza l’avventura patinata per mostrarne il lato più umano: la fatica, lo scoramento, ma anche l’incredibile forza di un gruppo unito e la gioia incontenibile di un traguardo raggiunto.

Testimoni del Pianeta: un viaggio tra ecologia e impegno sociale

Viaggiare con Overland non è mai stato un atto fine a se stesso. Come emerge con forza dalle pagine, ogni chilometro percorso era un’opportunità per osservare, documentare e comprendere. Tenti e il suo team sono stati testimoni oculari di un mondo in rapida e spesso drammatica trasformazione. Il libro è un potente atto di denuncia, che ci mette di fronte a disastri ambientali visti con i propri occhi, come la deforestazione in Amazzonia o la desertificazione nel Sahel.

Ma è anche un profondo reportage sociale. Le pagine ci restituiscono il racconto di guerre civili appena concluse, di tensioni etniche e di situazioni politiche di un’instabilità disarmante. In questo contesto, la carovana arancione si è spesso trasformata in un veicolo di speranza. Grazie alla collaborazione con l’UNICEF, di cui Overland è stata portavoce, il viaggio ha assunto un significato ancora più profondo, dando voce a chi non ne aveva e accendendo i riflettori sulle condizioni dell’infanzia in molte delle aree più povere del mondo.

Una lezione di leadership da cui tutti possiamo imparare

Con il suo stile diretto, schietto e ricco di aneddoti, Beppe Tenti ci offre un inaspettato manuale di management e problem solving. Ogni capitolo è una “case history” di come affrontare una crisi, motivare una squadra e non perdere mai di vista l’obiettivo finale. La sua filosofia, “non basta fissare traguardi, bisogna raggiungerli”, è il filo conduttore di tutto il libro e una fonte di ispirazione potentissima. In un mondo che ci spinge verso la gratificazione istantanea, la storia di Overland ci insegna il valore della perseveranza, della pazienza e della resilienza.

Perché questo libro è un “must have” nella propria libreria

Ho letto e recensito il libro nell’ennesima estate di selfie che raccontano (teoriche) vacanze da sogno, che narrano un mondo che sembra a portata di click, spesso ridotto a una story su Instagram. Tutto ciò mentre giornali e tv narrano di turisti bloccati in montagna senza equipaggiamento idoneo, bagnanti che si tuffano e feriscono o muoiono malamente, persone respinte da Paesi perché l’intelligenza artificiale aveva detto loro che non serviva un visto e luoghi vittime della propria promozione turistica senza alcuna adeguata strategia di accoglienza.  In questa estate 2025, “Overland. Il giro del mondo in camion” ci riporta invece all’essenza più pura dell’esplorazione: quella fatta di sudore, polvere, imprevisti e, soprattutto, di autentico contatto umano.

Questo libro si rivolge a un pubblico vastissimo: ai nostalgici che vogliono rivivere le emozioni di quelle serate davanti alla TV, ai giovani viaggiatori in cerca di ispirazione, ai manager che vogliono imparare a guidare un team fuori dalla comfort zone, e a chiunque senta il bisogno di credere ancora che i sogni, anche i più folli, si possono realizzare. È un pezzo di storia della televisione e dell’avventura italiana, il testamento di un uomo straordinario e un ponte tra generazioni di sognatori. Un’eredità su carta che non può assolutamente mancare.


Scopri di più da Letizia Palmisano Giornalista ambientale, ecoblogger 2.0

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Letizia Palmisano Giornalista Ambientale

La sostenibilità non è solamente nel saper fare, ma anche nel far sapere. Letizia Ecoblogger e giornalista ambientale